Piano traffico, neutralizzato il referendum: come se non ci fosse mai stato

Alessandro Biancardi

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Piano traffico, neutralizzato il referendum: come se non ci fosse mai stato
PESCARA. La seduta del consiglio comunale di oggi ha definitivamente archiviato la polemica sul piano traffico e sul suo futuro. Le regole non cambieranno. E' prevalsa la linea della maggioranza. Nella foto: il manifesto affisso dal movimento che ha promosso il referendum «PARCHEGGI? PRIMA QUELLI ALL'INTERNO DELLA CITTA', POI QUELLI DI SCAMBIO» E A PORTANUOVA «SPESE PUBBLICHE, GUADAGNI PRIVATI»
PESCARA. Lunedì mattina riprende in consiglio comunale la discussione sul piano traffico. Il centrodestra continuerà la battaglia per l'abrogazione, mentre la maggioranza dovrà difendere strenuamente il suo operato.
Grandi assenti di oggi saranno i cittadini e i comitati spontanei contro il piano traffico che hanno annunciato che non parteciperanno alla discussione.
La settimana scorsa, invece, si erano fatti sentire, contestando aspramente l'assessore e i consiglieri di maggioranza.
Se il centrosinistra dovesse spuntarla sul mantenimento del Put, la minoranza assicura che continuerà la battaglia al di fuori dell'aula «ricorrendo a ogni forma di protesta civile» «In aula lunedì – ha spiegato la capogruppo di Forza Italia Nicoletta Verì – continueremo a difendere le nostre ragioni che ci spingono a bocciare un Piano che ha portato solo disordine nelle strade cittadine, danneggiando non solo gli operatori commerciali del centro, ma anche quelli di Porta Nuova. E non parliamo sempre e solo della chiusura della rampa dell'asse attrezzato: pensiamo anche al senso unico di marcia in via Bardet e alla chiusura dell'ultimo tratto di via D'Avalos che ha messo in ginocchio i commercianti della zona per la fuga di tanti clienti impossibilitati a raggiungere i negozi».
Il compito del centrosinistra, invece, sarà quello di salvare il proprio operato.
L'assessore alla Mobilità Armando Mancini, si è detto disposto a fare qualche variante, senza troppi scossoni e senza prendere in considerazione il referendum dello scorso settembre, che decreto la vittoria di quanti hanno bocciato il piano della mobilità urbana.
«Lunedi' verra' uccisa definitivamente la democrazia», hanno commentato gli esponenti del comitato del fronte del no al piano traffico, «la coalizione di centro sinistra che amministra Pescara, ha deciso di mortificare l'intera citta' ed in particolare i cittadini che hanno votato il referendum sul piano traffico. Sfidando la contrarieta' della maggioranza dei pescaresi, faranno prevalere gli interessi di pochi, condannando i residenti, i commercianti, gli artigiani, i liberi professionisti, tutti i lavoratori e coloro che hanno interesse e piacere a frequentare la citta' di Pescara a stravolgere le proprie abitudini ed a pagare costi enormi. Non vogliamo assistere ne partecipare a questo sacrilegio».

26/11/2007 8.58

IL CONSIGLIO CANCELLA IL REFERENDUM SUL TRAFFICO

Una «sveltina», in tutti i sensi. Una seduta lampo per liquidare l'affaire sul referendum consultivo che ha dato modo di conoscere il parere di moltissimi cittadini che si sono recati alle urne per dire no (e che hanno messo la croce sul "Sì").
La maggioranza di centrosinistra questa mattina, tra qualche distrazione e qualche assenza, ha votato secondo le istruzioni date dal sindaco Luciano D'Alfonso.
La delibera approvata a maggioranza in sostanza ha «liquidato tutti gli emendamenti correttivi e la stessa delibera di abrogazione del Piano traffico, in pochi minuti senza alcun approfondimento e con arroganza incredibile».
Contesta metodo e contenuto di questa decisione dell'assemblea Berardino Fiorilli (Pescara Futura). Di fatto si mette fine alle polemiche che duravano da due mesi e rende il referendum un atto assolutamente inutile che ha comportato anche una serie di spese per la collettività.
«Questa decisione», spiega Fiorilli, «produce ben due effetti deleteri: il primo è quello diretto e conseguente alla permanenza in vigore del piano traffico con i risultati già ben noti in termini di viabilità, danni al commercio ed altro. Il secondo - forse anche più grave - è l'effetto di ingenerare un processo di sfiducia da parte dei cittadini negli strumenti democratici esistenti. Cosa rispondere ora alle migliaia di persone che hanno protestato, firmato e persino votato per l'abrogazione del piano traffico? Che si è trattato di uno scherzo costato 150.000 euro? E, questa la tanto declamata partecipazione democratica praticata dal centro sinistra?»
«La democrazia», conclude Fiorilli,«non va solo predicata ma soprattutto attuata con scelte coraggiose, anche se si tratta di rimettere in discussione le proprie decisioni, altrimenti non si è affatto credibili e questo - per fortuna - il cittadino lo comprende bene».
26/11/2007 14.27

VERI':«DEMOCRAZIA IMBAVAGLIATA»

«Questa mattina il governo di maggioranza al Comune di Pescara ha imbavagliato la democrazia, cancellando con un colpo di spugna l'esito del referendum sul Piano urbano del traffico dello scorso 23 settembre che ha bocciato il Piano. Di conseguenza, questo pomeriggio, come consiglieri di centro-destra, ci siamo imbavagliati e per protesta abbiamo occupato gli scranni della presidenza del Consiglio comunale».
Lo ha detto la capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara, Nicoletta Verì, promotrice dell'iniziativa di protesta.
«Negando l'abrogazione del Piano traffico richiesta da oltre 13 mila pescaresi – ha proseguito la capogruppo Verì – il governo di Luciano D'Alfonso ha dato prova di un chiaro spirito antidemocratico, annullando il valore della partecipazione cittadina. Il pensiero di 21 mila elettori evidentemente non è sufficiente per l'amministrazione comunale per comprendere i propri errori. Invece per noi la protesta, il malumore e il disagio di oltre 21 mila persone è sufficiente per non fermare la nostra battaglia. Oggi abbiamo cominciato: ci siamo imbavagliati com'è stata imbavagliata la democrazia dalla maggioranza di governo. Abbiamo occupato gli scranni della presidenza del Consiglio per impedire lo svolgimento della seduta, che infatti la vicepresidente Ciccarelli ha dovuto avviare dagli scranni destinati agli assessori».
Ma soprattutto la lotta del centro-destra non si fermerà, «insieme ai Comitati cittadini sorti spontaneamente in tutti i quartieri di Pescara – ha aggiunto la capogruppo Verì – organizzeremo nuove iniziative nei prossimi giorni. Se non è stato sufficiente un referendum per revocare un Piano traffico assolutamente carente, ci riusciremo con la protesta delle piazze dinanzi alle quali l'amministrazione comunale non potrà continuare a restare sorda e cieca».

CONFCOMMERCIO: «UNA NUOVA MAZZATA. CONFIDIAMO NELLE ELEZIONI»

La Confcommercio, che non presenziato al Consiglio Comunale di ieri, ha definito un «verdetto già scritto» la conferma dell'attuale Piano Traffico e con esso la chiusura della rampa di Piazza Italia e le altre deleterie misure attuate per la gestione della circolazione veicolare nella città.
«Sono stati di fatto e non a parole disconosciuti i sacrosanti risultati di un referendum che, in piena democrazia, avevano sancito l'immediata abrogazione del Piano. La tanto pubblicizzata concertazione sbandierata durante la campagna elettorale non è mai stata attuata»
E la Confcommercio rincara la dose: «l'amministrazione sembra aver operato quotidianamente contro il commercio e non a favore dell'unico settore economico in grado di garantire “prodotto interno lordo”, tanto da far desiderare agli operatori che i giorni che separano dalle prossime elezioni passino quanto più in fretta possibile, nella speranza di poter fare affidamento su un prossimo Governo cittadino più attento e sensibile alle reali esigenze dei settori economici e della stessa collettività rispetto a quello attuale».


26/11/2007 18.18



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«PARCHEGGI? PRIMA QUELLI ALL'INTERNO DELLA CITTA', POI QUELLI DI SCAMBIO»


La Confcommercio sollecita il Comune ad attivarsi per la creazione del primo parcheggio custodito coperto nell'area dei locali della stazione, oggi inutilizzati. «Poi dopo si potrà pensare ai parcheggi di scambio».
La Confcommercio interviene nuovamente e pesantemente sulla «inconcludente politica dei parcheggi», che ripropone oggi l'alternativa delle aree "di scambio" poste alla periferia, «quando la necessità impellente ed improcrastinabile è quella della creazione di zone di sosta all'interno della città».
Oltre all'estensione delle deroghe alle aperture domenicali e festive, un'altra opportunità, secondo Confcommercio, viene offerta all'utenza per disertare Pescara e preferire le strutture della grande distribuzione che accerchiano la nostra città:
bloccare l'ingresso "invitando" la clientela a lasciare la vettura nei parcheggi di scambio, e inoltre, qualora questo non bastasse, ipotizzare addirittura il pagamento di un ticket per entrare nella zona centrale.
«Sinceramente», spiega l'associazione di categoria, «non comprendiamo le motivazioni cui i nostri amministratori si appellano per attuare politiche così penalizzanti per la città in generale e per le attività commerciali in particolare le quali, oltre le tante difficoltà create da altri ben noti negativi provvedimenti (piano traffico e chiusura della rampa in primis) si trovano a subire ogni giorno nuove e pesanti iniziative, che di fatto determinano solo l'ulteriore impoverimento e la desertificazione del centro urbano».
«Perché, invece di creare blocchi di accesso (compresi questi parcheggi di scambio nelle aree periferiche)», continua Confcommercio, «il Comune non si attiva per realizzare aree di sosta dentro la città?».
Già da diverso tempo l'associazione ha segnalato l'opportunità offerta dai locali della stazione ferroviaria posti sul lato nord tra via Ferrari e l'area di risulta, oggi inutilizzati, «dei quali abbiamo tante volte sollecitato la trasformazione in un parcheggio custodito coperto, destinazione sicuramente ben più utile della scellerata ipotesi di una ennesima megastruttura di vendita, per di più in pieno centro».

26/11/2007 10.19

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E A PORTANUOVA «SPESE PUBBLICHE, GUADAGNI PRIVATI»

A pochi giorni dall'inaugurazione del nuovo centro commerciale della zona Porta Nuova e dei lavori per lo snellimento della viabilità, Rifondazione Comunista torna a rivendicare le scelte fatte dal partito in consiglio comunale.
«Come ampiamente spiegato all'epoca e successivamente», ricorda oggi Maurizio Acerbo, «a fronte di un regalo di volumetrie spropositato, ricade sul Comune, cioè sulla cittadinanza, l'onere di pagare i costi dell'inserimento nel contesto urbanistico di tante funzioni con il loro carico di traffico».
«Per troppi anni», continua il deputato di Rc, «la competizione tra centrodestra e centrosinistra è stata una gara a chi faceva più favori ai costruttori, quasi che la legittimazione democratica a governare non provenisse dai cittadini ma dai "poteri forti" della città. Negli ultimi anni grazie alla cocciutaggine di Rifondazione Comunista», se lo riconosce, «è stato posto un freno al ricorso agli accordi di programma».
Ma quella di Porta Nuova è una situazione diversa: «a fronte di smisurati regali di volumetrie in deroga al PRG», ricorda ancora Acerbo, «non furono richiesti al soggetto privato adeguate contropartite in termini di opere pubbliche da realizzare. Oggi il Comune deve realizzare strade a spese dei cittadini per evitare di far soffocare nel traffico la zona Portanuova. Quelle opere erano disegnate nelle tavole dell'accordo di programma e il sottoscritto richiese che fossero finanziate dal privato. Invece l'allora maggioranza di centrodestra, con il sostegno del centrosinistra, decise che l'accordo andava bene così».
Così oggi a pagare è l'amministrazione pubblica e il guadagno è tutto del privato

26/11/2007 10.24