Candeloro:«Che fine ha fatto la nuova sede della Regione a Pescara?»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Pescara rischia di perdere per sempre la nuova sede della Regione Abruzzo, originariamente prevista nelle aree ex Camplone, tra via Tiburtina e via Lago di Campotosto. Lo dimostrano l’indifferenza dell’amministrazione comunale di Luciano D’Alfonso e l’assenza della stessa Regione Abruzzo che, nel frattempo, ha acquistato il Palazzo dell’Auditorium De Cecco, in piazza Unione, avviandone la riqualificazione per ospitarvi gli uffici regionali».
La denuncia arriva dall'ex assessore comunale all'urbanistica Lucio Candeloro, oggi componente del Centro Studi di Urbanistica e Territorio.
«La realizzazione della nuova sede della Regione a Pescara – ha proseguito Candeloro – deve essere considerata il punto cardine della nuova città in quanto definisce molteplici interessi sia di territorio, perciò ‘urbanistici', sia ‘politici' in quanto presenza istituzionale, peraltro ‘baricentrica' all'intera città, a cavallo di quartieri disagiati che necessitano di programmi di riqualificazione o meglio di riformulazione, dove il ‘nuovo' diventi anche ‘attrazione'. La presenza dell'Istituzione nel quartiere 3 assumerà dunque un ruolo fortemente attrattivo, contrastando il degrado di aree periferiche disagiate che necessitano di concreti programmi di riqualificazione».
Una filosofia urbanistica evidentemente però non condivisa dalle amministrazioni comunale e regionale «che si stanno preoccupando di preparare e attrezzare i nuovi uffici all'interno di Palazzo De Cecco, spostando l'asse di sviluppo di Pescara in una zona già fortemente congestionata della città. E invece lo sviluppo del territorio non deve più guardare verso est, verso il mare, restringendo ancora la città, ma deve puntare a ovest», ha ricordato l'ex assessore Candeloro.
«La costruzione dei nuovi Palazzi della Regione – ha proseguito l'ex assessore –, già in via di definizione progettuale quattro anni e mezzo fa, si ricollegava poi direttamente a una primaria scelta urbanistica: il recupero delle aree cosiddette sommerse della Ferrovia, in quel tratto dallo scalo merci al sottopasso di via Lago di Scanno, un recupero fondamentale per dare una svolta alla città che soffre per quella periferia posta ad appena cento metri dal cuore centrale e pulsante di Pescara. Oggi la Ferrovia invade il territorio, non lo unisce per meglio distribuirlo, ma lo occlude, lo rende impermeabile da est a ovest. E' vero: negli anni sono stati realizzati dei sottopassi stradali di collegamento per riallacciare le due parti della città spezzate in due dal tracciato ferroviario. Ma si tratta pur sempre di iniziative ‘stradali', singole opere di urbanizzazione, quindi manchevoli di una logica territoriale o urbanistica. Oggi – ha ancora detto Candeloro - l'est e l'ovest della città mancano di continuità. E' quindi sempre più opportuno e non più procrastinabile il recupero delle aree sommerse, opera collegata a filo doppio con il recupero dei quartieri di Pescara a ovest della ferrovia, che devono diventare il nuovo cuore pulsante della città se veramente vogliamo eliminare disagio, degrado e problemi di ordine pubblico. Il recupero sociale passa attraverso la riqualificazione urbana: era la politica che, quattro anni e mezzo fa, ci aveva indotto a concentrare milioni di euro di finanziamenti sul quartiere 3, con Urban 2, il Contratto di quartiere e molte altre iniziative».
Intanto sulla localizzazione della futura sede della Regione Abruzzo lo stesso Centro Studi, che riunisce professionisti, imprenditori e ricercatori, promuoverà un'Assemblea pubblica.
E su questo fronte domani ci saranno sviluppi: il presidente del consiglio Roselli e il presidente della Giunta Del Turco forniranno la loro versione dei fatti e illustreranno i piani per il futuro.

28/01/2008 10.50

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=grattaerei&action=results]TUTTO SUI PROGETTI DELLA NUOVA SEDE DELLA REGIONE A PESCARA[/url]