Caso Orim, crisi al Comune di Bussi. Tre assessori lasciano

Alessandro Biancardi

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LA DISCARICA DI BUSSI. Dopo la scoperta della maxi discarica di Bussi, l’intervento della Commissione Ambientale della Camera e lo stanziamento di 17 milioni di euro per la bonifica (2 mln già stanziati, 15 già inseriti nella prossima Finanziaria) oggi spunta l’azienda Orim che vuole investire sul territorio. Il sindaco Marcello Chella la ritiene una grande opportunità ma la maggioranza si spacca e tre assessori rimettono il mandato. L’allarme anche dalle associazioni ambientaliste: «sarebbe l’ennesima mazzata».
E' crisi al Comune di Bussi dopo la conferma che la Orim vuole investire sul sito dove è stata scoperta la discarica più grande d'Europa.
Lelio Bucci, vice sindaco e assessore alle Attività Produttive (Margherita), Massimo Campitelli, assessore ai Lavori Pubblici (Ds), Salvatore La Gatta, assessore Lavoro e Ambiente (Rc) hanno deciso di restituire al sindaco le rispettive deleghe.
La divergenza d'opinione, ormai, sembra insanabile e dopo i danni ambientali, la discarica di Bussi sta mietendo anche vittime politiche.
La Orim, intanto, non ha dubbi e vuole realizzare un impianto di recupero di materiali presenti nei catalizzatori delle industrie chimiche. Quei materiali che per decenni sono finiti sepolti nel territorio, si sono incrostate con la terra della Val Pescara e chissà per quanto ci resteranno.La proposta, però, non soddisfa tutti e scombina i piani di ciò che doveva essere.

LA SODDISFAZIONE DEL SINDACO E LA CRISI IN COMUNE

Il primo cittadino si è detto soddisfatto per la proposta dell'azienda e vede nell'iniziativa dell'Orim una grande opportunità per il territorio, per cominciare ad andar in una direzione diversa, per ripulirsi l'immagine e forse anche la coscienza.
Ma l'idea del sindaco non rispecchia il pensiero di tutta la maggioranza: Bucci, Campitelli e La Gatta prendono le distanze e hanno deciso di restituire le loro cariche al sindaco (che deve ancora accettare), si fanno domande e lanciano nella mischia una lunga serie di dubbi.
«Dopo l'arrivo della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati», ricorda Bucci, «si è parlato dei lavori di bonifica e dello studio epidemiologico fondamentale per scoprire le particolari e ricorrenti patologie che colpiscono la nostra popolazione.Qualcuno, invece, stranamente comincia a parlare di altro».
E infatti negli ultimi giorni «è stato convocato l'Osservatorio Provinciale della Chimica», afferma Campitelli, «viene convocata “d'urgenza” una riunione di maggioranza del Consiglio Comunale di Bussi (e non più tutti i consiglieri come nelle riunioni precedenti) su sollecitazione scritta della Orim, che tratta rifiuti industriali tossici e nocivi, “probabilmente” con il solo obiettivo di scavalcare ed accelerare iter di legge richiamati in ben due incontri precedenti».

PERCHE' TANTA FRETTA?

Cosa c'è dietro questa fretta, si domandano oggi i tre assessori che alzano la testa e tirano il freno a mano.
«Perché non si vuole parlare di bonifica del sito industriale?», incalza il vicesindaco Bucci, «perché si vuole parlare solo di Orim che occuperebbe ben 6 ettari di sito per pochi addetti, come se fosse l'unica opportunità di rilancio dell'economia di questo paese, tentando di minimizzare la portata dell'investimento Fassa Bortolo per la realizzazione di un impianto industriale che comporterà un investimento di 170 milioni di euro per 250 nuovi posti con prospettive di lavoro per i prossimi 60 anni».
«Cosa c'è dietro», chiede l'assessore all'Ambiente Salvatore La Gatta, «alle dichiarazioni che Solvay rilascia solo oggi, dopo 5 anni di assoluto silenzio, su Ausimont ed Edison come unici responsabili dell'inquinamento? È forse un modo per evitare la bonifica? Chi sta avallando questo piano?»
Eppure i Consiglieri di maggioranza e di minoranza - tutti insieme - avevano condiviso un verbale di riunione con l'amministratore della Orim che ha proposto un Business Plan con previsione - a regime nel 2011 - di non più di 23 addetti di cui 16 operai con diploma di scuola superiore (e non 40 addetti come si direbbe adesso).
«In questo incontro», ricordano oggi i tre, «l'amministrazione comunale ha messo in evidenza, con realismo e senso di responsabilità: tutte le problematiche ambientali: dalla procedura di riconoscimento di sito contaminato alla problematica delle autorizzazioni in conseguenza dell'inquinamento delle falde sotterranee dichiarato dalla stessa Solvay».
Preoccupati di questa novità che potrebbe arrivare sul territorio di Bussi anche Wwf e Legambiente e che definiscono l'arrivo della Orim come «l'ennesima mazzata per un territorio già devastato. Prima si sono mobilitati per bonificare l'area della discarica e adesso vogliono concentrare sostanze pericolose sulla falda che rifornisce centinaia di migliaia di persone»
«I Cittadini di Bussi hanno chiesto in più occasioni di unire le forze, e noi ci siamo impegnati. Ora qualcuno - con la tecnica di sempre - ha deciso di dividerci nuovamente. E ciò che più dispiace è che certe persone, hanno deciso di seguire alla lettera le “indicazioni”».
14/11/2007 8.55

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=12334]IL NO DI WWF E LEGAMBIENTE[/url]