Niente verità sul G8 di Genova: Rc attacca Carlo Costantini (Idv)

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Affossata la Commissione d’inchiesta su Genova. Sarebbe stato determinante il voto dell’on. Carlo Costantini (IDV). Il duro atto di accusa di Rifondazione surriscalda un clima fortemente instabile nel centrosinistra. COSTANTINI (IDV):«SUL G8 DI GENOVA QUALCUNO HA FATTO IL FURBO!»

ABRUZZO. Affossata la Commissione d'inchiesta su Genova. Sarebbe stato determinante il voto dell'on. Carlo Costantini (IDV). Il duro atto di accusa di Rifondazione surriscalda un clima fortemente instabile nel centrosinistra.


COSTANTINI (IDV):«SUL G8 DI GENOVA QUALCUNO HA FATTO IL FURBO!»

L'affossamento – in commissione Affari costituzionali – della proposta di Commissione d'inchiesta parlamentare sul G8 di Genova «è una vergogna che il nostro Paese non merita».
«L'Italia del XXI secolo, la terra di Cesare Beccaria e del Granducato di Toscana (che ricordiamo come il primo Stato al mondo ad abolire la pena di
morte) non può restare in silenzio di fronte all'arroganza di chi, come i nostri poco “onorevoli” dipietristi e mastelliani, impedisce di fare verità su una vicenda che porta i segni della tortura e della morte».
E' quanto Rifondazione di Pescara scrive in una nota di oggi.
«Nel momento in cui anche elementi di rilievo delle forze dell'ordine squarciano la cortina del silenzio denunciando violenze ed abusi», si legge, «pensiamo sia semplicemente vomitevole non pronunciarsi a favore di un'inchiesta parlamentare».
«Il fatto che uno dei protagonisti di questa ignobile vicenda sia il nostro concittadino Carlo Costantini», dicono ancora da Rifondazione,«ci lascia a dir poco con l'amaro in bocca. Non vogliamo credere che sia lo stesso Carlo Costantini, che abbiamo conosciuto come nostro compagno di strada in tante lotte per la difesa “pubblica moralità” nella nostra città, ad impedire con il suo voto (la votazione si è conclusa con un 22 contro 22, in caso di parità la proposta non è accettata) che si facesse finalmente luce su quanto accaduto nelle strade di Genova in quei giorni del luglio 2001. Nessuno vuole processare le forze dell'ordine, come ha affermato Di Pietro, vogliamo solo che venga fatta giustizia. Cosa della quale Di Pietro – al quale oggi dobbiamo purtroppo aggiungere anche Carlo Costantini – si riempie solo la bocca».

31/10/2007 14.26


COSTANTINI (IDV):«SUL G8 DI GENOVA QUALCUNO HA FATTO IL FURBO!»

«A settembre, nella mia prima dichiarazione, ho detto no alla Commissione di Inchiesta, consapevole che la linea del Partito mi autorizzava in prosieguo ad un accordo con il resto della maggioranza, alla condizione che l'attività di inchiesta fosse esplicitamente estesa, oltre che all'operato delle Forze dell'Ordine ed ai responsabili della catena di comando, anche alle azioni dei manifestanti violenti e di loro eventuali fiancheggiatori».
Inizia così la luga replica del deputato Costantini
«Mai, in precedenza, ad una dichiarazione preventiva di contrarietà di un Partito di maggioranza non erano seguite decine di riunioni organizzate da chi, di volta in volta, ha la responsabilità di portare a conclusione l'iter legislativo.
Questa volta, invece, è successo: ed è successo non in presenza della contrarietà di un solo Partito di maggioranza, ma dei rappresentanti di ben tre Partiti di maggioranza, potenzialmente in grado di condizionare negativamente l'andamento del voto».
«Rispetto a quanto verificatosi sempre in precedenza, in assenza di unità all'interno della maggioranza», sostiene Costantini,«o doveva esservi la certezza che il provvedimento sarebbe passato comunque (e proprio per questo ho auspicato il recupero del confronto nell'aula della Camera e reso esplicito il possibile punto di sintesi per l'Italia dei Valori), o doveva esservi il rinvio delle votazioni ad un momento successivo, dopo un confronto tra i partiti di maggioranza, che pure era stato inutilmente atteso per tre mesi».
«Anche in questo caso è accaduto, però, esattamente il contrario di quello che doveva accadere e che era sempre accaduto in precedenza. Una parte della maggioranza, quella in forma apparentemente unitaria interessata al varo della Commissione di inchiesta, ha consentito che senza i voti di ben 5 rappresentanti della maggioranza (2 IdV, 1 Uduer e 2 RNP) fosse posta in votazione una proposta inevitabilmente destinata ad essere bocciata, come certamente avranno avuto la possibilità di valutare preventivamente, grazie alle loro decennali esperienze di Parlamentari».
«Qualcuno», ha commentato, «e' stato lineare sin dall'inizio, convinto di poter lavorare per raggiungere una intesa all'interno della maggioranza e per giungere all'accertamento pieno di una verità che, se diversa da quella giudiziaria, non può che essere realizzata con l'esplicito ampliamento a 360 gradi dei compiti di inchiesta della Commissione, senza pregiudizi ideologici di nessun genere.
Qualcun altro ha invece forzato le regole (non scritte, ma ultraconsolidate) sui rapporti interni alla maggioranza producendo, non sta a me dire con quale grado di consapevolezza, il risultato che è sotto gli occhi di tutti».
02/11/2007 9.03