Il consiglio comunale dei veleni: Cordoma senza giunta, Ciclone sempre nell’aria

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Doveva essere un consiglio straordinario per discutere di Concorsopoli e dell’azzeramento della giunta Cordoma. E’ stato qualcosa di molto diverso quello che si è consumato ieri sera nella sala del consiglio, strapiena di cittadini che volevano rassicurazioni.  L’OPPOSIZIONE:«QUESTA GIUNTA HA FALLITO: TUTTI A CASA»

MONTESILVANO. Doveva essere un consiglio straordinario per discutere di Concorsopoli e dell'azzeramento della giunta Cordoma. E' stato qualcosa di molto diverso quello che si è consumato ieri sera nella sala del consiglio, strapiena di cittadini che volevano rassicurazioni.



 L'OPPOSIZIONE:«QUESTA GIUNTA HA FALLITO: TUTTI A CASA»




E' stato come se la minoranza di centrosinistra avesse di colpo dimenticato il Ciclone che ha spazzato via i propri uomini e avesse scoperto, all'improvviso, che i mali della città siano tutti imputabili ad un sindaco (Cordoma) che dopo appena sei mesi ha bocciato tutti i suoi assessori.
Ed è stato come se l'attuale maggioranza di centrodestra avesse dimenticato che oggi è al comando e ha continuato a rivangare il passato e accusare (in contumacia) ancora, senza sosta, con slogan da campagna elettorale l'ex sindaco Cantagallo.
Al centro, a seguire attentamente ogni singolo intervento in una situazione «surreale» c'era lui, il sindaco, orfano di una giunta che lui stesso ha "ucciso": un novello Will Smith in versione “Io Sono leggenda” che da solo ha dovuto beccarsi i colpi della parte avversaria, difendersi e sopportare il peso di certi fantasmi che si aggirano ancora a Montesilvano.
Di concorsopoli e dell'azzeramento della giunta se ne è parlato poco. O almeno non quanto i cittadini arrivati in sala consiglio si aspettavano.

CONCORSI: «TUTTO REGOLARE»

Sui presunti taroccamenti per la selezione di nuovo personale si è espresso solo il sindaco Cordoma e ha assicurato che si è svolto tutto con massima regolarità.
«Assicuro alla città», ha detto, «che tutte le procedure di selezione del concorso svoltosi a dicembre sono state correttissime. Sono fiducioso nell'operato dell'autorità giudiziaria che adesso sta cercando di scoprire se veramente ci siano stati risvolti di non equità e legittimità».

GIORNI MOLTO DIFFICILI

Cordoma non ha poi nascosto che le ultime settimane siano state particolarmente difficili: «sono stati giorni di sofferenza in cui ho ricevuto attacchi più o meno giustificati sui giornali e dai giornali stessi e so che questo fa parte del gioco per chi decide di esporsi in prima persona».
Il sindaco si è detto dispiaciuto per alcuni attacchi personali che hanno coinvolto anche la sua famiglia «che non c'entra niente con la politica e per questo dovrebbe essere lasciata fuori».

«AVEVO PENSATO DI DIMETTERMI»

Cordoma in solitaria non ha nascosto che ci sono stati momenti in cui ha anche pensato di lasciare palazzo di città: «Ho pensato di lasciar perdere tutto e dedicarmi al mio lavoro e alla mia famiglia che hanno bisogno di me». Ma poi ha desistito e ha assicurato di averlo fatto «per amore di questa città, per la voglia di portare avanti un progetto e una scommessa».

«IN QUESTO PALAZZO SCORRE VELENO»

Il sindaco ha raccontato di come ormai il clima in Comune e fuori sia «perennemente teso». «Continuano ad arrivare lettere anonime, scorre veleno dentro questo palazzo che va poi a riversarsi su tutta la città», una città che almeno sei mesi fa pensava che si stesse voltando pagina.
«Montesilvano deve ancora ritrovare la serenità che merita ed è ora che da questi banchi venga fuori un modello di nuova politica. Lo scontro può esserci», ha ribadito Cordoma, «ma sempre con rispetto e onestà intellettuale»

«I MIEI ASSESSORI MI HANNO DELUSO».

Cordoma ha poi spiegato i motivi che lo hanno condotto all'azzeramento della sua giunta. Concorsopoli non c'entra, ha assicurato. «Avevo dato ai miei uomini alcuni compiti e dei tempi certi per realizzarli».
La scadenza era stata fissata al 31 dicembre: «tirate le somme ho visto che molti lavori non erano stati svolti ed era per questo necessario dare nuovo vigore al mio esecutivo. Forse quella non era la mia squadra», ha chiuso Cordoma, «e scioglierla è un passo che rifarei anche perché non sono una persona avventata e non mi butto mai senza paracadute».

Alessandra Lotti 16/01/2008 9.22

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L'OPPOSIZIONE:«QUESTA GIUNTA HA FALLITO: TUTTI A CASA»


CHIULLI (PD): «QUESTA GIUNTA HA FALLITO IN TUTTO»

Il rappresentante del Pd è intervenuto per oltre 30 minuti.
Il suo è stato un lungo excursus su tutto quello che il centrodestra ha fatto fino ad oggi. «Troppo poco», «non abbastanza», ha dichiarato Chiulli, «e dopo il commissariamento i cittadini si aspettavano qualcosa di diverso».
L'esponente del Partito Democratico si è detto non soddisfatto, ha tirato in ballo la stabilizzazione dei precari, la mancanza di personale della polizia municipale, le opere pubbliche «ferme da mesi», «slogan elettorali che non si sono concretizzati», «il degrado della città», i problemi del traffico «che non avete risolto», «l'immobilismo» del settore turismo e ha sentenziato: «questa giunta ha fallito in tutto e non basterà un rimpasto».
E il pubblico ha pesantemente rumoreggiato ricordando a Chiulli che «fino a sei mesi fa c'eravate voi. Cosa avete combinato?»

CACCAMO (FI): «MANTERREMO PROMESSE»

Ci ha pensato il consigliere Alfredo Caccamo a difendere l'operato del primo governo Cordoma e ha assicurato: «siamo fieri e orgogliosi di quanto detto in campagna elettorale e anche se non sarà facile, causa la pesante eredità, faremo tutto quello che abbiamo promesso».

CIPOLLETTI (GRUPPO MISTO): «IL PD CERCA DI CANCELLARE IL PASSATO»

L'intervento del consigliere Cipolletti è stato invece un salto indietro nel passato amministrativo di Montesilvano. «Se noi non abbiamo fatto niente come sostiene Chiulli è, però, vero che chi ci ha preceduto una cosa l'ha fatta: ha fatto sparire i nostri soldi. Chi è da lapidare?», ha chiesto Cipolletti, «chi cerca di fare chiarezza o chi tenta di cancellare il passato?»
Il consigliere ha poi assicurato che dopo lo scandalo di Concorsopoli è stato «il primo a chiedere il ritiro delle deleghe». Ora chiede alla minoranza di centrosinistra di «non guardare il fuscello negli occhi altrui se nel proprio c'è una trave».

DI FELICE (LISTA TEODORO): «SINDACO VAI AVANTI»

Un incitamento al sindaco è arrivato dal consigliere dell'opposizione Emidio Di Felice che ha chiesto al consiglio di «stemperare gli animi» ma anche sottolineato che «forse la città aveva bisogno di un anno di commissariamento e non eravamo pronti per un nuovo governo».
Il consigliere ha poi ricordato che Cordoma ha vinto con un voto plebiscitario: «quindi vai avanti, sindaco e cerca di farlo con persone di tua fiducia».

OLIVIERI: «TUTTA COLPA DEL PASSATO»

Il consigliere Benito Olivieri ha deciso di tornare alla tecnica dell'attacco al passato e ha ricordato che gli ultimi 11 anni «sono stati un vero e proprio massacro per la città» e ha chiesto per questo alla minoranza di «non criticare una giunta che è in sella da appena 6 mesi»

ODOARDI (RC) E LE DIMISSIONI A TEMPO

Il consigliere di Rifondazione comunista non ha chiesto al sindaco di dimettersi. Non ora almeno. «Io chiedo al sindaco se è disposto a lasciare la sua poltrona se tra 6 mesi la magistratura dovesse accertare quelle responsabilità sui concorsi che oggi sono solo accuse o presentimenti».
Odoardi ha poi chiesto all'attuale maggioranza di centrodestra di non richiamare in causa sempre i vecchi problemi: «quando Cordoma si è candidato sapeva bene tutti i problemi di questa città. Adesso bisogna affrontarli, non è sufficiente nascondersi dietro ad un dito».
E il consigliere si domanda adesso quale sarà l'aspetto della nuova giunta: «spero che vengano fatte buone scelte. Ma siamo sicuri che non peserà la volontà dei partiti?».
E l'azzeramento di oggi per Odoardi non è altro che «l'incertezza che continua e che sta rovinando questa città».

GABRIELE, CORDOMA COME SCHUMACHER


Il consigliere Gabriele nel suo intervento ha scelto invece una metafora automobilistica e ha rilevato come Cordoma sia stato in questi primi 6 mesi «uno Schumacher a bordo di una Ferrari. Alla prima curva, però, è andato fuori. Ora ha scelto di fare un pit stop ma se tra sei mesi ci sarà un nuovo incidente allora vuol dire che c'è qualcosa che non va».

BROCCHI: «CONSIGLIO COMUNALE INUTILE»

Per il consigliere comunale Brocchi invece il consiglio di ieri è stato «del tutto inutile. Qui non siamo in tribunale e quindi non possiamo permetterci di giudicare la vicenda dei presunti concorsi truccati. E nemmeno è giusto attaccare Cordoma per l'azzeramento della giunta. Se un allenatore non è soddisfatto della sua squadra è giusto che mandi tutti in panchina».
Brocchi si è però domandato se ha un senso il rimpasto, da lui ribattezzato «accanimento terapeutico»: «se la giunta Cordoma è arrivata al requiem, probabilmente l'unica cosa da fare era staccare la spina».

a.l. 16/01/2008 9.27