Amministrative Pescara: il centrodestra si spacca ma anche il centrosinistra…

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Confusione o macedonia. Sono forse queste le due parole per descrivere meglio lo scenario politico di Pescara e dintorni, quello insomma al quale bisogna guardare per farsi una idea di come sarà il futuro. In questi giorni il fermento è aumentato per le "scelte di campo" che necessariamente dovranno prendersi per le prossime amministrative.
Il centrosinistra è confuso, spaccato, disorientato impossibile dire a che punto si arriverà, magari finirà come al solito. Magari si ritornerà compatti tutti insieme dopo cinque anni più che rissosi… Al momento vi sono i distinguo dell'Italia dei Valori che è fuori dalla maggioranza ma anche dentro, che va per la sua strada dopo aver minacciato l'uscita dal centrosinistra al Comune di Pescara ma anche alla Regione.
E così l'assessore Persico (Sport) è fuori ma è anche dentro, dopo aver presentato e ritirato le proprie dimissioni.
C'è poi Rifondazione comunista che ha partecipato attivamente alla giunta D'Alfonso molto spesso mostrando un disaccordo netto.
Insomma più che un fronte unico e indissolubile sembra di avere una macedonia dove i vari pezzi sono molto diversi tra di loro e stanno insieme per forza senza confondersi.
Sul fronte del vecchio Ulivo strepitano in tanti per concorrere alla poltrona di sindaco, una situazione che non porterà da nessuna parte e questo lo sanno tutti: occorrerà solo attendere chi cederà per primo.
Mentre la candidatura di D'Alfonso appare sempre più scontata e sarà richiesta a gran voce da tutti il suo attuale vice Gianni Teodoro ha già annunciato di ambire alla poltrona e anche qui un divorzio si avvicina, magari per poi ripensarci all'ora degli apparentamenti.
Anche nel centrodestra confusione e macedonia per tutti.
Pastore dice ancora una volta no (ma c'è chi assicura che poi accetterà) e vorrebbe lanciare Nazario Pagano (Fi) già consigliere regionale e pronto per cimentarsi nella corsa da primo cittadino. Ma le posizioni da comporre nel centrodestra sono forse anche di più rispetto all'attuale maggioranza.
Oltre Forza Italia, c'è anche An che vorrebbe avere un sindaco e Albore Mascia sembra il favorito, già annunciato tempo fa dal segretario regionale Fabrizio Di Stefano (o era solo un modo per bruciarlo?). E poi c'è Carlo Masci (Udc)… Ma c'è anche La Destra che con Benigno D'Orazio chiede le primarie per recuperare «il rapporto con i cittadini».
«Ci sono delle novità nello scenario pescarese - ha proseguito D'Orazio - e bisogna che vengano colte. Soprattutto e' necessario che si dia un senso di discontinuità rispetto all'attuale giunta di sinistra. Ci sono persone che si stanno discostando e quindi da parte nostra c'è un'attenzione particolare».
D'Orazio ha auspicato un ripensamento da parte del senatore Pastore e soprattutto si è augurato di non dover veder ripetuti gli errori commessi nel 2003 quando con una serie di veti incrociati sui nomi dei candidati il Centrodestra, mostrandosi poco coeso, perse le elezioni.
Per questo motivo La Destra si è detta contraria alla apposizione di veti incrociati sui nomi dei candidati.
Insomma primarie a parte, molto dipenderà anche dagli equilibri che i partiti riusciranno a trovare nei a Montesilvano, Francavilla e Sulmona.
Nel primo caso il sindaco Cordoma è impegnato nel ridisegnarsi un nuovo scenario e mettere su la seconda versione della sua giunta. Chi riuscirà a spuntare posizioni migliori qui, dovrà per forza di cose cedere su altri fronti. C'è Francavilla dove i candidati sindaci sono pure molteplici e le caselle che saranno occupate dai vari partiti dovranno bilanciarsi sia a Pescara che Montesilvano. E senza primarie vere saranno le segreterie dei partiti a decidere.
Ancora qualche settimana di "melina" poi occorrerà scegliere e puntare tutto sulle scelte fatte. Poi sarà solo campagna elettorale.

18/01/2008 9.11