Tickets farmaceutici: «eliminare subito»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1456

ABRUZZO. La storia dei tickets sui medicinali rischia di diventare un tormentone incomprensibile. Oggi il sindacato dei pensionati e la Federconsumatori chiedono ancora una volta l'eliminazione del balzello, già promesso a giugno scorso ma ancora in vigore.


ABRUZZO. La storia dei tickets sui medicinali rischia di diventare un tormentone incomprensibile. Oggi il sindacato dei pensionati e la Federconsumatori chiedono ancora una volta l'eliminazione del balzello, già promesso a giugno scorso ma ancora in vigore.
I tickets furono reintrodotti dall'attuale Giunta nel gennaio del 2007 «interpretando in maniera errata», ricorda Zippilli del sindacato dei Pensionati, «le indicazioni della Finanziaria dello Stato che prescriveva sì l'obbligo di rientrare sotto la soglia del 13% della spesa farmaceutica e di recuperare le eccedenze di spesa del 2005 e 2006, ma lasciava la possibilità di utilizzare soluzioni alternative alla introduzione dei tickets».
I sindacati dei pensionati si batterono con determinazione per indurre la Giunta a modificare la delibera evitando di gravare i cittadini di un ulteriore balzello e introdurre altre soluzioni di rientro della spesa. Portarono in piazza migliaia di cittadini, invocando di non inserire i tickets fra le misure previste nel piano di rientro col Governo –come altre regioni come il Lazio stavano facendo
- perché sarebbe stato difficile ottenere le autorizzazioni alla modifica successivamente.
«La giunta», ricorda ancora Zippilli, «a riprova della immediata percezione dell'errore compiuto, appena 9 giorni dopo (il 9 marzo
2007) firmò un accordo con i sindacati confederali, dei pensionati, dei medici e dei farmacisti che prevedeva l'eliminazione del balzello a partire dal giugno seguente, previo verifica col governo.
Ma non solo i tickets non sono stati eliminati ma sono stati previsti come entrata nella finanziaria del 2008. «Sono diventati una vera tassa», tuona Zippilli, «finalizzata non più al rientro della spesa farmaceutica ma al ripiano della voragine della sanità».
«Non trova giustificazione», sostiene anche Franco Leone di Federconsumatori, «il proseguimento di un ulteriore prelievo, del tutto ingiusto, dalle tasche degli abruzzesi. Non è necessario fare ulteriori approfondimenti sulla materia, afferente alla spesa farmaceutica, tutti hanno fatto abbondantemente il proprio dovere. A questo punto è solo il Consiglio regionale che deve fare il proprio dovere, nel rispetto dei cittadini abruzzesi che sono stanchi di assistere a tagli dei servizi, alla crescita delle liste di attesa ed al pagamento di tasse e balzelli vari»

MAZZOCCA: «EQUA DISTRIBUZIONE TRA LE STRUTTURE REGIONALI»

Ieri l'assessore Mazzocca , rispondendo a due distinte interrogazioni dei consiglieri Bruno Evangelista e Daniela Stati, ha fatto delle precisazioni. «Occorre distinguere», ha spiegato, «tra riabilitazione ambulatoriale domiciliare che ha avuto una decurtazione dell'8% e quella ex art.26, diretta al recupero funzionale e sociale dei soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, dove siamo passati da un budget di 93 milioni di euro, con una spesa doppia rispetto alla media nazionale, ad un tetto di 76 milioni di euro».
Mazzocca ha detto di essere potuto intervenire solo ora «perché abbiamo dovuto attendere la scadenza naturale dei 173 contratti stipulati all'inizio del 2005 con la sanità privata».
La Giunta ha così rimodulato anche la spesa pro-capite per la riabilitazione, prevedendo una riduzione da 71 euro a 46 euro e disponendo anche una più equa distribuzione delle risorse sul territorio regionale tra costa e aree interne.
«Nel dettaglio, - ha illustrato Mazzocca - la provincia dell'Aquila con due Asl (L'Aquila e Avezzano-Sulmona) per il 2008 avrà una spesa pro capite riabilitativa di 43 euro, mentre nel precedente riparto questa era di 31 euro. Per le altre Asl, - ha aggiunto - la spesa pro-capite scende da 84 a 63 euro, con un aumento del 38% per la provincia dell'Aquila e una riduzione del 25% per le altre tre province».
«L'ospedalità privata», ha continuato l'assessore, «è cresciuta negli ultimi anni dagli 87 milioni di euro del 2001 ai 134 milioni di euro nel 2005».

ACETO (UDEUR) E IL SAN SALVATORE

Il Consigliere e Segretario Regionale dei Popolari-Udeur, Liberato Aceto, ha interrogato, nella seduta del "question time" di ieri l'assessore Mazzocca per conoscere le motivazioni che impediscono un incremento di personale infermieristico nell'organico del servizio di Emodialisi del P.O. "San Salvatore" dell'Aquila.
L'interrogante ha lamentato che «gli stessi operatori hanno più volte denunciato, anche a mezzo stampa, una carenza di personale». Inoltre, si legge nell'interrogazione «se corrisponde al vero che presso lo stesso servizio di Emodialisi è stata disposta un'assunzione di personale medico a tempo determinato senza il relativo avviso pubblico, lasciando invece inalterato il numero di infermieri».
«La risposta fornitami dall'assessore Mazzocca alle domande da me poste», ha dichiarato Aceto a margine della seduta consiliare, «mi lascia parzialmente soddisfatto. Prendo atto che dal 1° febbraio due collaboratori professionali infermieri sono stati assegnati al servizio di Emodialisi del "San Salvatore" e che in data 26 gennaio la Direzione Sanitaria competente ha disposto l'assegnazione di ulteriori due unità, prevedendo altresì un potenziamento dei posti letto a disposizione del servizio di cui trattasi». Ciò che invece non convince il consigliere «è la modalità di assegnazione dell'incarico dirigenziale presso la U.O.C. di Nefrologia e Dialisi del P.O. "San Salvatore" dell'Aquila. Infatti, a quanto riferito in aula dall'assessore l'avviso per il conferimento di tale incarico è rimasto affisso solamente per dieci giorni. Tempi così stretti non ne hanno certamente consentito una opportuna diffusione».


06/02/2008 11.16