Asl Pescara, An: «Balestrino revocato prima di altri danni»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Balestrino deve essere revocato prima che faccia altri danni». A chiedere con forza la testa del manager della Asl di Pescara è Alfredo Castiglione, capogruppo di An in consiglio regionale e consigliere comunale della città adriatica.
Ieri si è tenuta la commissione consiliare permanente della Sanità del Comune che ha ascoltato il dottor Valerio Di Francesco del reparto di radioterapia sulla paventata soppressione del servizio di Tac Pet.
«Il quadro tracciato dal dottor Di Francesco », ha spiegato Albore Mascia, vice presidente del Consiglio comunale, «è tutt'altro che rassicurante. Oggi la Tac Pet può essere eseguita attraverso un'unità mobile solo un giorno a settimana presso l'ospedale civile di Pescara e, soprattutto, il manager Balestrino ha già escluso la possibilità di installare un servizio di Pet fisso perché il Piano sanitario regionale già approvato dalla giunta Del Turco e ora all'esame della V Commissione prevede l'installazione di due Pet: una a L'Aquila e l'altra a Chieti con un ciclotrone».
E questo anche se in realtà il bacino d'utenza è maggiore nella struttura del capoluogo adriatico che può vantare anche un Dipartimento oncoematologico d'eccellenza e un reparto di Medicina nucleare ben efficiente.
«Tra l'altro», ha spiegato ancora Mascia, «le due apparecchiature sono destinate alle università, scelta assurda visto che l'ateneo aquilano non ha neanche una cattedra sulla materia, mentre Pescara, dopo un anno di attività, ha anche personale specializzato e già formato. E' ovvio», sostiene l'esponente di An, «che però si tratta di un problema soprattutto politico. Non si tratta di perdere la Pet o del trasferimento di reparti, ma di un intero Piano regionale Sanitario che vuole svuotare il nosocomio pescarese a favore di Chieti e L'Aquila».
Per scongiurare tale rischio occorre secondo il consigliere Albore Mascia «il sindaco deve assumere un atteggiamento deciso e aprire una vertenza politica con la Regione per salvare l'azienda ospedaliera pescarese. Purtroppo almeno per ora il sindaco D'Alfonso sembra privilegiare una linea morbida, com'è apparso chiaro stamane nel corso della riunione della commissione stessa, preferendo non sbilanciarsi, non assumendo una posizione chiara, quasi che il Piano sanitario regionale, in fondo, gli vada bene così com'è».
«La Pet è un servizio fondamentale», sostengono anche i consiglieri di maggioranza Torlontano, Marchegiani, Arcuri, Zuccarini e Dogali, «da mantenere e potenziare. Non è possibile rinunciare a questa realtà che a Pescara esiste, vanta professionalità importanti e un bacino di utenza che potrebbe essere moltiplicato se solo si facesse un maggiore sforzo di investimenti su tecnologie e risorse umane».
L'impegno preso dal Sindaco D'Alfonso in commissione è quello di portare all'attenzione dell'assessore alla Sanità le istanze emerse durante la riunione e farlo in modo concreto.

UN CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO

Castiglione chiederà la convocazione di un consiglio comunale sulla sanità pescarese, «un consiglio aperto a tutti, alle forze sindacali, alle categorie, agli ordini professionali, ai cittadini tutti. Magari con qualche telecamera in più persino il sindaco sarà costretto a dire qualcosa che non sia il nulla». La situazione della sanità pescarese che disegna Castiglione è drammatica. E la soluzione migliore, secondo il consigliere di Alleanza Nazionale è l'avvicendamento del manager, fino a poco tempo fa ruolo in quota centrodestra con Cordone.
«L'ospedale di Pescara», sostiene Castiglione, «un tempo prezioso riferimento sanitario extraregionale, sta diventando un nosocomio di campagna, le tante eccellenze - conquistate sul campo negli anni grazie al sacrificio professionale dei migliori medici abruzzesi - sono in sofferenza, il deficit è cresciuto, gli sprechi si sono moltiplicati, i servizi socioassistenziali sono peggiorati, i reparti chiudono, le liste d'attesa restano inavvicinabili, i medici sono nell'impossibilità di operare».
E il nuovo manager sembra non soddisfare le attese. «Laddove sarebbe servita efficienza e risolutezza», continua Castiglione, «la Asl di Pescara è stata trasformata nel distaccamento periferico di una sede di partito, regolata da logiche e metodi partitocratici. Scontiamo l'inevitabile conseguenza di nomine politiche estranee al territorio che si sono dimostrate totalmente inadeguate al compito assegnatogli.
Cos'altro dobbiamo aspettarci prima che il centrosinistra trovi un'altra collocazione - possibilmente in altre regioni - al marchigiano Balestrino?».

11/12/2007 9.59