Quell'esame "polisonnografico" obbligatorio. Dubbi su sede, tariffe e incarico

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Una visita medica obbligatoria secondo una legge regionale per verificare se i conducenti di tir (con carico superiore ai 35 quintali) soffrono di colpi di sonno durante la guida.
La legge nazionale, però, sostiene che l'esame "polisonnografico", questo il nome tecnico, non sia un percorso obbligato, ma prescrivibile secondo la discrezione del medico curante.
Come mai questa «forzatura», chiede oggi la Cna, e questa sovrapposizione contrastante tra legge nazionale e quella regionale?
E come mai, ci si domanda ancora, la Regione ha stabilito un unico soggetto incaricato autorizzato agli esami clinici?
La legge regionale è la numero 35 dell'ottobre scorso (contenente "Disposizioni in materia di programmazione e prevenzione sanitaria") che oggi probabilmente merita qualche chiarimento aggiuntivo su diversi punti francamente oscuri, prima che la vicenda torni all'esame del Consiglio regionale.
La Cna abruzzese, rileva come il provvedimento legislativo sia costituito da disposizioni «su cui è lecito sollevare di fronte all'opinione pubblica più di una domanda».
La prima, a detta della Confederazione artigiana presieduta da Franco Cambi e diretta da Graziano Di Costanzo, è se la Regione Abruzzo non abbia forzato il contenuto del decreto legislativo numero 626/94 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, imponendo (con legge regionale, appunto) ai conducenti dei mezzi per il trasporto delle merci superiori ai 35 quintali di sostenere un esame "polisonnografico" (per accertare la tendenza ai colpi di sonno durante la guida, ndr) che invece la norma nazionale demanda a una decisione facoltativa del medico. Un provvedimento, peraltro, di cui sempre a detta della Cna abruzzese non esiste alcuna traccia nelle altre Regioni italiane».
Ancora, secondo la Cna, sarebbe giusto che la Regione chiarisse «come mai sia stato fissato per legge anche il nome del soggetto che deve eseguire gli esami, cioè la Fondazione italiana salute ambiente e respiro, una Onlus con sede legale a Chieti e sede operativa a Borgomanero. Perché è stata designata una sola struttura in cui sostenere l'esame, ovvero l'ospedale di San Valentino. Chi abbia stabilito e con quali criteri che la tariffa debba essere pari a 300 euro al netto dell'Iva. Chi abbia deciso l'obbligo di ripetere annualmente l'esame».
Fuori discussione il prestigio scientifico della Onlus, a detta della Cna c'è da chiedersi «sulla base di quali criteri la Regione abbia deciso di affidare a un unico soggetto un esame il cui introito frutterebbe una cifra superiore ad un milione e mezzo di euro l'anno, senza prevedere alcuna libertà di scelta da parte dell'utente o la possibilità di partecipazione di altre strutture sanitarie. E come mai si sia deciso di convogliare su un'unica struttura sanitaria una enorme massa di utenti, creando disagi per chi proviene da zone lontane della regione. Ancora, chi abbia fissato in 300 euro più Iva a carico dell'utente il costo di un esame destinato a diventare una gabella annuale. Così, tanto per aggiungere sulle spalle delle nostre imprese super tartassate un altro piccolo fardello di costi».

13/12/2007 14.37
[url=http://www.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/testi_vigenti/insieme.asp?numero=35&anno=2007&lr=L.R.%2025%20ottobre%202007,%20n.%2035&passo=../abruzzo_lr/2007/lr07035.htm&passa=http://leggi.regione.abruzzo.it/leggireg/2007/l035.htm&passa1=http://leggi.regione.abruzzo.it/leggireg/2007/l035.html]IL TESTO COMPLETO DELLA LEGGE[/url]