Sant’Egidio, Margherita: «l’amministrazione comunale si dimetta»

Alessandro Biancardi

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SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA (TE). I consiglieri di opposizione della Margherita di Sant’Egidio alla Vibrata nel corso dell’ultimo consiglio comunale hanno abbandonato l’aula consiliare e adesso chiedono le dimissioni del sindaco e della giunta.
La protesta è scattata sull'ultimo punto all'ordine del giorno del consiglio, «per completo disaccordo con quanto proposto dall'attuale maggioranza sulla Variante specifica al Piano Regolatore (Immobiliare S.C.)».
Il capogruppo della Margherita Sirio Talvacchia, ha ripercorso tutta la vicenda riguardante la ditta Immobiliare S.C. che ha visto alla fine riconosciuto il proprio diritto ad edificare, precedentemente negato, con sentenza definitiva del Consiglio di Stato e nello stesso tempo ha evidenziato le «gravi responsabilità» del precedente sindaco Benucci, (Giunta di cui faceva parte l'attuale sindaco Stefania Ferri e di altri 6 sei componenti tra assessori e consiglieri attuali), e dell'attuale amministrazione, chiedendone le dimissioni.
«La ditta Immobiliare S.C.», spiega Talvacchia, «ha inoltrato per tali motivi un nuovo ricorso al Tar, per un risarcimento danni pari ad € 550.000,00».
La Margherita accusa pesantemente l'attuale azione amministrativa attuale e precedente e ha formalmente chiesto che «per tali danni arrecati a tutta la collettività, qualora accertati, gli attori presenti e passati ne rispondano personalmente».
«Dopo più di tre anni di amministrazione», continua il consigliere, «rimaniamo sbalorditi da come il sindaco Ferri continui ad affidare la delega all'urbanista all'assessore Medori, famoso barman, visti i risultati disastrosi del Piano Particolareggiato di Piazza Europa (2005), del Piano Antenne, della Variante Generale di assestamento al P.R.E. e dell'iniziativa di tipo personale che prevedeva la cessione del vecchio campo sportivo comunale alla ditta Immobiliare S.C., per ammorbidire le responsabilità dell'Amministrazione, commettendo un scempio probabilmente ancora più grave ed irrimediabile».
E ora sul Comune pende una pesante spada di Damocle: quella richiesta di risarcimento di 550mila euro. «Oggi questa amministrazione deve dimettersi altrimenti i cittadini potrebbero assistere al dissesto finanziario del Comune, che dovrà essere ripianato con nuove imposte e tasse a danno della collettività».
La Margherita si riserva di inviare tutti gli atti relativi a questa vicenda alla Procura della Repubblica, «affinché indaghi e accerti le eventuali responsabilità, a fronte delle quali chi ha sbagliato paghi di persona, perché quando si amministra la cosa pubblica si deve essere imparziali e al servizio di tutti, avulsi da vendette politiche personali».

04/10/2007 10.25