Area di risulta: tre delibere (contestate) per il futuro della città

Alessandro Biancardi

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Area di risulta: tre delibere (contestate) per il futuro della città
PESCARA. Sanare l’insanabile utilizzando metodologie inconsuete e irrituali. E’ quanto sostiene il gruppo consiliare di An di Pescara all’indomani della “scoperta” di tre delibere di tre giorni fa (ma ancora non pubblicate sul web) che testimonierebbero il tentativo della amministrazione D’Alfonso di procedere verso l’aggiudicazione definitiva dell’appalto contestato dell’area di risulta.
Prima di Natale la discussa sentenza del Tar su due ricorsi mossi contro la procedura amministrativa, poi le contestazioni sulla interpretazione ed il senso delle parole vergate nero su bianco dal Tar.
Poi ancora il prevalere, sembrava, della tesi che voleva un passaggio obbligatorio in consiglio comunale sulla parte della procedura censurata dal tribunale amministrativo.
Ma le cose sembrano ingarbugliarsi ancora e non poco su una gara di riqualificazione chiacchieratissima ed oggetto di una inchiesta penale sulla quale pochissimo si sa se non che un perito della procura sta analizzando tutte le carte sequestrate a maggio in Comune e che «dalle carte emergerà la verità».
Quale, impossibile saperlo per ora.
E poi c'è il procedimento amministrativo che sembra destinato a continuare.
Infatti, il sindaco D'Alfonso il 15 gennaio scorso ha fatto approvare tre deliberazioni dalla Giunta Comunale.
Con la deliberazione n. 41 è stato deciso «di autorizzare il sindaco a proporre ricorso in Appello dinanzi al Consiglio di Stato per l'annullamento e/o riforma della sentenza del TAR Abruzzo sez. Pescara n° 957/07» che ha annullato la determinazione di aggiudicazione definitiva alla ditta Toto Costruzioni S.p.a degli interventi relativi all'Area di Risulta.
Secondo la giunta comunale la sentenza del Tar sarebbe «ingiusta ed infondata». Nella stessa seduta la Giunta Comunale con deliberazione n° 43 ha deliberato «di proporre al Consiglio Comunale di procedere all'affidamento in concessione, fino a trent'anni, sulla base delle risultanze della procedura ad evidenza pubblica già espletata, della progettazione, costruzione e gestione funzionale ed economica degli interventi di riqualificazione funzionale ed economica della ex Stazione di Pescara, nonché della gestione degli accessi alla ZTL tramite varchi elettronici e dei parcheggi situati in ZTL e in ZSC alla Ditta Toto Costruzioni S.p.A».
Secondo An le due delibere sarebbero «chiaramente contraddittorie».

… IN VOLO PER LA CROAZIA: OFFRE TOTO

Tra le due delibere c'è la n° 42 con la quale la Giunta Comunale «condivide la lettera in data 9 gennaio 2008 con la quale è stata richiesta alla Società Toto S.p.A. di valutare l'opportunità di offrire come forma di sponsorizzazione nei confronti di questa amministrazione il collegamento andata e ritorno, con veicolo idoneo, per Zagabria».
Il volo gratuito offerto al Comune dall'imprenditore di Air One ed il cui annuncio era stato fatto oltre un mese fa dallo stesso D'Alfonso all'indomani dell'ufficializzazione dell'incontro con il presidente croato.

«Il sindaco avventuriero non conosce limiti nemmeno in presenza di una indagine penale, di una della Corte dei Conti di una amministrativa», denuncia An, «il sindaco D'Alfonso vorrebbe far approvare irritualmente una delibera di concessione a Toto di una gara seppellita dalla Sentenza del Tar e che non può essere sanata da una delibera successiva allo svolgimento della gara, in quanto le regole di gestione dei parcheggi dovevano essere deliberate prima della gara stessa come dettano le leggi e le direttive di attuazione del PGTU».
«Queste iniziative», rincara An, «appaiono ancor più fuori tempo e contro la vita stessa della Città di Pescara all'indomani della posa della prima pietra a Città S. Angelo di un outlet di grandi marche di abbigliamento che segnerà la crisi definitiva del centro commerciale naturale della Città di Pescara, se invece di incentivare la possibilità gratuita di sosta la renderà costosa e difficile».

18/01/2008 14.32