Commercio, martedì il Consiglio (forse) si rimangia la legge

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il consiglio regionale tornerà a riunirsi martedì prossimo con una seduta straordinaria dedicata all'abrogazione delle due contestate norme, approvate in un clima di confusione nella seduta del 23 ottobre scorso, che hanno liberalizzato l'apertura di centri commerciali in Abruzzo.
Il rinvio è stato deciso nel pomeriggio di ieri alla ripresa della seduta ordinaria che c'é stata dopo quella dedicata al question time.
La convocazione del Consiglio ufficialmente sarà fatta dalla conferenza dei capigruppo che si riunirà giovedì prossimo. La seduta ordinaria della commissione Commercio, chiamata a
licenziare il teso di abrogazione, molto probabilmente sarà convocata per la mattinata di martedì prossimo. Successivamente il provvedimento sarà sottoposto all'attenzione del Consiglio
che probabilmente cancellerà le due norme: una nella modifica alla Omnibus che dà la possibilità di
realizzare centri commerciali nei comuni interessati dai programmi di sviluppo regionale; l'altra nella legge 25 sugli orari di apertura dei negozi, che assegna ai Comuni la competenza di autorizzare centri per la grande distribuzione.
L'accordo prevede che subito dopo si procederà all'esame della proposta di riforma del Commercio approvata dalla Giunta, ma da tempo ferma in commissione.
La Confcommercio ha fatto sapere, inoltre, che non parteciperà all'incontro fissato per venerdì 9 dal presidente della IV commissione Di Stanislao. «Abruzzo Confcommercio ribadisce quindi quanto già più volte asserito in questi giorni: prima l'immediata abrogazione del provvedimento, poi le eventuali discussioni».




LA CDL ACCUSA: «VIOLATI I REGOLAMENTI»

Ma non è soddisfatta la Cdl che ha accusato la maggioranza affermando che «le due sveltine che determinano il selvaggio 'via libera' dei centri commerciali dovevano essere cancellate
subito: il rinvio fa capire il doppio gioco della maggioranza di centrosinistra e la sua volontà politica di favorire alcuni grandi gruppi».
In una conferenza stampa nel pomeriggio, mentre era in atto la seduta del question time, i consiglieri di minoranza hanno contestato la bocciatura da parte dell'Unione della convocazione
della commissione Bilancio per cancellare l'articolo 79 della modifica alla legge Omnibus, nel quale si autorizzano centri commerciali nei comuni interessati dai programmi di sviluppo
regionale (Prusst).
«Per riunire la commissione e poi abrogare la norma in consiglio c'era bisogno delle firme dei componenti - hanno detto i consiglieri della Cdl - si sono rifiutati di firmare Liberato
Aceto (Udeur) e i due firmatari, insieme a Augusto Di Stanislao (Udeur) dell'emendamento vergogna, Alfonso Mascitelli (Idv) e Camillo Cesarone (Alleanza Riformista).
Fabrizio Di Stefano (An) ha sostenuto che «é vergognoso come questa maggioranza interpreti i regolamenti: non è pensabile che il presidente Del Trucco promulghi la omnibus dopo
45 giorni violando il regolamento e nel caso delle leggi sui centri commerciali il giorno dopo».

FEDERCONSUMATORI: «LA REGIONE NON PUO' DECIDERE DA SOLA»

«Ci sono in ballo interessi diversi: consumatori, imprenditori e lavoratori», ricorda il segretario regionale della Federconsumatori Franco Leone. «La materia in questione, quindi, non poteva essere risolta da un voto che pare non abbia più padri e non è la prima volta che accade». Liberalizzare per competere non vuole dire, secondo Federconsumatori, «che si apre il Far West e che i diritti di uno possa conculcare quelli degli altri. Troppe sono le variabili da considerare, ma è necessario che nessun corporativismo prevalga, per trovare risposte intelligenti agli interessi in campo. Nessuno può pensare che per la comodità dei consumatori bisogna de-regolare e cancellare le chiusure obbligatoria previste per i giorni di Capodanno, Pasqua, Lunedì di Pasqua, il 25 Aprile, il 1° Maggio, il 2 Giugno, Natale e Santo Stefano. Noi non intendiamo rappresentare quei consumatori, ma pensiamo che non ci sia nessuno che voglia togliere queste giornate alle famiglie, al piacere della compagnia, ma anche al necessario rispetto di comportamenti religiosi. È un segno becero di intolleranza nei confronti di tutti. Allora si torni al tavolo della discussione, si ascoltino le ragioni di tutti, si escludano i pretoriani e si trovi una soluzione ragionevole e razionale».

VERDI: «IL NOSTRO È UN TRISTE PRIMATO»

«L'Abruzzo è la prima Regione Italiana per il maggior numero di Centri Commerciali», DENUNCIA Walter Caporale dei Verdi. «Il nostro è un triste primato che sta contribuendo all'agonia e alla decimazione delle decine di migliaia di piccole attività commerciali».
I Verdi hanno firmato, in Consiglio regionale, il Progetto di Legge per l'immediata sospensione delle autorizzazioni amministrative alla grande distribuzione per l'apertura di nuovi centri commerciali. Nel mio intervento in Consiglio Regionale, «ho inoltre stigmatizzato e deplorato», sottolinea Caporale, «la sveltina che componenti di maggioranza e minoranza hanno approvato la settimana scorsa, a danno dei piccoli commercianti. Mai la nostra Regione era stata capace di approvare una legge così pericolosa per il piccolo commercio e per migliaia di commercianti».

07/11/2007 9.19