I 10 sindaci dell’Ortonese contro l’accorpamento del distretto sanitario

Alessandro Biancardi

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ORTONA. I dieci sindaci dell’Ambito Sociale n.28 “Ortonese” hanno votato all’unanimità «la necessità inderogabile di mantenere la piena coincidenza dell’Ambito Sociale Ortonese, composto da dieci comuni e 42.408 abitanti, con l’attuale distretto sanitario di Ortona-Tollo-Orsogna».

Una presa di posizione forte contro la volontà regionale di stravolgere l'attuale assetto territoriale del distretto a favore di «scelte poco chiare, sostenute da criteri discutibili».
Il Piano Sanitario della Regione che prevede la diminuzione dei distretti sanitari da 73 a 24, non si atterrebbe infatti né ad una ripartizione numerica (sono previsti anche distretti sanitari con meno di 20.000 abitanti) né ad una divisione meritocratica (basata sugli obiettivi raggiunti nell'Ambito Sociale).
I dieci Sindaci dell'Ortonese sottolineano la necessità di non invalidare l'ottimo lavoro svolto con il Piano Sociale, ritenuto dalla stessa Regione Abruzzo un modello per gli altri Ambiti, che ha permesso soprattutto ai comuni più piccoli di fruire di servizi innovativi a sostegno delle comunità.
Un discorso di sicuro di metodo, ma anche di sostanza effettiva dei servizi. Una buona parte della protesta, tuttavia, risiede anche nel fondato pericolo di togliere qualche poltrona ed il relativo emolumento ai sindaci dei territori interessati dai tagli.
Ad ogni buon conto il piano sanitario regionale ha (in teoria) come obiettivo prioritario quello della riduzione della spesa, da anni impazzita e fuori controllo.
I Sindaci dell'Ambito si sono impegnati a deliberare, sull'esempio di un Ordine del Giorno presentato del Presidente del Consiglio di Ortona e votato all'unanimità dal Consiglio Comunale, anche singolarmente quale espressione dei propri territori contro la formazione del distretto Ortona-Francavilla che prevede la completa disgregazione dei comuni dell'Ambito n.28.
All'incontro hanno preso parte anche i consiglieri regionali Camillo D'Alessandro e Bruno Evangelisti esponendo le proprie posizioni.
«Non voterò il Piano Sanitario – ha affermato Camillo D'Alessandro- se non verrà accolta l'istanza della conferenza dei sindaci. Ritengo assolutamente illogico disgregare i comuni dell'attuale distretto, soprattutto alla luce di quanto più volte sottolineato in sede di redazione del Piano Sanitario di mantenere una coincidenza tra i distretti e gli Ambiti Sociali. In questo caso vi è non solo la perfetta coincidenza ma anche un riconosciuto merito sulla qualità dei servizi erogati».
I dieci Sindaci nella volontà di non assumere posizioni oltranziste hanno anche paventato una seconda ipotesi a quella del mantenimento dell'attuale distretto sanitario, la creazione di un distretto Ortona –Guardiagrele che però mantenga inalterata la composizione dei comuni dell'ortonese facenti parte dell'Ambito n.28.
La conferenza dei Sindaci si è espressa duramente contro un modus operandi passato in Regione che accoglierebbe l'istanza di un'associazione di medici di base, portatori di interessi privati e favorevoli all'ipotesi disgregante, a fronte delle reali necessità delle collettività.
«Mi farò sicuramente portavoce – ha sottolineato Bruno Evangelisti- della volontà dei dieci comuni dell'Ambito cercando di realizzare una soluzione che sia fattibile e conforme alle regole imposte dal Governo nazionale».
I dieci sindaci continueranno con forza la battaglia intrapresa per salvaguardare le proprie comunità da una decisione che porterebbe ad uno stravolgimento dei servizi attualmente erogati e ad un ritardo nell'attuazione dei nuovi progetti approvati con l'attuale Piano Sociale.

18/09/2007 12.35