Del Turco:«Ecco il mio Abruzzo che cambia»

Alessandro Biancardi

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Del Turco:«Ecco il mio Abruzzo che cambia»
ABRUZZO. Il Partito democratico avrà «un solo capogruppo in Consiglio regionale. E' questione di giorni». Secondo il presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, «se al presidente Roselli riuscirà di comporre gruppi consiliari di tre consiglieri dovremo essergli grati per l'eternità». Durante una intervista televisiva ad Antenna 10 il presidente ha toccato vari temi d'attualità. Dal Centro Oli di Ortona, alla sanità, al suo "oscuramento" sui media, al suo nemico cordiale D'Alfonso.
CENTRO OLI DI ORTONA

Sul centro oli di Ortona, Del Turco giudica «un delitto rifiutare la partenership con aziende come Eni e Finmeccanica. E' come amputarsi una gamba per andare più lentamente. Io ho studiato a lungo la questione e non rinuncerò a portare avanti le mie ragioni». Per il Presidente, che ha ribadito di non volersi ricandidare alle prossime elezioni, «a patto che non si assista alla riproposizione del vecchio», l'emblema del rinnovamento della politica regionale è la sanità.

LA SANITA'

«Al mio successore - ha detto - consegnerò una regione che ha risanato il deficit, che ha pagato i debiti e che si è conquistata il rispetto dell Stato e dell'Unione europea».
All'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, che proprio oggi avvia il suo giro di consultazione con le cliniche private per rinegoziare le "tariffe generose" concesse dalla precedente Giunta regionale, Del Turco riconosce il merito di «essere distante dalla vecchia politica delle mance. Questa è anche la ragione per la quale non lo sostituirei mai. Qualunque successore ricomincerebbe a fare qualche assunzione si là, qualche promessa di là».
Il Presidente ha anche parlato delle proprie dimissioni e del «caratteraccio». «Io non mi sono mai dimesso in vita mia dalle cose che ho fatto - ha specificato Del Turco - ma se uno che ha avuto dagli elettori il mandato a cambiare le cose e non ci riesce qualche problema deve pur porselo».

ESISTE ANCHE UNA “QUESTIONE INFORMAZIONE”

Il Presidente, che recentemente aveva parlato di una "questione morale" in Abruzzo, non ha mancato di rilevare anche una "questione informazione".
«E' ovvio che bisogna sempre difendere gli spazi di libertà della stampa - ha precisato - ma il fatto che un presidente venga oscurato pone un problema di democrazia. E' un fatto di civiltà se si priva gli abruzzesi di conoscere opinioni diverse».
Inoltre la politica «dovrebbe imparare anche a dire no e rifiutarsi, costi quel che costi, di fare quello che qualche volta è anche immorale. Io avrò un caratteraccio - ha dichiarato - ma è meglio avere un caratteraccio che non averlo affatto. Per governare bisogna averne uno».

IL MIO NEMICO DEL CUORE D'ALFONSO

Il Presidente si è poi soffermato a parlare di Partito democratico e dei rapporti con il neosegretario, Luciano D'Alfonso.
«E' stato solo grazie a noi se 139 mila cittadini sono andati a votare, evitando un plebiscito. Abbiamo evitato un'annessione come quella dei Savoia raccontata nel Gattopardo. Il fattore che all'annuncio dei risultati del referendum si vide annullato il proprio voto contrario e anche l'unico, il principe Salina osservò: te l'avevo detto che era già tutto scontato. Ecco noi vogliamo evitare che in questa regione le cose siano scontate».
Quindi Del Turco ha giudicato «ottimi ma personali» i rapporti con il neosegretario del Pd, Luciano d'Alfonso. «E' lampante che politicamente abbiamo due modi diversi di intendere le cose», ma lo stesso Presidente «giudica un bene per l'Abruzzo che ci siano due personalità così diverse, che combattono dal loro punto di vista le loro battaglie, ma mi auguro con lo stesso obiettivo, evitare la riproposizione della vecchia balena bianca».

07/12/2007 15.49