Il giorno del Pd. Ed è subito rissa tra D'Alfonso e Ginoble

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Rissa il giorno dell'assemblea costituente del Partito Democratico d'Abruzzo. La giornata importante per il neonato partito è cominciata con qualche ora di ritardo a causa di una discussione tra Luciano D'Alfonso, segretario regionale e l'assessore regionale ai Trasporti Tommaso Ginoble, già suo antagonista nella corsa per la guida della nuova formazione politica.
Ginoble ha tentato uno sgambetto il giorno più importante. O forse D'Alfonso, protagonista della giornata, ha voluto ricordare al suo sfidante (sconfitto) chi comanda.
A calmare le acque è intervenuto il sottosegretario allo Sport Giovanni Lolli. E il partito non nasce proprio sotto una buona stella.
D'Alfonso e Ginoble si erano allontanati dal cinema Pacifico dove stava per iniziare l'assemblea, si sono appartati in una delle caratteristiche vie del centro storico dove, per una ventina di minuti, sono stati visti discutere con vivacità da delegati e giornalisti.
Deciso, ma con discrezione, il pacere Lolli si è avvicinato a loro ed è riuscito a convincerli che era il caso di smetterla per poter dare avvio ai lavori.
«Come in tutte le partenze è normale che ci siano incomprensioni», ha commentato poi.
«Siamo qui per capire come procedere con questo nostro nuovo partito».
«Sono uno sportivo e non mi piace fare l'arbitro», ha continuato Lolli. «Mi piace essere parte in causa. Il nostro è un partito unito, ma plurale, con posizioni diverse, come tutti i partiti democratici veri. L'unità si conquista con la discussione, con il dibattito e a volte anche con le divisioni».
E sembra evidente che bisognerà smussare certe incomprensioni, dettati probabilmente da molteplici interessi.
A discussione finita (o almeno accantonata) D'Alfonso ha mostrato il suo profilo più pacato: «il Pd», ha assicurato una volta raggiunto il palco, «un partito con la responsabilità di un grande risultato e procederà univocamente e unitariamente. Ci sarà spazio per ognuno che abbia un'idea e voglia portare avanti un'azione civile».
Ginoble ha sentito? Sì, ha sentito ma non è bastato per placarlo.
Dopo la bagarre iniziale, infatti, che tutti credevano superata, c'è stato un altro momento concitato. Quando Ginoble ha deciso di lasciare in anticipo il Cinema Pacifico.
L'assessore si è alzato ed è uscito di scena «sconcertato», come ha ammesso lui stesso ai giornalisti «quando si è deciso di procedere alla elezione del presidente del Partito. Ne prendiamo atto dicendo che è un gesto che si potevano risparmiare».
«Abbiamo augurato un buon lavoro al segretario - ha aggiunto - che da questo momento ci rappresenta tutti. Abbiamo anche apprezzato le sue parole tendenti all'unità, al lavoro comune, con le quali siamo perfettamente disponibili».
Solo qualche giorno fa il sindaco di Chieti Francesco Ricci esortava tutto il Pd ad «inaugurare una nuova stagione». E pare che oggi sia proprio cominciata. Pare che adesso non si discuta più nelle segrete stanze del partito ma che la platea sia il luogo deputato per la singolar tenzone.
Il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco (sostenitore di Ginoble), oggi si è augurato invece che «questo partito possa parlare un linguaggio comprensibile a tutti e che stia al fianco di chi sta lavorando per rinnovare la politica in Abruzzo».
Ha partecipato alla giornata di lavoro anche il presidente del Senato Franco Marini (sostenitore di D'Alfonso). «Non è solo l'elezione del segretario del Partito Democratico», ha detto, «ma una manifestazione importante che si sta ripetendo in tutte le regioni d'Italia: un segno di riaggregazione della politica italiana intorno a idee forti».

Stefania Pezzopane, presidente della Provincia dell'Aquila, è stata eletta presidente del Partito Democratico in Abruzzo, con 71 voti su 74 votanti e 121 aventi diritto. Non hanno votato i sostenitori di Ginoble, i socialisti e il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, il quale durante l'assemblea aveva chiesto a Pezzopane di ritirare la candidatura e rinviare l'elezione.
Al momento del voto, in 47 - coloro che avrebbero voluto llapresidenza il sottosegretario Giovanni Lolli, tuttavia non ufficialmente candidato - hanno abbandonato il cinema Pacifico, dove si svolgevano i lavori della costituente, senza rientrare neanche per la successiva proclamazione.
Conclusa la votazione, Pezzopane ha ringraziato il segretario del Pd abruzzese, Luciano D'Alfonso, donandogli un oggetto in argento raffigurante un pallone da rugby.

10/11/2007 14.42