Legnini (Ds), «servizio idrico alle Province». Rc si oppone

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Tra le centinaia di emendamenti al disegno di legge Finanziaria presentati dalla maggioranza di centrosinistra spicca quello del senatore Legnini (Ds) che propone di sopprimere gli Ato dell’acqua e attribuirne le funzioni alle Province. Una opzione che non convince però Rifondazione Comunista.
«Tra gli entusiasti sostenitori dell'emendamento», interviene Marco Gelmini, segretario regionale di Rc, «il presidente della Provincia di Pescara, Pino De Dominicis. Mentre in ambito istituzionale si discute dell'eliminazione delle province qualcuno pensa, al contrario, di trasferire ad esse una serie di funzioni stravolgendo leggi di settore, che hanno richiesto anni di gestazione e di confronti. In un colpo solo, e con un semplice emendamento alla Finanziaria, si butterebbe a mare una legge che si fonda proprio sul ruolo dei Comuni, quali soggetti più vicini agli utenti ed al territorio e deputati alla definizione delle scelte che attengono al Servizio Idrico Integrato».
L'emendamento Legnini cade peraltro in una fase in cui il Consiglio Regionale abruzzese si accinge a discutere una proposta di riforma del Servizio Idrico che, stando alla legge Galli, si fonda proprio su una ridefinizione degli Enti d'Ambito e delle forme di gestione.
«Rifondazione Comunista», continua Gelmini, «esprime la propria contrarietà all'emendamento Legnini e chiederà ai propri senatori di attivarsi affinchè esso venga ritirato. Per ragioni di merito, dal momento che la competenza dei Comuni consorziati trova la sua ragione nel fatto che essi più facilmente possono favorire la partecipazione ed il controllo diretto dei cittadini. Per ragioni di forma poiché non è accettabile che proposte tanto forti non siano oggetto di una discussione organica, approfondita e diffusa».
26/10/2007 10.54