A Marini un mandato a termine per tentare riforma elettorale

Alessandro Biancardi

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LA CRISI DI GOVERNO.  Il segretario generale della presidenza della Repubblica Donato Marra ha comunicato alle 17.30 che il presidente Napolitano ha conferito l’incarico al presidente del Senato Franco Marini per verificare la possibilità di un consenso per una riforma elettorale e il sostegno di un governo funzionale per le decisioni più rapide.


LA CRISI DI GOVERNO.  Il segretario generale della presidenza della Repubblica Donato Marra ha comunicato alle 17.30 che il presidente Napolitano ha conferito l'incarico al presidente del Senato Franco Marini per verificare la possibilità di un consenso per una riforma elettorale e il sostegno di un governo funzionale per le decisioni più rapide.



«Ringrazio vivamente il presidente della Repubblica per la fiducia che con questa decisione ha voluto accordarmi», ha commentato Marini.
«So bene che si tratta di un impegno gravoso perché so che nelle attese dei cittadini c'è una attenzione forte alla modifica della legge elettorale. Il mio impegno cercherà di essere condensato in tempi brevi. Ma essendo un lavoro gravoso dovrò farlo seriamente cercando il punto di equilibrio tra le due. Ci metterò tutta la mia determinazione», ha assicurato in fine il presidente del Senato, «in questi giorni che ho di fronte».
«La crisi della maggioranza di governo», ha spiegato Napolitano, «è avvenuta dopo che in Parlamento si erano aperti spiragli di dialogo per una riforma elettorale e per importanti riforme istituzionali. La modifica della legge elettorale è stata sollecitata da una richiesta di referendum dichiarata ammissibile dalla Corte Costituzionale. Considero mio dovere riservarmi un'adeguata valutazione e ponderazione conclusiva, che non va intesa come dilatoria. Ho fatto appello al presidente del Senato di verificare le possibilità di consenso su un preciso progetto di riforma elettorale e di un governo che sia funzionale all'approvazione di tale progetto».
30/01/2008 17.40

MARINI A COLLOQUIO CON PRODI

Dopo aver ricevuto l'incarico dal presidente Napolitano Marini è andato a Palazzo Chigi, a colloquio con il presidente del consiglio dimissionario, Romano Prodi.
Il presidente del Senato, che ha avuto un incarico «di scopo» per tentare di formare un governo in grado di approvare una nuova legge elettorale, prima di andare alle urne, ha gia' incontrato il presidente della Camera, Fausto Bertinotti.
30/01/2008 18.15


CASINI (UDC), «ASCOLTEREMO MARINI MA CI SONO POCHI MARGINI»

Pier Ferdinando Casini lascia socchiusa la porta al presidente del Senato, Franco Marini. «Sarà nostro dovere sentire quello che ci dira', ma gli spazi restano molto stretti», ha detto il leader dell'Udc. «L'incarico a Marini era prevedibile come lo era il fatto che fosse legato alla riforma elettorale, per questo - ha concluso l'ex presidente della Camera - non mi ha sconvolto».
30/01/2008 18.44


L'INCONTRO AL COLLE

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha convocato per le 17 al Palazzo del Quirinale, il presidente del Senato della Repubblica Franco Marini.
Toccherà quindi al presidente del Senato valutare la possibilità di varare un governo con un programma minimo per poi arrivare al voto.

Se non ce la farà a trovare i voti necessari al Senato allora si arriverà subito al voto, probabilmente già alla fine del prossimo aprile.
Subito dopo, alle 18 alla Camera, ci sarà un altro importante incontro, il faccia a faccia tra il leader del centrodestra Silvio Berlusconi e quello dell'Udc, Pier Ferdinando Casini.
In questi minuti anche il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo si è espresso sul prossimo possibile ruolo di Marini: «è una persona che stimo, una persona capace, che ha il senso del bene comune e del lavorare insieme. Altro non posso dire»
75 anni, nato a San Pio delle Camere in provincia dell'Aquila da sempre impegnato nell'Azione Cattolica e nelle ACLI.
Iscritto alla Democrazia Cristiana dalla metà degli anni '50, ha militato nella "Sinistra Sociale", la corrente storica della DC che ha avuto tra i suoi leader Giovanni Gronchi, Giulio Pastore e Carlo Donat Cattin.
La Democrazia Cristiana lo candidò per la prima volta nelle elezioni politiche del 1992, risultando il primo degli eletti a livello nazionale, e Mino Martinazzoli lo scelse per l'incarico di responsabile organizzativo.
In passato è stato funzionario della Cassa per il Mezzogiorno. Entrato successivamente nella CISL , dopo aver ricoperto varie cariche, è stato eletto Segretario generale dal 1985 al 1991.
Ha ricoperto anche l'incarico di Vice presidente della ICFTU (la CISL internazionale).
Dopo Tangentopoli ha partecipato da protagonista alla formazione del Partito popolare italiano, di cui ha retto la segreteria dal 1997 al 1999.
Già ministro (lavoro e previdenza sociale) del VII Governo Andreotti è divenuto presidente del Senato, riuscendo a battere l'altro candidato espresso dalla CDL, il senatore a vita Giulio Andreotti.
Dal 1996 ad oggi la sua elezione al parlamento è dovuta grazie alla vittoria nel Collegio 11 - Montesilvano, della XVII Circoscrizione Abruzzo.

30/01/2008 16.11