Montesilvano e concorsi: quel vizio che rimane mentre si "volta pagina"

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Se fossimo in campo puramente economico, per esempio in una grande azienda, sarebbe etichettato come "danno di immagine irreparabile". Una azienda che punta tutto sulla trasparenza e la pulizia e viene colta in fallo non appena si muove potrebbe subire con questo un colpo mortale. Siamo, invece, nella pubblica amministrazione e per giunta in Italia.
Dunque, la cosa avrà prevedibilmente lo spazio di un mattino e sarà archiviata al più presto.
Ma l'indagine sui concorsi taroccati di Montesilvano implica cose gravissime da qualunque punto di vista le si voglia guardare.
Dal punto di vista giudiziario e personale è ovviamente una tegola pesante per gli indagati che dovranno difendersi da accuse pesantissime e che potrebbe segnarli per il futuro.
Non si tratta di ipotesi di reato generiche ma di atti compiuti nella propria funzione di amministratore pubblico e dunque inerenti strettamente il loro mandato elettivo.
Dal punto di vista politico le ripercussioni dovrebbero essere moltissime.
Intanto, bisogna ricordare che forse gran parte del merito della vittoria del sindaco Cordoma la si deve al suo predecessore, quel sindaco Cantagallo che, scoperto con le mani nella marmellata, ha abbandonato il suo scranno nel modo più nefasto che si possa immaginare.
A pochi mesi dalle elezioni quell'arresto ha segnato in maniera pesante la vittoria del centrodestra che si è sprecato in campagna elettorale a dipingersi come «il nuovo», «il puro», «il diverso».
«Voltare pagina» era l'imperativo categorico, «dimenticare il passato» e pensare esclusivamente a «far risorgere una città affossata dalla politica incancrenita».
Questo è stato raccontato nel momento delle promesse.
Ma come risollevarsi dall'inciampo del primo passo?
Come si fa a credere ancora a quelle parole se proprio il primo atto ufficiale della giunta Cordoma (An), quei concorsi che si ricorderanno per molto, sono ora gravati da dubbi e accuse così pesanti?
Come fare ora a far credere ai cittadini che hanno dato fiducia ai "nuovi" amministratori che la loro è davvero la politica del cambiamento?
Che il "Sistema" è cambiato, che non ci sono più le vecchie logiche spartitorie e che il manuale Cencelli è ormai roba vecchia (con tutto quello che ne consegue)?
Come fare ora a non tirare in ballo quegli accordi elettorali così pesanti e asfissianti che magari hanno condizionato forse la realizzazione del programma amministrativo?
E come giustificare la mancata chiusura della Deborah Ferrigno da sempre risaputo serbatoio di clientele e voti che Cordoma ha deciso di mantenere in vita tanto per sfruttare qualche poltrona in più e accontentare un alleato in più?
Dalle prime battute sembrerebbe proprio che nulla sia cambiato.
Vedremo cosa ci riserverà il futuro. Quel che è certo è che il passato ci ha abituati ad una realtà anche peggiore delle aspettative.
Certo tutti i chiamati in causa hanno professato la loro innocenza ma alle parole dovranno seguire le prove che saranno prodotte nel processo.
E come catalogare quell'intenzione atavica e primordiale di voler taroccare un concorso per sistemare comunque "amici" e persone vicino al partito?
A pochi mesi dallo scandalo Ciclone?
Perchè osare in maniera così plateale tirando così tanto la corda?
Oltre ad essere una cosa illegittima e contro ogni buon senso, senso civico e legge, sembrerebbe -raccontata così come trapela- una cosa profondamente stupida oltre che imperdonabile.
Montesilvano dovrà faticare molto, molto di più per abbandonare il passato.
E ancora una volta sembra impossibile non abbandonarsi a quello che la "Casta" chiama "qualunquismo" e cioè che il malaffare è assolutamente trasversale.

I RISVOLTI SULLE AMMINISTRATIVE DI PESCARA

Ma non finisce qui.
Perchè An, Forza Italia ed il centrodestra, in questo caso, saranno fortemente zavorrati anche alle prossime imminenti elezioni amministrative di Pescara. Irrimediabilmente.
Forse non conterà che all'interno del centrodestra ci sono senza dubbio mele sane e che dopo le auspicabili dimissioni tutto sembrerà risolto.
Chi ne gioverà?
Tutti gli altri, compresi gli extra Pd (Rifondazione, Italia dei
valori) e, forse, molto di più le liste realmente civiche come quella legata per esempio a Beppe Grillo.
E' allora da considerarsi uno scenario fantapolitico quello di due grossi schieramenti devastati dalle indagini (centrodestra e
centrosinistra) e la vittoria pesante "da reazione" degli altri?
E come immaginare un governo di una città come Pescara dove a prendere decisioni ci saranno partiti di nicchia o formazioni che con la politica hanno ben poco in fatto di preparazione, formazione, esperienza o reale pratica della democratica?
Non è affatto un buon momento per la politica abruzzese e all'orizzonte ci sono nuvoloni densi e minacciosi.
Speriamo di non cadere nel tranello di "colpiti tutti, colpiti nessuno", azzerando di fatto il peso della fedina penale e continuando a giocare al gioco della politica come nulla fosse.
E pensare che tutto questo deriva da quel germe inestirpabile insito dentro il sistema e la testa per il quale si deve sempre trovare una strada alternativa alla legalità.
Un errore culturale che è metro dei nostri tempi. Un errore che la società sta scontando pesantemente.

a.b. 27/12/2007 8.07