L’Aquila virtuosa, seconda d’Italia per tagli ai Cda

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. L’Aquila è la seconda città in Italia, nella graduatoria dei capoluoghi di regione, ad aver operato i maggiori tagli ai consigli di amministrazione delle società partecipate, allo scopo di ridurre le spese.

L'AQUILA. L'Aquila è la seconda città in Italia, nella graduatoria dei capoluoghi di regione, ad aver operato i maggiori tagli ai consigli di amministrazione delle società partecipate, allo scopo di ridurre le spese.
Lo rivela un'inchiesta pubblicata ieri da “Il Sole 24 Ore”. Il maggiore quotidiano economico, al quale l'amministrazione comunale ha inviato tempestivamente i dati richiesti su questo argomento, ha messo a confronto le 20 “capitali” regionali italiane.
Dopo Torino, che ha diminuito gli amministratori delle aziende di proprietà del 45%, compare appunto L'Aquila, che ha operato una riduzione del 39%. Il che vuol dire che la Municipalità è stata una delle più virtuose nell'ampia operazione del Governo Prodi, mirata a contrarre i costi della politica.
A ciò va aggiunto che l'amministrazione aquilana è stata tra le prime a portare da 5 a 3 i componenti dei cda delle partecipate che, nel complesso, passeranno da 28 a 17, una volta che saranno completate tutte le nomine, già avviate con l'Asm spa. Il Consiglio comunale ha infatti deliberato la riduzione degli amministratori – e dei loro compensi – rispetto al passato, già lo scorso 13 settembre, due mesi prima della scadenza imposta per il 22 novembre.
«Un'operazione», commenta soddisfatto Massimo Cialente, «messa in piedi nell'attuale amministrazione, che completa quella già avviata con la riduzione degli assessori a 8, con un risparmio per le casse pubbliche di quasi 300mila euro l'anno rispetto ai periodi in cui i componenti della giunta erano 14».
Queste azioni, sommate, portano L'Aquila a essere la città capoluogo italiana che ha attuato i maggiori tagli a tali spese.
« Con i fatti, e non con le parole», continua il sindaco, «abbiamo dimostrato di voler dare un netto colpo di forbice ai costi della politica, che, fino alla scorsa primavera, si erano tradotti in un carico fiscale per i cittadini assolutamente insostenibile. Da questa linea non mi sposterò; al contrario, andrò avanti nella direzione di effettuare ulteriori contrazioni della spesa per gli incarichi, agendo soprattutto per ridurre il numero delle partecipate, attraverso opportuni accorpamenti».
Con lo stesso spirito, adesso ci si avvia a ridurre i costi per i rifiuti e, di conseguenza, ad alleggerire la tassa corrispondente a carico degli Aquilani. «La pressione tributaria va diminuita; ciò rimane uno degli obiettivi primari del programma di questa amministrazione. Possiamo tagliare le tasse e, con una cancellazione accorta di spese superflue (come stiamo attuando), possiamo aumentare la qualità dei servizi».
21/11/2007 9.02