Scrivanie bollenti in Comune: «Ruotano, come ruotano i dirigenti indagati»

Alessandro Biancardi

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Scrivanie bollenti in Comune: «Ruotano, come ruotano i dirigenti indagati»
PESCARA. «Oramai il Comune di Pescara ha superato ogni limite sulla gestione del personale. Non mi riferisco, come ciascuno sarebbe portato a pensare, alla vicenda “parentopoli” che già di per sé è emblematica di una politica che privilegia più le questioni personali che quelli collettive, ma alla continua rotazione dei dirigenti a seguito di indagini della Magistratura penale». LA VIGNETTA DI GIO
Appassiona e interessa la vicenda dei parenti assunti in Comune. Che novità. Nemmeno il candore con il quale i diretti interessati rispondono senza un minimo di rossore o turbamento stupisce più.
«E' il sistema».
Come non ricordare una serie di volantini scottanti del Psi dei mesi scorsi con una serie di illazioni mai provate.
E dell'argomento dopo le polemiche che uscirono fuori si interessa anche Carlo Masci (Udc) che però analizza una sfaccettatura diversa.
Il tema delle assunzioni di parenti è stato un ritornello trito fatto di voci insistenti e poche prove, di tanti veleni e pochi nomi.
Anche quelli fatti di recenti sono soltanto una minima parte. Dietro c'è una densa cortina di omertà e connivenza.
E si parla soltanto del Comune.
Ma ogni ente pubblico è buono per sistemare amici e parenti (vogliamo parlare della Provincia, della Asl, dell'Aca). Da sempre: in tempi di destra e di sinistra.
E' il sistema, si diceva.
Oggi però a sentire l'Udc sorgerebbe un problema diverso: quello di dover fare i conti con un certo numero di dipendenti “bruciati”.
Nei giorni scorsi diversi dipendenti del settore urbanistico, a seguito di presunti reati collegati al rilascio di concessioni edilizie, sarebbero stati spostati. Ma è soltanto l'ultimo di una lunga serie di avvicendamenti.
Le sedie del Comune sembrano essere diventate bollenti.
«Lavori pubblici, verde, urbanistica, personale, patrimonio, non esiste un settore che non sia o non sia stato indagato per presunte attività amministrative illecite», ricorda un lanciato Carlo Masci, «con conseguente trasferimento delle unità lavorative coinvolte. Un così alto numero di indagati non può essere certamente considerato un fatto episodico ma costituisce la punta di un iceberg frutto di un pensiero dominante che considera le procedure amministrative come fardelli da eliminare piuttosto che elementi di garanzia delle attività pubbliche».
Così sono molti gli atti importanti del Comune che sono stati oggetto di attenzioni e ricorsi: privatizzazione dei cimiteri, area di risulta e parcheggi, ponte del mare, città della musica, strada pendolo, manutenzione verde pubblico, concorsi.
«La rotazione dei dirigenti non solo non ha risolto i problemi sollevati ma ha contribuito a diffondere le presunte irregolarità a macchia d'olio», sostiene ancora Masci.
«Ancor più sconcertante», aggiunge, «è il fatto che l'amministrazione appare assolutamente indifferente rispetto alle ambiguità, irregolarità ed illegalità accertate in un numero spropositato di atti amministrativi. A ben vedere, anzi, l'amministrazione D'Alfonso si muove non tenendo affatto conto dei segnali lanciati dalla Magistratura penale, tant'è che anche quei trasferimenti “forzati” sono premiali per coloro che sono allineati al “potere”. Per converso questa amministrazione si è distinta, nel silenzio complice di qualche sindacato, nell'utilizzo dello strumento degli spostamenti per penalizzare dipendenti che si rifiutavano di sottostare ai suoi diktat».
«Il Comune non può più nascondersi: nei prossimi giorni chiederemo un Consiglio Straordinario sulla gestione del personale per fare finalmente chiarezza su questo buco nero».

07/12/2007 13.58