Ancora polemiche sul consigliere di Rifondazione che coltivava marijuana

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. S’infuoca il caso Paglia. Il consigliere di Rifondazione invischiato in una inchiesta giudiziaria per aver coltivato diverse piante di “erba” ha innescato una cascata di polemiche sul versante politico.
Azione Giovani, sensibile alle lotte per la legalità, per la vita e contro la droga, chiede al Presidente della Provincia di esprimersi con chiarezza riguardo il gravissimo atto che ha visto coinvolto il Consigliere Provinciale Paglia.
I vertici del Partito hanno rinnovato immediatamente la fiducia al loro esponente.
Il Presidente della Provincia Stefania Pezzopane nei giorni scorsi «ha liquidato la pratica sostenendo che quello di Paglia è stato “ un momento di debolezza “».
«Riteniamo incredibile e paradossale tale posizione», afferma Guido Liris,«un autorevole rappresentante delle Istituzioni avrebbe il dovere di essere duro nei confronti di chi non rispetta la legge tanto da meritare una condanna a 2 anni e 10 mesi. Stiamo parlando non di ipotesi di reato ma di una sentenza passata in giudicato. La Pezzopane deve dirci chiaramente come la pensa e impedire che un condannato sieda ancora negli scranni del Consiglio Provinciale».
Azione Giovani ha da sempre avuto posizioni durissime contro tutte le droghe, senza distinzione di pesanti e leggere, tanto da essere stati determinanti, in un passato recente, nel portare il Presidente del Partito di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini a farsi promotore della legge da lui scritta durante gli anni di Governo. «Le scellerate modifiche apportate dall'attuale Esecutivo», continua il movimento,«hanno rappresentato un atto grave e diseducativo nei confronti dei giovani. In un momento in cui molti Paesi Europei fanno marcia indietro sulle loro politiche antiproibizioniste» continua Liris «e in un momento in cui molti studi scientifici portano autorevoli quotidiani francesi e inglesi ad affermare che la marijuana crea dipendenza e porta nel tempo a patologie neurologiche importanti quali la schizofrenia, in Italia vengono protetti gli spacciatori e i detentori di sostanze stupefacenti e addirittura si afferma, senza porsi il problema di cadere nel ridicolo, che seminare, zappare, innaffiare, avere cura costante di piantine di marijuana, raccoglierle e raffinarle è stato solo un momento di debolezza…»

03/09/2007 8.41