Comune L’Aquila: 5mln di debiti per Perdonanza e Asm

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Crescono i debiti dell'amministrazione comunale. Lievitano gli interessi. Da tempo la commissione consiliare di garanzia non fa che occuparsi di debiti fuori bilancio e, per lo più, si tratta di somme anche ingenti. Per l'attuale maggioranza si tratterebbe sostanzialmente di "eredità del passato".
Sono almeno 2 i due milioni di debiti relativi ai costi di gestione dell'Asm, poi ci sono quelli della tranvia, a questi si aggiungono i già accertati 3,4 mln euro per le passate edizioni della Perdonanza.
«Ha quindi ragione il sindaco Cialente», sostiene il capogruppo Ds, Pietro Di Stefano, «quando afferma che l'aumento del 30 per cento della tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu) sia da attribuire a deliberazioni della precedente giunta al governo della città, dal momento che quell'aumento è stato stabilito in sede di bilancio di previsione 2007, ben prima dunque delle elezioni amministrative. Così come ha ragione quando afferma che esso sia dovuto ad una politica dissennata e irresponsabile da parte dell'Asm, a partire dai costi di gestione per la raccolta e lo spazzamento dei rifiuti».
Alla luce di queste considerazioni il centro sinistra intende effettuare «una decisa inversione di marcia» per rendere la città più accogliente e pulita e, al contempo, meno cara la vita dei cittadini, in primo luogo andando a definire un contratto di servizio con la stessa Asm e quindi individuando obiettivi strategici e prioritari come il raggiungimento dei livelli minimi di raccolta differenziata.
«Per questo», aggiunge Di Pietro, «è assolutamente incomprensibile l'atteggiamento del consiglio di amministrazione delle aziende municipalizzate (a partire dall'Asm, priva di presidente, dato che ne ha uno facente funzioni ma non designato in via diretta), che tendono a ostacolare e ritardare l'insediamento di un nuovo Cda, trascinando il Comune in un'impasse amministrativa di cui fanno le spese i cittadini».
06/11/2007 17.10