Masci:«il Sindaco ci ringrazi sul Ponte e non parliamo di quel conto corrente…»

Alessandro Biancardi

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Masci:«il Sindaco ci ringrazi sul Ponte e non parliamo di quel conto corrente…»
PESCARA. Aveva già parlato una settimana fa in consiglio comunale a seguito di una sua interrogazione per fare luce su procedura e voci. Ma il giorno dopo la presentazione ufficiale delle ditte che effettueranno i lavori Carlo Masci torna a parlare del Ponte del Mare. CONFESERCENTI: «NON SIAMO CONTRARI AL PONTE MA ALL’INCOERENZA» MANCINI:«IL PONTE NON E’ UN’OPERA PUBBLICA MA UN’OPERA D’ARTE»
«D'Alfonso presenta in pompa magna il cosiddetto “Ponte del Mare”, una passerella ciclo-pedonale inutile e costosa. Inizialmente», ricorda Masci (Udc), «il costo di un milione di euro doveva essere coperto dai “mecenati”. Tutti sappiamo come è finita: l'opera costerà oltre 7 milioni di euro e quasi il 90% della spesa sarà coperta dalla Fondazione Caripe con i soldi dei cittadini di Pescara. D'Alfonso quando non riesce ad attuare il suo progetto rimprovera l'opposizione di mettergli i bastoni fra le ruote».
Secondo Masci se non ci fosse stata «un'opposizione responsabile il sindaco avrebbe partorito, con l'aiuto di Dirigenti appiattiti ai suoi ordini, un mostro amministrativo con un affidamento diretto dei lavori all'impresa Pichler da lui stesso individuata».
«Fino alla fine», ha spiegato, «ha tentato, con avventurose invenzioni (persino un c/c intestato al Segretario Generale per non far transitare i soldi nelle casse comunali), di non bandire la gara (per un'opera di oltre 7 milioni di euro), ma le puntuali contestazioni dell'opposizione ed i richiami formali dell'Autorità di Vigilanza per le opere pubbliche lo hanno costretto a seguire un percorso di legalità che egli aveva totalmente disatteso. D'altronde non è una novità che per D'Alfonso le gare, piuttosto che essere intese come garanzia di concorrenza, qualità e contenimento della spesa, costituiscono soltanto un fardello fastidioso ed una perdita di tempo. Basta guardare per tutte quelle dell'Area di Risulta, dell'ex Aurum e del Cimitero».
Masci ricorda anche che la stessa ditta che ha vinto la gara del Cimitero si è aggiudicata quella del Ponte del Mare.
«A prescindere, però, dal discorso di trasparenza amministrativa (concetto che l'attuale amministrazione comunale sembra ignorare), la follia del ponte potrà essere paragonata a quella di un padre sciagurato che, pur sapendo di essere in difficoltà economiche, prende soldi a prestito che i suoi figli dovranno restituire con sacrifici per comprarsi un'auto di lusso per pavoneggiarsi piuttosto che acquistare beni utili per la famiglia. Cos'altro è, infatti, una passerella ciclo-pedonale realizzata nel punto più scoperto e ventilato di Pescara con una pendenza esagerata della lunghezza di seicento metri se non un percorso inutilizzabile dalla quasi totalità dei cittadini: quanti anziani, quante mamme con il carrozzino, quante persone che vorranno farsi una semplice passeggiata potranno usufruirne d'inverno con il vento o d'estate sotto il sole?».
La minoranza nelle scorse settimane aveva proposto alla amministrazione comunale di utilizzare le elargizioni per l'Area di Risulta «in modo da evitare di consegnare per i prossimi trent'anni la città a TOTO e di far pagare ai pescaresi 400milioni di euro per i parcheggi. Certamente sarebbe stato conveniente per Pescara e per i pescaresi. Forse per qualcun altro no».

28/11/2007 10.51

CONFESERCENTI: «NON SIAMO CONTRARI AL PONTE MA ALL'INCOERENZA»

PESCARA. «Non siamo contrari alla realizzazione del Ponte del Mare, perché Pescara ha bisogno di essere rilanciata sul piano dell'immagine per attirare turisti. Ma ci chiediamo quale sia la coerenza di una città nella quale si dichiara guerra alle imprese balneari per la realizzazione di cabine, pedane docce e piccole opere utili alla funzionalità del principale motore della sua economia, mentre non ci si chiede l'eventuale impatto ambientale e visivo di un'opera simile».
Così la federazione italiana delle imprese balneari aderenti alla Confesercenti.
«Da un lato viene messa in campo una politica integralista che in nome della "vista mare" avvia una assurda caccia alle streghe contro gli imprenditori, dall'altro si costruisce in città in ogni lembo di terreno libero e si realizza un ponte dal forte impatto visivo senza che alcuno alzi la voce».
E ancora, il presidente di Fiba-Confesercenti, Antonio Latorre, ed il coordinatore Ciro Gorilla chiariscono: «crediamo che occorra adottare una politica coerente di rilancio del settore turistico a partire dalle imprese balneari che ne sono il front-office» dicono i due dirigenti della più grande associazione di categoria dei balneatori, «e occorre farlo sapendo che oggi il mare è la principale impresa della città di Pescara. Spiace vedere che ancora una volta si stiano colpendo piccole opere mentre restano impunite le vere ferite».

28/11/2007 12.02

MANCINI:«IL PONTE NON E' UN'OPERA PUBBLICA MA UN'OPERA D'ARTE»

«Ci preme innanzitutto ricordare al consigliere Carlo Masci che il Ponte non costa oltre 7 milioni come afferma di euro ma 6.076.000 euro; viene pagato dalla Fondazione PescaAbruzzo e sostenitori privati che avrebbero potuto riversare i fondi su altri Comuni della provincia. E la Fondazione PescaAbruzzo non finanzia opere pubbliche ma opere d'arte come d'altronde Masci dovrebbe ben sapere».
Così l'assessore al traffico Armando Mancini che precisa come la procedura di appalto «è stata portata avanti dal Comune non perché la Fondazione non potesse, ma perché ad una più attenta valutazione ha ritenuto che il controllo sull'appalto fosse più validamente operato da strutture tecniche (ingegneri, geometri, geologi) di cui la Fondazione è sprovvista e si sarebbe dovuta dotare, di qui la richiesta al Comune di divenire stazione appaltante».
Per quanto riguarda le pendenze Mancini ricorda come il ponte parte con un'unica rampa da entrambi gli ingressi, rampa che si dirama in due percorsi in corrispondenza del fiume. La pendenza dell'8 per cento (è paragonabile a quella di via del Santuario) si raggiunge solo in alcuni punti nella rampa nord e non è quella media dell'opera, progettata per pedoni e ciclisti, mentre nella rampa sud non si va oltre il 7,2 per cento.
«Paragonare, poi, come fa la Confesercenti le opere incerte e approssimative che caratterizzano i nostri stabilimenti, fatti spesso da addossamenti di cemento privi di alcun senso estetico, alla bellezza e linearità aerea di un ponte progettato da un'impresa di riferimento internazionale del settore, ci sembra veramente ridicolo».
«Appare chiaro», aggiunge Mancini, «anche a Masci che non lasciamo alcun debito economico alle future generazioni, lasciamo invece un segnale di una città moderna, di una città capace di innovazione».

28/11/2007 14.13

VALLOREJA:«PONTE DANNOSO E INUTILE»

«Quando i lavori saranno finiti avremmo definitivamente mandato in malora ogni più remota possibilità di salvare Pescara dal caos del traffico. Il mio movimento politico fin dal marzo 2006 fece presente all'Amministrazione D'Alfonso l'assoluta necessità di costruire il cosiddetto terzo ponte in senso anche carrabile e ad elevazione al fine di collegare le due riviere rendendo così possibile un transito veicolare, che unitamente ai sensi unici, ai parcheggi di scambio ed al potenziamento dei mezzi pubblici, avrebbe risolto ogni problematica in seno alla mobilità urbana».
Così Lorenzo Valloreja di Sfl-Innovazione Europea.
«Il cosiddetto “Ponte del Mare” così come è stato progettato non è solo inutile, ma è soprattutto dannoso! Pescara muore nel traffico perché nel proprio perimetro urbano ha solo due attraversamenti canonici sul fiume Pescara. E mentre tutto questo accade due importanti vie di comunicazione come la Lungomare Matteotti e la Lungomare Papa Giovanni XXIII rimangono drammaticamente separate. Ma siamo matti? Anche un bambino capirebbe che il primo intervento da fare è collegare in senso rettilineo queste due importanti arterie viarie».


28/11/2007 15.23




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