Finanza locale: bufera e dubbi dopo la puntata di Report

Alessandro Biancardi

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LA BUFERA. Sulle autonomie locali si è abbattuta una nuova bufera: non è una novità che i bilanci delle amministrazioni locali abbiano il fiato corto, ma in pochi sapevano che per ripianare i debiti gli enti locali facciano ricorso alla cosidetta finanza creativa. Operazioni che sarebbero state compiute anche dalla Regione Abruzzo e altre realtà locali.

LA BUFERA. Sulle autonomie locali si è abbattuta una nuova bufera: non è una novità che i bilanci delle amministrazioni locali abbiano il fiato corto, ma in pochi sapevano che per ripianare i debiti gli enti locali facciano ricorso alla cosidetta finanza creativa. Operazioni che sarebbero state compiute anche dalla Regione Abruzzo e altre realtà locali.Di queste operazioni “creative” ne ha parlato la trasmissione tv Report, andata in onda domenica sera, che ha sollevato molti dubbi sul fenomeno aprendo la strada alle polemiche.
Sarebbero 900 gli enti pubblici in tutta Italia che ci stanno rimettendo centinaia di milioni: il bisogno di soldi cresce e si tampona facendo mutui e obbligazioni. «Poi si fanno sistemare i debiti dalle banche che si inventano operazioni di finanza strutturata», ha spiegato Stefania Rimini nella sua inchesra. «E così si spostano i debiti in là nel tempo e il pacco se lo ritroveranno le giunte future».
Tirate in causa le autonomie si difendono e l'Anci, l'associazione nazionale dei Comuni italiani annuncia che farà un monitoraggio e una serie di valutazioni sul fenomeno.
«Negli anni - ha spiegato Fabio Sturani che è sindaco di Ancona, vice presidente e responsabile Finanza locale dell'Anci - abbiamo fatto ricorso ad operazioni del genere, ma non vuol
dire che giochiamo in borsa. Le leggi finanziarie ci hanno sempre imposto di ridurre la spesa; noi abbiamo rinegoziato i vecchi mutui in modo da pagare meno subito anche se più a lungo. Non abbiamo fatto altro che imitare lo Stato che fa esattamente la stessa cosa, abbiamo procrastinato parte del debito con tassi variabili. Se i tassi aumentano i Comuni possono trovarsi in difficoltà, ma non mi risulta che nessuno per questo sia in bancarotta né posso dire che questa sia fra
le principali questioni che preoccupano i comuni».
Gli va in aiuto Fabio Melilli, presidente dell'Upi, l'Unione delle Province italiane , che invita a «non generalizzare» ricordando che gli enti locali, consapevoli della necessità di abbattere il
debito, hanno condiviso con il governo una strada da intraprendere: «nell'accordo sul nuovo patto di stabilità abbiamo deciso che destineremo allo scopo parte degli avanzi di amministrazione».
Per la Campania, altra regione nell'occhio del ciclone, risponde l'assessore comunale al Bilancio, Enrico Cardillo, che definisce «falso» che il Comune di Napoli abbia spostato il debito in avanti per caricarlo sulle future generazioni. Men che meno lasciando buchi in bilancio. Forza Italia però chiede al sindaco le sue dimissioni.
16/10/2007 10.41

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