Asl Pescara, Balestrino non molla: «io non mi muovo»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Attaccato per il suo operato, invitato più volte a dimettersi. Il dirigente dell'Asl di Pescara Antonio Balestrino, però tiene duro e ieri sera, l'ultima volta in ordine cronologico, l'ha ripetuto per l'ennesima volta: «io non mi muovo» A L’AQUILA CHIUDE IL REPARTO DI GINECOLOGIA DELLA SANATRIX
«Respingo le accuse di incompetenza e di incapacità rivoltemi in questi giorni», ha spiegato il manager. «Esprimo il mio personale impegno a continuare il lavoro affidatomi di realizzare gli obiettivi regionali di risanamento della sanità pescarese secondo le modalità e le forme stabilite dal Piano di Rientro».
Balestrino non si lascia andare a commenti "infuocati" ma lancia frecciate con classe, ringraziando addirittura chi gli ha ricolto «commenti sulla mia persona e sulla mia professionalità», anche quelli «formulati con toni e contenuti che denotano mancanza di volontà nel valutare e sostenere le scelte coraggiose ed obbligatorie che la sanità pescarese sta affrontando e deve perseguire».
E il manager assicura che su alcune scelte è pesata fortemente «la situazione ereditata» da chi lo ha preceduto e ammette di aver dovuto agire «con scelte obbligate, alcune nel breve periodo anche impopolari».
Le accuse più pesanti al comparto della Sanità arrivano sicuramente da An e dal consigliere regionale Alfredo Castiglione: «la stagione dei saldi della sanità pescarese è stata aperta da quell'incompetente di Balestrino con la chiusura del reparto di cardiologia».
Il capogruppo regionale di An nei mesi scorsi aveva a più riprese lanciato un grido d'allarme affinchè «l'emergenza sanità venisse affrontata con tempestività e soprattutto con atti concreti che non ci sono stati».
«Ma adesso la vera emergenza sanità è un'altra», sostiene Castiglione:
«la rimozione del direttore generale Balestrino. Inutile confidare nelle sue dimissioni, se avesse conservato un minimo di dignità le avrebbe già date da solo e senza bisogno di sollecitazioni».
«Il consigliere Alfredo Castiglione», replica il consigliere Comunale Dogali, «non ha titolo a parlare, poiché la gestione della sanità con i 2 miliardi e 700 milioni di debiti accumulati che hanno fatto della regione Abruzzo una delle sette regioni italiane sotto osservazione da parte del Governo nazionale e del ministero del Tesoro è stata gestita in prima persona dal suo partito, anche nella precedente Direzione Generale della Asl di Pescara. I lavoratori precari», chiude Dogali, «assunti senza copertura finanziaria sono una loro responsabilità».
Intanto Balestrino ha convocato i sindacati per mercoledì e il sindaco D'Alfonso avrebbe confermato il suo impegno ad «attivare un dialogo con Mazzocca».


09/01/2008 10.27

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A L'AQUILA CHIUDE IL REPARTO DI GINECOLOGIA DELLA SANATRIX

«Da molto tempo seguo costantemente, anche per le mie responsabilità istituzionali sia politiche che giuridiche, tutte le vicende relative alla clinica Sanatrix. Devo purtroppo confermare che molto verosimilmente dovrà essere chiuso il reparto di Ostetricia-Ginecologia».
Lo conferma stamane ilprimo cittadino dell'Aquila, Massimo Cialente.
Infatti, come prevedono le attuali leggi, si impone la chiusura di queste unità lì dove non si raggiunga annualmente un numero di parti pari a 350.
Al destino di Ostetricia-Ginecologia della Sanatrix si unisce anche quello di altre Unità operative regionali di ospedali pubblici.
«Ciò non toglie che torno a ribadire», ha aggiunto Cialente, «per l'ennesima volta, come ho peraltro nuovamente fatto in queste ore direttamente all'assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca ed al Direttore della Asl dell'Aquila Roberto Marzetti, che gli attuali posti letto assegnati alla Asl dell'Aquila per l'assistenza agli “acuti” devono rimanere tali e soprattutto per nessun motivo potranno essere trasferiti al di fuori dei confini dell'attuale Asl, qualunque saranno le previsioni del nuovo Piano Sanitario Regionale».

09/01/2008 11.21