Quartieri. Di Pietrantonio: «Villa del Fuoco non sparirà»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Alla luce di quanto disposto dalla Finanziaria che fissa a 30.000 abitanti di media la densità dei Quartieri cittadini e alla luce anche delle proposte circolate negli ultimi giorni a proposito di una revisione dell'assetto dei Quartieri di Pescara, l'assessore competente Moreno Di Pietrantonio cerca di fare chiarezza.
«Non si può pensare di prendere la cartina e con un righello e matita ridividere le zone per riorganizzare i quartieri senza valutarne la storia e l'identità», spiega l'assessore.
Si rischierebbe, infatti, di cancellare un passato fondamentale per il presente cittadino. «Com'è stato quello del quartiere Villa Del Fuoco (Quartiere 3) che deve assolutamente restare come quartiere perché è uno dei più antichi di Pescara».
Di Pietrantonio ricorda che «era chiamato "Madonna Del Fuoco" già dal 1600, quando la città era ancora divisa dal fiume in "Abruzzo Citra" a sud e "Abruzzo Ultra" nella zona a nord. Villa del Fuoco è stata la prima contrada di "Pescara Citra". Infatti nel catasto onciario del
1754 si parla di tre appartenenze territoriali, c'erano appunto Madonna del Fuoco, Castellammare e l'area dell'attuale centro storico, contenuta dalla Fortezza Borbonica. Tutta la città di allora era composta da 505 famiglie: di cui 283 erano parte di Abruzzo Ultra, 115 Madonna del Fuoco e 107 l'area della Fortezza Borbonica. Poi, San Silvestro fino al 1889 era parte a sé stante, come Fontanelle, mentre San Donato festeggiava la festa patronale a Villa Del Fuoco nel mese di settembre nel 1800. Segni tutti di una presenza importante di Villa del Fuoco che si estendeva a tutta Portanuova e fino al mare, che ci arrivano dall'interessante lavoro di ricerca e documentazione contenuto nel libro "La mia Villa Del Fuoco" di Giovanni Cirillo».
I cittadini e il Consiglio di Quartiere di Villa del Fuoco ritengono che bisogna salvaguardare uno dei territori cittadini più antichi e «rilanciarne l'importanza e l'azione di riqualificazione intrapresa dall'amministrazione per risolvere una serie di problematiche che pesano sulla vita del Quartiere, mantenendo la sede civica e proprio partendo dagli antichi confini, estendendone quindi il territorio a Portanuova e fino a mare com'era anticamente».
È per questo l'assessore assicura che non sarà Villa Del Fuoco, «luogo identitario della città, a dover scomparire come quartiere e pensiamo che debba invece aggregare altri quartieri più recenti, istituiti sulla carta e senza riferimenti storici comparabili».

16/01/2008 14.34