Coro unanime: «no al trasferimento della Sanatrix»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La vicenda della Sanatrix, la casa di cura che rischia lo smantellamento, è tutta nella mani della Regione Abruzzo, a cui tutti gli esponenti politici chiedono aiuto.
«Chiediamo la convocazione di un incontro», ha detto la presidente della Provincia Stefania Pezzopane, «a stretto giro, con tutte le istituzioni locali interessate e il direttore generale della ASL dell'Aquila, per un chiarimento sul futuro della casa di cura privata».
La Pezzopane ha fatto sapere che con un emendamento ad hoc, «si vuole favorire il trasferimento del reparto di Ortopedia, e non solo, in altre strutture sanitarie fuori provincia. Non possiamo consentire che un imprenditore, le cui fortune sono legate alle convenzioni con la Regione, possa trasformare in altro la casa di cura, o peggio la trasferisca nel distretto sanitario di Chieti-Pescara, grazie a qualche compiacenza».
Il Capogruppo di An Vito Colonna presenterà la richiesta nei prossimi giorni per un consiglio comunale straordinario congiunto per dibattere sul futuro della Sanatrix «prima che la proprietà della clinica presenti il nuovo piano industriale alla regione, piano che ad oggi non è stato ancora discusso con i sindacati e le parti interessate».
«Quello che più dispiace», ha commentato Carla Mannetti presidente del circolo Progetto L'Aquila di An, « è il silenzio assordante dei nostri amministratori, che molto probabilmente nasconde una verità che non si vuole far conoscere alla città».
Anche il capogruppo dei Liberaldemocratici Antonio Verini si è unito all'appello per tentare di impedire lo smantellamento della casa di cura aquilana Sanatrix.
«Non dobbiamo solo scongiurare il licenziamento di sei operatori della Sanatrix – ha continuato Antonio Verini - bensì operare per la riqualificazione dell'intero complesso, che deve sviluppare competenze distintive tali da salvaguardarne la posizione nell'ambito del futuro assetto della sanità regionale».

05/02/2008 14.48