Aule contese Acerbo-Galilei, polemica tra la Provincia e il Comune

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Prima di intervenire su materie delicate, forse sarebbe meglio che i consiglieri comunali pescaresi firmatari di un ordine del giorno sulla vicenda delle aule contese tra l'Istituto tecnico Tito Acerbo e il Liceo scientifico Galileo Galilei, si fossero documentati con maggiore precisione».
Lo affermano il presidente e l'assessore alla Pubblica istruzione della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis e Vincenzo Fidanza, che osservano come il testo approvato dall'assemblea presieduta da Gianni Melilla il 28 settembre scorso sia figlio di «una tesi, fatta propria dai firmatari senza che nessuno avvertisse l'elementare dovere, in una corretta dialettica di rapporti istituzionali, di chiedere alla Provincia la ricostruzione dei fatti e delle decisioni adottate».
Secondo De Dominicis e Fidanza, inoltre, il Consiglio comunale di Pescara ha finto di ignorare che la soluzione individuata dall'amministrazione provinciale per far fronte all'accresciuta esigenza di aule dal parte dell'Acerbo sia stata fatta propria anche dalle autorità scolastiche regionali e provinciali, che l'hanno ritenuta soddisfacente e in grado di garantire ai ragazzi e al personale della scuola locali idonei allo svolgimento dell'attività didattica: «Questa condivisione – affermano - unita a una più attenta verifica dei fatti, avrebbe dovuto suggerire maggiore prudenza a consiglieri comunali frettolosi. Prima di apporre il proprio consenso a una tesi che in questi giorni sta producendo danno soprattutto ai ragazzi, avrebbero dovuto considerare la necessità di formulare un messaggio più equilibrato, lo stesso che il mondo delle istituzioni e degli adulti dovrebbe sempre riservare ai problemi dei giovani».
01/10/2007 15.02