Provincia di Chieti contro Regione: «saremo la pattumiera d'Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Per l'importanza del provvedimento» sulle nuove norme per la gestione integrata dei rifiuti, la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di rinviarne la discussione alla prossima seduta, «per dar modo di raggiungere la più ampia intesa possibile tra i Consiglieri». CARAMANICO:«AFFERMAZIONI FALSE»
Con questa dichiarazione in Aula, il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, ha sospeso la seduta dell'Assemblea regionale, prevista per ieri mattina a Palazzo dell'Emiciclo, rinviando i lavori a martedì 11 dicembre, a partire dalle ore 10.30.
E sarà una discussione ardua quella della prossima settimana, anche perché Chieti non ci sta «a diventare la pattumiera di 450mila abitanti».
A contestare quanto previsto dal piano regionale di gestione dei rifiuti (che prevede l'istituzione in tutta la regione di quattro Ato di cui due provinciali che coincidono con i territori di Teramo e L'Aquila, uno comprensoriale che abbraccia Lanciano e Vasto e uno che ricomprende l'area metropolitana Chieti Pescara e altri 65 comuni), sono i rappresentanti dell'opposizione di centro destra in Consiglio Provinciale a Chieti che ieri mattina hanno tenuto una conferenza stampa per lanciare un appello alla Regione affinche' abbandoni il piano per disegnare gli Ato su base provinciale.
«Il rischio maggiore - ha detto il capogruppo di An, Mauro Febbo - lo corre il comprensorio del Chietino sul quale insistono le due discariche (quella di Fara Filiorum Petri e quella di Casoni a Chieti) che dovranno sopportare il pattume di un bacino di 450mila persone con un volume di 270mila tonnellate annue di rifiuti. Perchè dobbiamo continuare a essere penalizzati da Pescara?», ha domandato Febbo, «il tutto nel silenzio assordante del sindaco Ricci e del presidente della Provincia Coletti».
Per Claudio Orlandi di Forza Italia, «saremo gestiti da Pescara dando però a disposizione le nostre discariche».
Antonio Tavani di An, sindaco di Fara S. Martino, ha stigmatizzato come confusionario il metodo di approccio dell'assessorato regionale
all'ambiente: «l'ultima chicca», ha spiegato, «è che dal primo gennaio
2007 i cosiddetti comuni "ricicloni" anziche' essere premiati si sono visti aumentare l'ecotassa del 400% e stiamo ancora aspettando una norma che rimetta in ordine quella che appare una svista macroscopica.
Se la scelta di questa Regione è la termovalorizzazione e non l'incentivazione della differenziata, abbiamo l'onestà di ammetterlo».
«Dobbiamo mettere fine allo scempio delle discariche e alle spese folli che gravano su cittadini e amministrazioni comunali», ha sottolineato il consigliere regionale di Fi Nazario Pagano. «La termovalorizzazione può essere il futuro anche per la nostra regione.
Sul piano dell'organizzazione territoriale – conclude - Forza Italia ribadisce la propria posizione favorevole alla costituzione, come per il ciclo idrico integrato, di unico Ambito Territoriale Ottimale (ATO)».
«Per coerenza con quanto fatto per il ciclo idrico integrato, anche sui rifiuti gli Ato vanno disegnati su base provinciale», sostiene invece Fabrizio Di Stefano, segretario regionale e consigliere regionale di An. Di Stefano ieri mattina ha presentato in Aula un emendamento in tal senso al piano regionale di gestione dei rifiuti, simile a quello che il centro-sinistra ha bocciato in commissione.
«Ho voluto in questa maniera - spiega Di Stefano – recepire quanto deliberato anche dal consiglio comunale di Chieti, sull'ordine del giorno presentato dal nostro consigliere Umberto Di Primio, che si e' espresso all'unanimità nella seduta del 21 settembre scorso».

07/12/2007 11.19

CARAMANICO:«AFFERMAZIONI FALSE»

«Le affermazioni del sindaco di Fara San Martino, Antonio Tavani, su un presunto aumento dell'ecotassa del 400 per cento, sono del tutto false».
Così l'assessore regionale all'Ambiente e al Territorio, Franco Caramanico.
«Il Comune di Fara»,spiega l'assessore regionale, «paga un'ecotassa inferiore rispetto a quella dell'anno precedente perchè la legge prevede agevolazioni per il trattamento e la raccolta differenziata. E' vero, invece, che la tariffa di conferimento è aumentata del 40 per cento, ma solo a causa dell'adeguamento che il Consorzio dei rifiuti ha richiesto ai fini del trattamento dei rifiuti e del decreto legislativo 36 sulle discariche. Dunque, la Regione Abruzzo non ha alcuna responsabilità».
In merito alla questione della ripartizione degli ATO prevista dal Piano regionale dei rifiuti, ripartizione duramente contestata dai consiglieri regionali di Forza Italia e di Alleanza nazionale, Caramanico precisa che «gli ATO previsti dal Piano sono il risultato di accordi tra le province interessate, accordi risalenti al 2004 e che riguardano solo il trattamento e non lo smaltimento. Infatti, i rifiuti di Pescara vanno a Colle Cese e non a Chieti. Quelle diffuse sono, pertanto - sottolinea l'assessore - informazioni scarse e lacunose».
La questione della ripartizione degli ATO sarà oggetto di un incontro con i consiglieri regionali della provincia di Chieti, in programma lunedì 10 dicembre alle 15.30 presso gli uffici dell'assessorato a Pescara.

07/12/2007 15.24