Costi della politica, «il silenzio per boicottare il Referendum?»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un silenzio che non ci si aspettava. Una formale presa di posizione contro gli Istituti del Consiglio Regionale «colpevoli» secondo Pio Rapagnà di «omissione di informazioni istituzionali» e una lettera di denuncia inviata nei giorni scorsi ai quattro prefetti abruzzesi, ai questori, ai sindaci e ai comandi di polizia municipale.

ABRUZZO. Un silenzio che non ci si aspettava. Una formale presa di posizione contro gli Istituti del Consiglio Regionale «colpevoli» secondo Pio Rapagnà di «omissione di informazioni istituzionali» e una lettera di denuncia inviata nei giorni scorsi ai quattro prefetti abruzzesi, ai questori, ai sindaci e ai comandi di polizia municipale.


La raccolta di firme per chiedere il referendum abrogativo sui privilegi della classe politica sta vivendo adesso un momento difficile.
Mentre la raccolta di firme continua Rapagnà ammette:«siamo difronte ad un comportamento che ci indigna e va contro la democrazia».
Secondo Rapagnà «c'è stata una vera e propria omissione di doveri statutari con l'assenza di comunicazioni istituzionali che avrebbero dovuto assicurare una uniforme diffusione ed una adeguata organizzazione circa gli ambiti, i limiti e le modalità di consultazione e concertazione e degli Istituti di partecipazione e di democrazia diretta».
E Rapagnà chiama in causa l'articolo 12 dello statuto regionale «che assicura alle organizzazioni, anche temporanee, che esprimono interessi diffusi o collettivi, il diritto a fare conoscere, scambiare e sostenere pubblicamente le loro opinioni, proposte e valutazioni sulle materie di competenza regionale».
E invece il silenzio generale (complice anche l'estate) ha messo in mostra ben altro intento.
Se Rapagnà parla apertamente di «gravosa lacuna» e mancanza di «rispetto istituzionale» nei confronti dei Cittadini promotori e sottoscrittori, dalla Regione non hanno dubbi: «non sussiste nessun obbligo di "comunicazione istituzionale" ai soggetti indicati dall'on. Rapagnà e, pertanto, non si comprendono gli inviti a provvedere con urgenza per quanto di competenza essendo stati ad oggi assolti tutti i compiti che la Legge Regionale n. 86/87 prevede a carico delle strutture consiliari stesse, ed in particolare le procedure di vidimazione dei moduli per le firme, come lo stesso Rapagnà riconosce».
E intanto la raccolta firme continuerà fino al prossimo 13 settembre.

04/09/2007 12.37