Area di Risulta: la giunta D’Alfonso non si smuove la Cdl va avanti

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Dopo aver studiato approfonditamente tutta la documentazione, il Tar ci darà pieno titolo e annullerà la procedura per l'appalto dell'area di risulta». La Casa della Libertà ha visto come buon segno il rinvio all'udienza di merito l'esame del ricorso presentato da CdL e dall'associazione Codici e annuncia: «se dovessimo perdere andremo avanti in Consiglio di Stato».
Ieri pomeriggio, in una conferenza stampa dal sapore di ultimo giorno di scuola, mancava solo lo champagne che Pastore avrebbe stappato volentieri per la «bella notizia».
Perché se il Comune si diceva certo che la questione sarebbe stata archiviata dal Tribunale amministrativo in quattro e quattr'otto il senatore forzista ha ribadito: «evidentemente se si va avanti non c'erano i presupposti di inammissibilità tanto contestati dal nostro sindaco».
Scettico, però, tutto il centrodestra sulle dichiarazioni del presidente del Tar Antonio Catoni che al termine dell'udienza in camera di consiglio ha parlato di «una questione che è più rilevante per i motivi politici che giuridici».
«Noi non abbiamo sollevato una questione politica», ha replicato Pastore, «ma una questione istituzionale», come quella di verificare se sia stato corretto «affidare la parte più importante della città senza consultare il Consiglio Comunale».
L'esponente di Forza Italia nel corso del suo intervento non ha risparmiato bordate al sindaco D'Alfonso («ormai questa è la peggiore amministrazione dal dopoguerra ad oggi»), e agli avvocati che seguono la questione Area di Risulta per il Comune. «L'avvocato Cerulli Irelli ha preso una debacle che non si immaginava e gli consiglio di rivedere il suo ruolo da avvocato, dovrebbe stare un po' più sopra le parti».
Duro anche il giudizio sull'avvocato Paola Di Marco "colpevole" di rivestire il doppio ruolo di difensore e parte lesa: «l'avvocato era in commissione aggiudicatrice. Io un avvocato che difende se stesso non l'ho mai visto».
Il consigliere di An Albore Mascia ha invece sottolineato come il nuovo pronunciamento del Tar avverrà dopo il referendum consultivo del piano traffico: «in questo modo se i cittadini dovessero bocciare l'operato di Mancini e con esso la Ztl, il progetto di Toto e l'area di risulta probabilmente si sgonfierebbe prima di vedere il pronunciamento del tribunale».
E se il Tar dovesse dare l'ok al Comune?
I consiglieri di centrodestra invitano il sindaco ad aspettare la decisione del Consiglio di Stato a cui eventualmente si appelleranno, «per non rischiare di avere danni irreparabili da un contatto firmato e poi annullato».
«Sarebbe un comportamento rischioso e spregiudicato dare seguito all'appalto», ha continuato Pagano (Fi), «anche perché ad ottobre la giunta si troverà di fatto nell'ultimo semestre di legislatura e non potrebbe muovere foglia».
Non si è fatta attendere la risposta del Comune: «per questi signori», ha dichiarato l'assessore Massimo Luciani, «non conta in alcun modo l'interesse di Pescara, importa solo che noi non realizziamo le ultime grandi opere del programma che abbiamo progettato e avviato da tempo».
Luciani ha poi assicurato che non ci sarà alcun «semestre bianco» e che il Comune continuerà a lavorare fino all'ultimo giorno. Nel merito dei ricorsi delle aree di risulta, l'assessore ha ribadito che l'amministrazione Comunale «attende con fiducia il pronunciamento del TAR, così come siamo abituati a fare nel caso di ogni decisione della magistratura, nella piena consapevolezza delle ragioni e della fondatezza».

28/07/2007 8.58