Piano spiaggia, Confesercenti: «Padovano non risponde, intervenga il sindaco»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La voglia di aspettare ormai è finita. «L'amministrazione comunale deve dare una risposta alle imprese pescaresi: dica una volta per tutte perché si continua a ritardare l'approvazione di una regola e di uno strumento decisivo per la pianificazione dell'economia urbana come il Piano Spiaggia».

PESCARA. La voglia di aspettare ormai è finita. «L'amministrazione comunale deve dare una risposta alle imprese pescaresi: dica una volta per tutte perché si continua a ritardare l'approvazione di una regola e di uno strumento decisivo per la pianificazione dell'economia urbana come il Piano Spiaggia». La richiesta, nemmeno troppo pacata, arriva dalla direzione provinciale di Confesercenti di Pescara che, al bivio da parecchi mesi, vorrebbero risolvere la questione. O almeno sapere perché la questione non si risolve.
«Le organizzazioni di categoria hanno iniziato a discutere del nuovo Piano all'inizio della consiliatura, nel 2003» ricorda la direzione di Confesercenti «e oggi, alla fine di questa consiliatura, stiamo ancora aspettando che l'amministrazione si decida a dare seguito a quanto discusso con gli imprenditori in questo lungo percorso».
La Confesercenti non riesce a spiegarsi quali motivi ci siano «dietro questo ritardo assurdo, che sta facendo penare quegli imprenditori onesti che vogliono investire nel rispetto delle regole».
Ora, dice ancora l'associazione di categoria, «constatato il silenzio eloquente dell'assessore alle risorse del mare Riccardo Padovano, chiediamo che sia direttamente il sindaco Luciano D'Alfonso a rispondere alle imprese della sua città e dica perché si continua a ritardare l'approvazione di questa regola».
Le imprese di Pescara, sempre più proiettate verso un settore vitale come il turismo, «hanno il diritto di sapere quali investimenti possono fare e quali non possono fare. La programmazione del territorio è una partita troppo importante nell'economia urbana di questa città e nel futuro che le si vuole assegnare: proprio per questo cinque anni sono decisamente troppi».
06/06/2007 12.99