Gli Amici di Beppe Grillo: «noi non ci scanniamo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

20145

Gli Amici di Beppe Grillo: «noi non ci scanniamo»
PESCARA. Sono tutti amici gli amici di Beppe Grillo. Nessun conflitto, nessun problema al loro interno. A quattro giorni dalla pubblicazione del nostro articolo, e a quattro giorni dalla prima replica dell’organizer Stefano Murgo oggi il gruppo ci tiene a replicare ancora.
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=12427]L'ARTICOLO CONTESTATO[/url]


«L'affermazione “il Meet up oggi si ribella a Murgo stesso” è inesatta, perché gli iscritti al meetup che si sono ribellati, come dice l'articolo, a Stefano Murgo sono all'incirca 5 persone (su quasi 600 iscritti del meetup di Pescara)», assicura Gianluca Vacca.
«Non è vero», assicura Vacca, «che Stefano Murgo parla alla stampa a nome di tutti. In occasione del V-day i comunicati stampa fatti dal gruppo del meetup sono stati fatto solo ed esclusivamente a nome del meetup 1 (la creazione del meetup 2 era già avvenuta), i comunicati ne sono una testimonianza scritta. In secondo luogo: nel meetup 1 i commenti non sono mai stati cancellati se non perché fatti in post in cui si parlava di altre questioni, come avviene in tutti i forum. Ultimamente 3-4 utenti non fanno altro che postare polemiche e critiche spesso ai limiti delle offese in tutte le discussioni aperte. Questo, come ben sa chi frequenta i forum, impedisce agli altri utenti di scrivere le proprie opinioni e genera solo confusione. Non ci sembra d'altronde che non ci siano discussioni aperte in cui le persone non abbiano criticato in tutti i modi l'operato del meetup 1 e dell'Associazione, nonché di Stefano Murgo. La libertà di espressione non è mai stata messa in discussione».
Ma le contestazioni di Vacca sono ancora tante. «Come abbiamo sempre detto dall'inizio di questa esperienza, l'Associazione Pescaraincomune by Amici di Beppe Grillo (e quindi la lista civica in futuro) non è espressione dell'interezza del meetup di Pescara, non potrebbe mai esserlo data la forte eterogeneità del meetup, forum dove troviamo iscritte persone dei più disparati partiti, da destra a rifondazione comunista, gente molto diversa tra loro che in alcune tematiche può trovare dei punti di convergenza ma che molto spesso ha opinioni diversissime. Pescaraincomune nasce dal meetup, ma non potrebbe mai rappresentarlo nella sua interezza. Prova di questa eterogeneità è il fatto che in moltissime città d'Italia i meetup si sono divisi: Roma e Bari ne hanno addirittura 4, e non di certo per il numero di iscritti!»
«E' inesatto», continua, «dire che la sconfessione di Murgo arriva anche da fuori regione. Nei forum nazionali che fungono da raccordo di tutti i meetup le voci contrarie all'associazione e a Stefano Murgo sono poche, e sicuramente non di più di coloro che apprezzano e appoggiano l'operato di Pescaraincomune e del suo ideatore Stefano, anzi. La questione della ‘blindatura' del candidato sindaco poi è stata spiegata da Stefano nella sua replica personale all'articolo (replica pertanto strumentalmente riportata solo in alcune parole nei vostri titoli). Vorremmo soltanto aggiungere che l'Associazione è pienamente d'accordo sul fatto che allo stato attuale delle cose, essendo il progetto in fieri, la soluzione più logica sia quella di portare avanti la candidatura dell'ideatore della lista civica. Quando la struttura sarà formata e ci saranno varie anime all'interno dell'Associazione con più programmi e idee, allora ci potrà essere un reale confronto tra persone candidate alla carica di capolista. Oggi l'Associazione riconosce in Stefano Murgo l'unico candidato sindaco per le future elezioni comunali, anche per evitare che in questa delicata fase i partiti possano infiltrarsi nell'Associazione e disturbarne l'operato».

Infine «la ridicola accusa di aver accumulato cariche e incarichi: questa è proprio da «Balle spaziali» (citiamo sempre dal vostro stesso articolo): come si fa a considerare una carica l'amministrazione del forum/meetup? Innanzitutto nessuna delle presunte cariche ricoperte da Stefano Murgo sono retribuite: anzi, per tenere aperti il meetup locale e quello nazionale Stefano paga annualmente una quota. Con quale carica si cumulerebbe l'essere l'amministratore di un forum? Allora perché non avete scritto la stessa cosa a Luciano D'Alfonso quando ha aperto il blog prima di essere eletto alla guida del PD regionale, visto che per voi avere un forum, un blog equivale ad una carica “di potere”? A noi, francamente, queste illazioni sembrano caricaturali soprattutto in una nazione dove personaggi come D'Ambrosio (parlamentare, sindaco, consigliere provinciale, presidente Ato) sono la norma e non l'eccezione.
Dunque desideriamo esprimere il nostro disappunto per un articolo che disprezza l'operato delle decine di persone che dedicano da mesi il loro tempo e la loro passione a un progetto veramente innovativo, animati solamente da un forte desiderio civico di partecipazione e di cambiamento.
Non comprendiamo, davvero, il motivo di queste affermazioni del tutto prive di ogni fondamento giornalistico, ma ce ne rammarichiamo. Parole come ‘scannarsi', ‘trascinarsi dietro morti e feriti' sono, a nostro giudizio, inopportune poiché rivelano una palese presa di posizione da parte del giornale a favore di una parte (peraltro minoritaria) che tenta da mesi di screditare il nostro operato».

E' inutile ricordare che questo giornale fa informazione e non tenta di demolire (o pompare) questa o quella fazione politica.
Questo giornale in due anni e mezzo ha dovuto mandar giù tante accuse, decine di attacchi e tentativi di fermare una informazione che si è sempre dimostrata libera (questo potete confermarlo solo voi) e senza secondi fini.
Ma ricevere, oggi, attacchi strumentali con contestazioni offensive (anche via email, anche a livello personale) da chi, fino a ieri, si diceva pronto a cambiare lo stato delle cose, e verso chi in questi due anni ha dimostrato a tutti di essere fuori dai giochi, bhè, è doppiamente offensivo. E non solo per noi.
Noi l'esame di coscienza ce lo facciamo tutti i santi giorni.
Noi il rispetto per questa professione ce lo abbiamo nelle vene.
Ma qui si dimostra di apprezzarlo solo quando si pubblicano le cose che rispecchiano il proprio pensiero.
Quando comincia la critica (ancora lecita in uno stato democratico, fino a prova contraria, basata su fatti) allora torniamo ad essere, per molti di voi, quei ragazzini inesperti che ogni tanto giocano con il computer.
Ci si accusa di aver dato voce ad una minoranza (dice chi ci attacca). In quale democrazia non si dà voce alle minoranze?
Il sospetto è che vi sia ancora molta strada da fare, una cultura da recuperare ed abbandonare certi canovacci che la gente chiaramente ha dimostrato di odiare.

(A..L)


16/11/2007 9.43