«I costi della politica aumentano, colpa di Del Turco e del centro sinistra»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il periodo è favorevole, le minacce “populiste” lo impongono e dunque è d’obbligo tornare a parlare di costi della politica. Anche nella nostra regione c’è un fiorente dibattito che tuttavia alle parole non fa seguire (come sempre del resto) alcun fatto.
Così la pressione fiscale non diminuisce, non diminuiscono le spese, nemmeno i costi della politica con gli ultimi tentativi di aumento dei fondi destinati ai portaborse, con i fondi a pioggia della Omnibus, con l'aumento dei gruppi consiliari monopersonali che costano come quelli con più teste.
Intanto si parla…
Mario Amicone (Udc) critica la gestione sanitaria, i fondi della Omnibus e la gestione finanziaria legata alle scelte della società partecipata Abruzzo Engeneering.
«La Giunta regionale che dice di non voler aumentare ancora le tasse a seguito del nuovo - ma gia si sapeva - buco di circa 60 milioni di euro nella gestione della Sanità, preannuncia la riduzione del numero degli Ato da 6 a 4 ( e perchè non ad una sola? ) senza ritoccare gli organici e le strutture dell'Arta e dell' Arit le cui competenze sono state assorbite in maggior parte da abruzzo Engineering», dice Amicone, «ancora più sfacciatamente eroga con semplice provvedimento del Presidente 2,5 mln di euro a favore del personale assegnato alle segreterie degli assessori e del presidente per la loro particolare attività che, mi auguro non consista specie in questo periodo, nell'attività politica di elezione e costituzione degli organismi del nuovo Pd».
«E meraviglia anche», conclude Amicone, «che alcune Associazioni di categoria e professionali che di solito guardano al domani si siano si siano unite al coro della revoca di quella legge che comunque eroga fondi per investimenti e non si preoccupa del fatto che in Abruzzo si spende e si sperpera per l'ordinario e le spese per investimento sono azzerate».

«Si fa un gran parlare della necessità di ridurre i costi della politica, ma poi - alla prova dei fatti - non ci si fa scrupolo di moltiplicare i gruppi consiliari in monogruppi composti da un solo consigliere, con relativo aumento spaventoso delle spese». A dichiarare «sconcerto e dissenso» sulla delibera dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale che ieri ha dato il "via libera" alla formazione di nuovi monogruppi consiliari, è Alfredo Castiglione, capogruppo di Alleanza Nazionale.
«Fabrizio Di Stefano e Daniela Stati, membri dell'ufficio di presidenza - hanno fatto bene a non partecipare alla seduta dell'ufficio di presidenza. Siamo in piena sintonia con tale decisione: una loro presenza avrebbe avallato un atto legittimo ma decisamente irresponsabile. Piuttosto è urgente a questo punto convocare la giunta per il regolamento e la commissione competente, bisogna arrivare in tempi rapidi ad una modifica del regolamento che ponga un freno a questa sconsiderata proliferazione di gruppi che fa lievitare in maniera vergognosa i costi di funzionamento del consiglio regionale. I consiglieri - conclude Castiglione - si mettano una mano sulla coscienza: pensino di più alla collettività e meno al piccolo tornaconto personale».

Il Coordinatore Regionale de La Destra Benigno D'Orazio ha detto «Per evitare gli sprechi sarebbe sufficiente che ad inizio legislatura l'Ufficio di Presidenza stabilisse un budget che non si possa sforare, in questa maniera si avrebbe un limite di spesa certo».
«Leggo delle giustificate preoccupazioni del Presidente del Consiglio regionale Marino Roselli per il proliferare dei Gruppi consiliari, ma non leggo altrettanta preoccupazione e sconcerto per quanto accade in casa dello stesso Roselli con il Partito Democratico» questo il sarcastico commento di Nazario Pagano, Capogruppo consiliare di Forza Italia.
«In un periodo di grandi trasformazioni della politica e dell'assetto dei partiti – prosegue Pagano – può accadere che dopo anni di militanza un Consigliere si veda costretto, non per opportunismo, a riconsiderare la propria appartenenza, ma quello che non può passare sotto silenzio è che il Partito Democratico, sbandieratamene nato per semplificare la politica e combatterne gli aspetti degenerativi, si assesti poi in Consiglio con ben tre Gruppi….questo sarebbe il vero scandalo, caro Roselli…D'altra parte – aggiunge Pagano – nel Comune di Pescara del candidato alla segreteria D'Alfonso, la sola Margherita ha costituito di fatto due gruppi, per cui perché meravigliarsi se parlano bene e razzolano male, come al solito? Per quanto mi riguarda – conclude Pagano – nei prossimi giorni presenterò ai colleghi di centrodestra un progetto federativo dei Gruppi d'opposizione con l'intento di semplificare, coordinare e migliorare l'azione politica, anche centralizzando le iniziative oggi gestite singolarmente».

29/09/2007 11.55