Pescara Futura, «quartieri senza poteri, azzeriamoli»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. 34 persone hanno il potere di decidere il futuro di via Tasso ma 21 mila (quelli che hanno votato sì al Referendum sul piano traffico) non sono sufficienti per farsi sentire. Esempi lampanti di come «la politica partecipata sia solo demagogia». DI BIASE: «NON HANNO DECISO 34 PERSONE»
Questa è l'accusa che i consiglieri di Pescara Futura Berardino Fiorilli e Carlo Masci muovono al Comune di Pescara.
«Solo qualche giorno fa, appena 34 persone hanno deciso il destino di un'area centrale della città. Il voto per strada, nei bar, nei musei, nei gazebo improvvisati è all'ordine del giorno. Ma la realtà è
un'altra: la scelta fatta dalla precedente amministrazione di trasferire ai quartieri competenze e funzioni sugli interventi di manutenzione è stata completamente vanificata con il ritorno ad un centralismo decisionale che nei fatti ha riportato indietro di venti anni la lancetta del decentramento». D'Alfonso, secondo Masci e Fiorilli, «considera i quartieri solo strumenti per alimentare la sua clientela, non certo presidi amministrativi più vicini alle esigenze dei cittadini. Vi siete chiesti che fine hanno fatto i tanto pubblicizzati vigili di quartiere? Azzerati insieme alle altre strutture amministrative di base. Quei presidenti e consiglieri che vogliono lavorare non sono messi in condizione di farlo, tant'e' che da tempo non percepiscono neanche la prevista indennità. Allora, se l'unico vero motivo per cui si mantengono in piedi i Quartieri e'
quello di controllare politicamente il territorio attraverso un carrozzone "mangiasoldi" ed acchiappavoti, si abbia il pudore di eliminarli una volta per tutte o, almeno, si abbia il coraggio di ridurli».
Nei prossimi giorni i due consiglieri presenteranno due delibere da portare in Consiglio Comunale, la prima per azzerare i quartieri, la seconda per ridurli a quattro.
«In questo modo, con il voto, si capirà chi vuole fare demagogia con i soldi dei cittadini e chi vuole ragionare seriamente sulla riduzione dei costi della politica».

02/11/2007 10.05

DI BIASE: «NON HANNO DECISO 34 PERSONE»

Il lavoro dei Consigli di quartiere è nei fatti utile e importante, nonché riconosciuto dai Cittadini», replica l'assessore Tommaso Di Biase.
«Mi preme però chiarire a Masci e Fiorilli che il percorso partecipativo sul Piano di recupero di via Tasso è stato autentico.
Avremmo potuto procedere a redigere il Piano di recupero di iniziativa pubblica senza alcuna forma di confronto con i cittadini. Sarebbe stato regolare e corretto.
Abbiamo preferito attivare invece una forma di discussione e di decisione articolata e ancora in corso».
«Abbiamo convocato un Forum di discussione, presentato ipotesi di intervento diverse e riconoscibili», ha detto, «le abbiamo discusse con oltre 40 presenti e, sulla base delle indicazioni emerse in quella sede, abbiamo consegnato a 230 famiglie residenti nell'ambito interessato un report dettagliato e una scheda per esprimere preferenze e suggerimenti. Presso il Museo Vittoria Colonna abbiamo esposto le ipotesi già discusse, affinché anche i Cittadini assenti nel primo Forum potessero avere cognizione su quanto si chiedeva loro di valutare. Hanno deciso di esprimersi 54 famiglie, evidentemente quelle più interessate. Lo scrutinio delle schede è stato pubblico ed è stato occasione di ulteriore e approfondita discussione. È sbagliato affermare che 34 persone hanno deciso sul destino del comparto urbano. 34 sono le famiglie che, in maggioranza su quelle che hanno deciso di esprimersi, hanno indicato come preferibile un indirizzo di intervento piuttosto che gli altri due».

02/11/2007 15.28