In tribunale 18 sindaci contro l’Aca

Alessandro Biancardi

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In tribunale 18 sindaci contro l’Aca
LA GUERRA DELL’ACQUA. PESCARA. Il Tribunale di Pescara ha fissato per il prossimo 17 marzo l’udienza sul ricorso presentato da 18 sindaci della Val Pescara contro la mancata convocazione dell’Assemblea dei soci dell’Aca di Pescara per il rinnovo del Consiglio d’amministrazione dell’Azienda Comprensoriale Acquedottistica.
Lo ha ufficializzato stamane il sindaco di Pianella, l'onorevole Giorgio D'Ambrosio, primo firmatario del ricorso e capofila della protesta.
«La vicenda – ha ricostruito il sindaco D'Ambrosio – è partita lo scorso novembre, quando la Regione Abruzzo ha emanato la legge sul commissariamento degli Ato, bloccando, contestualmente, il rinnovo degli Organi, ma riducendo il numero dei componenti dei vari Consigli d'amministrazione da 7 a 3. Dopo la legge, 18 sindaci del comprensorio pescarese azionisti dell'Aca hanno raccolto le firme per chiedere la convocazione dell'Assemblea dei soci indicando i punti di discussione da inserire all'ordine del giorno».
I punti riguardavano l'adeguamento dello Statuto alle disposizioni della legge finanziaria 2007 (che doveva avvenire entro il 22 ottobre scorso), la discussione degli effetti della legge 37/2007 (quella sul commissariamento Ato), quindi la nomina dei nuovi componenti del Consiglio d'amministrazione e del Presidente dell'Aca (con relativa riduzione del Cda) e la nomina dei componenti del Collegio sindacale.
«Per due mesi abbiamo atteso la convocazione di tale seduta – ha proseguito il sindaco D'Ambrosio – che l'Aca non ha mai indetto, sostenendo di non poter procedere proprio per effetto della legge regionale che bloccava il rinnovo degli Organi. Una tesi che però non condividiamo e a questo punto, lo scorso dicembre, abbiamo presentato ricorso al Tribunale di Pescara, chiedendo l'intervento diretto della magistratura affinchè faccia chiarezza sulla vicenda e convochi d'ufficio la seduta dell'Assemblea dei soci».
Stamane è arrivata la fissazione dell'udienza al prossimo 17 marzo, e, nel frattempo, è arrivata anche la convocazione dell'Assemblea dei soci Aca per il 27 febbraio, ma ancora una volta i punti all'ordine del giorno prevedono solo ‘discussione', e non il rinnovo delle cariche con la riduzione del Cda.
Il ricorso al Tribunale, intanto, è stato firmato dai seguenti sindaci: l'onorevole Giorgio D'Ambrosio (Pianella); Roberto Angelucci (Francavilla al Mare); Franco Ranghelli (Spoltore); Pierino Ridolfi (Cappelle sul Tavo); l'ex sindaco Francesco Palumbo (Roccamorice); Davide Di Costanzo (Corvara); Domenico Velluto (Brittoli); Massimiliano Giancaterino (Farindola); Antonio Agostinello (San Valentino); Pasquale Cordoma (Montesilvano); Francesco Lattanzio (Catignano); Roberto Di Cecco (Turrivalignani); Ezio Di Marcoberardino (Penne); Nicola Fratino (Ortona); Marino Mincone (Torrevecchia Teatina); Catia Di Iulio (Vicoli); Lanfranco Chiola (Cugnoli); Rosario Martino (Castiglione a Casauria).

12/02/2008 16.11

LA REPLICA DI CATENA PRESIDENTE ACA

«La legge regionale dello scorso 22 novembre 2007 ha congelato fino al prossimo 30 giugno il rinnovo delle cariche dei Consigli d'amministrazione delle sei società acquedottistiche, “inibendo” ogni modifica o rinnovo e rendendo illegittimo ogni provvedimento in tal senso. Ben lo sanno i 18 sindaci che hanno firmato il ricorso al Tribunale contro l'Aca di Pescara, visto che sull'argomento vi sono già state due convocazione dell'assemblea dei soci e sono stati richiesti ben cinque pareri legali, finanche alla Avvocatura dello Stato».
È questa la replica del presidente dell'Azienda Comprensoriale Acquedottistica di Pescara Bruno Catena, dopo aver appreso che l'udienza sul ricorso dei sindaci del pescarese è stata fissata dal Tribunale al prossimo 17 marzo.
«È vero – ha detto il presidente dell'Aca Bruno Catena - che una normativa nazionale ha stabilito la riduzione da 7 a 3 dei componenti dei vari consigli d'amministrazione degli Enti di gestione. Ma è anche vero che questa norma è stata poi integrata dalla richiamata legge della Regione Abruzzo, del 22 novembre 2007, che ha inibito alle sei società acquedottistiche qualsiasi rinnovo, modifica o variazione ai consigli di amministrazione fino al 30 giugno, ossia fino a quando non sarà concluso il processo di riforma regionale in atto degli Ato. Pertanto è illegittimo convocare un'Assemblea dei soci dell'Aca che preveda come punto all'ordine del giorno il rinnovo delle cariche. Abbiamo preso comunque atto delle richieste dei 18 sindaci firmatari del ricorso. Proprio per questo, è stata convocata un'Assemblea dei soci per il 27 febbraio che discuterà due punti all'ordine del giorno sui quattro richiesti, in quanto non confliggenti con la normativa in vigore. In linea con l'operato del C.d.A. di Aca S.p.A. si è espresso con apposito parere anche l'organo di controllo della società. Spiace purtroppo constatare che, per l'ennesima volta, si cercano falsi pretesti giuridici per malcelare la chiara intenzione politica di occupare posti e poltrone all'interno dell'Aca, movimenti che non fanno bene alla gestione dell'Ente che avrebbe piuttosto bisogno dell'impegno e della collaborazione dei sindaci a favore del cittadino-utente».

14/02/2008 18.42