Sanità: malati cronici di mente trasferiti, insorge La Morgia

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «I malati di mente cronici possono essere estromessi dal Servizio sanitario nazionale?». E' quanto chiede la consigliera regionale del Pd Mara Rosaria La Morgia in un'interrogazione, che troverà risposta questa mattina, all'assessore alla sanità Bernardo Mazzocca.
La consigliera prende lo sputo da quando sta avvenendo a L'Aquila dove già sei pazienti sono stati trasferiti dalla struttura sanitaria di Gignano in diverse case di riposo. Ora gli ospiti di Gignano sono ancora quattro.
La Morgia intende sapere dall'assessore se questi malati «sono costretti a pagare a loro spese le cure che in base alle leggi di riferimento e alla Circolare del ministero della Sanita' del 23 dicembre 1997 spettano, invece, allo Stato».
All'assessore alla Sanita' la consigliera chiede quindi «di intervenire per sospendere il progetto di trasferimento dei malati cronici di mente della Asl di dell'Aquila che merita approfondimenti e riflessioni rispetto al principio costituzionale della tutela della salute dei cittadini».
Il comitato "Parenti dei malati di mente di Gignano" hanno scritto nelle scorse ore una lettera al direttore dell'Asl Roberto Marzetti per far tornare indietro subito i pazienti, «a Gignano o in strutture equivalenti se non migliori».
«Se Marzetti dichiara alla stampa di essersi attivato per inserire i nostri congiunti nelle case-famiglia», spiega il comitato, «essi sono stati invece catapultati, nonostante la nostra strenua opposizione, in case di riposo (ad Ofena ed a Fontecchio) sprovviste di équipe adeguata al trattamento dei malati mentali cronici. Inoltre la Asl li ha scaricati in toto, liberandosi di eventuali spese aggiuntive che sono state caricate sulle spalle dei parenti ignari che hanno firmato».
Il comitato denuncia inoltre «la leggerezza e scarsa deontologia con cui si sono mosse le Assistenti sociali della Asl aquilana».


12/02/2008 9.25