Omnibus, polemiche e accuse al centrosinistra

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

911

ABRUZZO. Non si spengono le polemiche sulla Omnibus, la legge contestata dallo stesso presidente della Regione, Del Turco, e varata in un consiglio “balneare”. Nemmeno dopo l’annuncio di ieri dello stesso Del Turco di «porre rimedio ad una legge che non mi piace», ha detto.
A contestare l'intero metodo è Massimo Desiati di Destrattiva che ricorda come «il Consiglio regionale, ogni anno, nella connivenza più totale ed in assenza di norme quadro che regolamentino quel tipo di intervento finanziario, approva, alla chetichella, una … leggina in cui trovano ristoro gli appetiti clientelari dei singoli Consiglieri. Ma questo anno, in ossequio alle mode “anticasta” e “sobrietà”, è scoppiato il “caso”. Sollevati i veli, tutti si sdegnano per l'accaduto, ad iniziare dal Presidente Del Turco che, in ossequio alla canonica contrapposizione tra Giunta e Consiglio regionali, mostra la faccia feroce del moralizzatore».
«E così la legge sarà si firmata ma, entro le due ore successive, “una commissione ristretta (e non la Giunta), dopo averla riesaminata voce per voce per trovare una soluzione coerente con la situazione di bilancio”, dovrà presentare gli emendamenti di rigore», contesta ancora Desiati, «Una Commissione … commissariale, dunque, visto che quella istituzionale, l'apposita Commissione bilancio, aveva combinato il pastrocchio da correggere. E poi ? Poi sarà il Consiglio “sovrano” a decidere e … sarà quel che sarà! Ponzio Pilato ha colpito ancora! Il potere legislativo è, infatti, del Consiglio, e quest'ultimo ha già dimostrato di essere prigioniero delle clientele».
«Diranno bravo al Presidente forse i Consiglieri che, nel caso di reali modifiche, si vedranno annullate le provvidenze per i propri protetti?», si domanda il responsabile di Destrattiva, «gli stessi che già si erano prodigati a darne notizia ai privilegiati? Lo difenderà forse il Consiglio tutto che, nei fatti, ha visto scippata la propria autonomia legislativa, ancorché mal interpretata? In ogni caso si sarà consumato l'ennesimo strappo politico tra i poteri esecutivo e legislativo. E, se è vero che è Il Presidente della Giunta ad avere la rappresentanza istituzionale della Regione, in virtù di quanto accaduto, quest'ultimo dovrebbe dimettersi, poiché è lui a non aver garantito l'unità dell'azione politico-amministrativa. Insomma, come va va, lo spettacolo, per gli Abruzzesi, è indecoroso. Ed a nulla serve il ricatto di Del Turco», conclude Desiati, «il quale giustifica il suo intervento a gamba tesa sulla Omnibus in ragione dei sostegni finanziari che altrimenti non giungerebbero dal Governo centrale. Sono ben altri i meccanismi che muovono le scelte! Purtroppo la classe politica rappresentata in Regione ha dimostrato di avere più a cuore le clientele che non i progetti politico-amministrativi di ampio respiro ed è su questo che si misura la valenza politica dell'Istituzione regionale».

Contrari alla legge anche Confcommercio.
«Il provvedimento va rivisto anche sul piano normativo», spiega Abruzzo Confcommercio, «in quanto sono stati inseriti articoli di legge che sono in contrasto con le disposizioni di settore in vigore. In particolare ci riferiamo, precisa l'Associazione, all'articolo che prevede, per il programma PRUSST, il rilascio delle autorizzazioni commerciali per le grandi strutture di vendita senza alcun parere espresso dalla relativa Conferenza di Servizi. Questo articolo», conclude Abruzzo Confcommercio,«va abrogato se non si vuole scompaginare la programmazione commerciale in Abruzzo».
Bacchettate alla Regione anche da Confindustria Abruzzo.
Calogero Riccardo Marrollo, Preside, ha detto chiaramente che «il provvedimento è stato approvato contro la volontà e le indicazioni provenienti dal mondo civile e, forse, di parte della stessa Giunta regionale. Anche questa volta, si è ripetuto quanto successo negli anni precedenti, sempre in presenza di indicazioni contrarie delle categorie e di rassicurazioni del governo regionale che il fatto non si sarebbe ripetuto».
«Nel metodo, in Regione, oggi», ha continuato Marrollo,«manca una vera concertazione costante e realmente costruttiva e che raccolga le indicazioni della società.
Nel merito, non si ravvisa una strategia e una programmazione di sviluppo socio economico chiara e condivisa, non vengono assunti i provvedimenti richiesti e attesi da tempo quali, ad esempio, le leggi di settore, piuttosto che quelli risolutivi di situazioni che pesano sull'intero equilibrio sociale – ci si riferisce per esempio alla questione sanità- e tanti altri che il mondo civile sollecita da tempo.
La legge “omnibus” evidenzia proprio tale realtà. Confindustria, nello specifico, da tempo chiede politiche volte ad un maggior rigore e ad un corretto utilizzo delle risorse, che, peraltro, porti a scongiurare ogni possibile aumento della pressione fiscale. Al riguardo, anzi, sarebbe quantomeno necessario, ai fini competitivi, riportare la fiscalità allo stesso livello delle altre regioni».

27/09/2007 10.15