Legge speciale per L’Aquila:«solo una trovata elettorale di D’Alfonso?»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Era stato il cavallo di battaglia del sindaco di Pescara nella sua corsa verso la segreteria regionale del Partito Democratico: una legge speciale per L’Aquila capoluogo. Il fine quello di eliminare “l’Abruzzo delle due velocità” e riequilibrare i pesi tra il capoluogo adriatico e quello di regione.
Ma i Liberaldemocratici -che concordano con D'Alfonso sulla necessità ed urgenza di varare una legge speciale- lanciano un pesante dubbio sull'intera operazione.
«Sposiamo l'idea del sindaco di Pescara di fare una legge per L'Aquila», ha detto Antonio Verini, «ma non vorremmo che fosse solo una trovata elettorale o l'argomento di comunicazione buono per D'Alfonso quando è in trasferta all'Aquila. Non ci risulta in effetti – continua Verini – nessun progetto di legge depositato in Consiglio regionale, né abbiamo potuto apprezzare i relativi lavori preparatori nelle varie commissioni. In ogni caso, ove il segretario del Partito Democratico decidesse davvero di proporre tale legge, i Liberaldemocratici sono pronti a dare tutto il loro sostegno, sia nella formulazione dei contenuti che nel processo legislativo. Ovviamente ci attendiamo pure il totale appoggio dei numerosi consiglieri del Partito Democratico alla buona idea, allo stato solo un'idea, del loro segretario regionale».
Da tempo -fa sapere Verini- i Liberaldemocratici pensano alle linee guida della futura legge che dovrebbe contenere alcuni punti fermi ed irrinunciabili.
«Innanzitutto occorre riaffermare L´Aquila città Capoluogo di Regione, ricordando le motivazioni storiche che ne hanno decretato il ruolo di “località centrale” e disegnando nuove motivazioni economiche, culturali e politiche che sostengano la scelta fatta», ha spiegato ancora Verini, «inoltre bisogna affermare il ruolo de L´Aquila quale città dell'Università, della conoscenza e della ricerca. E poi far rispettare l'impegno regionale per il riequilibrio territoriale. Riconoscere la specificità della provincia interna significa cioè destinare risorse aggiuntive su programmi di sviluppo infrastrutturale (strade, aeroporto e ferrovie) necessario per ogni ipotesi di crescita economica. Il riequilibrio non è questione di campanilismo, ma costituisce un interesse generale di tutto l´Abruzzo».
«La legge per L'Aquila Capoluogo – conclude Antonio Verini – deve individuare un organico progetto di crescita per il comprensorio montano centrato sulle vocazioni presenti. Un modello che superi il passato degli squilibri territoriali e valorizzi il futuro di territori fecondissimi per le aree interne quali quelli dell´economia della conoscenza, del turismo e del distretto bio-tecnologico. Non vogliamo assistenza, ma lo sviluppo delle molte eccellenze esistenti, ad oggi isolate, non messe a sistema e per questo motivo attenuate nelle loro potenzialità. La legge significa quindi soprattutto lanciare un nuovo modello di fare politica, solidaristico e sussidiario, che riesca a impostare logiche capaci di invertire la tendenza all'evidente declino in atto».

«Con la legge per l'Aquila capoluogo», ha spiegato Camillo D'Alessandro, «il segretario regionale del Partito Democratico Luciano D'Alfonso ha lanciato un dibattito, ha aperto una discussione rompendo il lungo torpore di altri, cosa che se non fosse accaduta, probabilmente oggi l'onorevole Verini non avrebbe avuto la possibilità di dare il suo contributo all'idea.Le leggi sono risultato di un'idea che è quella di tutto il Pd, a cui seguono atti conseguenti in termini legislativi. Una legge per l'Aquila capoluogo non la si inventa ma deve essere il frutto di un ragionamento che richiede tempo e passione dello studio e dell'approfondimento, cosa che il PD ha fatto e che la settimana prossima presenterà all'opinione pubblica e a seguire in Consiglio Regionale».
31/01/2008 9.06