Castiglione:«Le inadempienze di De Dominicis sull’Acerbo in consiglio regionale»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Una risoluzione urgente in consiglio regionale affinchè la Giunta Del Turco si occupi immediatamente della “querelle” relativa alla delocalizzazione di alcune aule dell’Istituto Tecnico Commerciale Tito Acerbo di Pescara presso l’Istituto Di Marzio decisa dalla Provincia al fine di fare spazio agli studenti dello scientifico Galilei».
Alfredo Castiglione, capogruppo di An in consiglio regionale e consigliere comunale di Pescara, dopo il pronunciamento negativo del Tar al ricorso presentato dall'Associazione Codici per conto delle famiglie degli studenti, non ci sta e attacca frontalmente la Provincia, sottolineandone le responsabilità.
«Otto anni e tre mandati consecutivi di sconcertante immobilismo sul delicato tema dell'edilizia scolastica. E' ora che chi ha dimostrato di non essere in grado di affrontare e soprattutto risolvere certe situazioni vada a casa».
«Perché», dice Castiglione,«non ci si è posti tempestivamente il problema di reperire nuove aule per il pur ampiamente prevedibile aumento della popolazione scolastica? Ed ecco che l'emergenza viene affrontata nel peggiore dei modi, con provvedimenti arbitrari quanto illogici: penalizzando istituti evidentemente considerati di serie B e favorendone altri di serie A. Il tecnico commerciale deve fare spazio al liceo scientifico e gli studenti del commerciale devono sistemarsi alla meno peggio nelle 13 aule collocate al quarto piano dell'istituto Di Marzio con tutti i disagi del caso. Altra spiegazione non c'è, a meno che la sede storica di via Parco Nazionale faccia gola a qualcuno che già pensa di utilizzarla in futuro come sede di rappresentanza istituzionale».
Secondo il consigliere regionale di An la Provincia avrebbe potuto sistemare e mettere a norma i plessi attualmente inutilizzati per mancanza di standard di sicurezza, piuttosto che farsi trovare impreparata e affidarsi a provvedimenti provvisori.
De Dominicis avrebbe dovuto valutare con ben diversa considerazione l'ordine del giorno approvato dal consiglio comunale di Pescara lo scorso 28 settembre e, sempre secondo Castiglione, avviare «una seria autocritica della politica portata avanti (si fa per dire) dalla sua amministrazione».
« La chiusura sistematica ad ogni confronto, con gli studenti e le loro famiglie, legittimamente preoccupate che venga salvaguardato il diritto allo studio in aule idonee ad un apprendimento sereno, e con i rappresentanti politici, la dice lunga sull'inadeguatezza di una Provincia tanto supponente quanto impreparata ad affrontare problemi complessi. Sinora – continua Castiglione – non sono intervenuto perché non volevo dare l'impressione di voler strumentalizzare un problema che non deve avere colore politico, ma a questo punto non vorrei che dietro l'ostinazione nel voler sfrattare l'istituto Tito Acerbo si nasconda una precisa volontà politica di parte. Proporrò – conclude Castiglioene - al consiglio regionale di impegnare la giunta Del Turco affinchè si faccia promotrice di una iniziativa istituzionale – la convocazione di un tavolo di confronto con Provincia, rappresentanti degli studenti e delle famiglie – forte a tutela della popolazione studentesca e delle loro famiglie».

26/11/2007 14.49