E Marini si porta sull'aereo di Stato il cugino

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La notizia la riporta oggi il quotidiano La Repubblica e fa riferimento al viaggio istituzionale del presidente del Senato Franco Marini in Canada, dal 4 al 7 settembre scorsi.
Tra la lista di nomi (in tutto 15) della folta delegazione al seguito del presidente figurano anche un suo cugino e un imprenditore abruzzese. Facevano parte della missione, assicura il portavoce del Senato e se sono saliti a bordo dell'aereo blu c'è una spiegazione. O almeno il Senato ha provato a darla. I nomi dei due passeggeri "imbucati", come riporta stamattina il quotidiano, sono Leonello Daniele e Stefano Cardelli.
«Nessu illecito», precisa Repubblica che sottolinea come sulla missione in Canada ormai da qualche giorno sono iniziati a circolare strani interrogativi e su come questa ennesima notizia non faccia che esasperare gli animi di chi chiede con forza di abbattere i costi della casta.
Il Senato cerca di buttare acqua sul fuoco e spiega che la presenza dei due «era collegata alla seconda parte della missione canadese», ovvero quella dedicata ai rapporti con la comunità italiana presente a Toronto, dove è massiccia anche la presenza di abruzzesi.
Leonello Daniele «è cugino di Marini», ha spiegato il portavoce del Senato, «ed è tra i promotori della costruzione dell'opera in bronzo dello scultore Augusto Pelliccione, che si trova nell'altopiano di Navelli, inaugurato nel 2006».
Pare che sia stato inserito nella lista dei viaggiatori al seguito del celebre cugino perché «sta organizzando una cerimonia con le varie comunità nel mondo per celebrare tutti gli abruzzesi del mondo».
Cardelli, invece, sempre come ha spiegato il Senato «è un imprenditore che si dedica ai borghi abbandonati del Gran Sasso». E perché ha preso il passaggio con l'aereo di Stato? Pare che in Canada abbia incontrato rappresentanti della comunità italiana
e alcuni diplomatici per illustrare il suo piano. Speriamo che i suoi affari
privati siano andati a buon fine, anche perché abbiamo pagato noi…


L'ARTICOLO DI REPUBBLICA
 

27/09/2007 15.02