Teodoro Buontempo esce da An e va verso "La Destra" di Storace

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4542

ROMA. Teodoro Buontempo, storico esponente romano di An e fino a pochi giorni fa coordinatore regionale in Abruzzo, lascia il partito per passare con il movimento di Francesco Storace, "La Destra", diventandone anche il presidente. Uno spostamento decisamente verso destra ha spiegato ieri l’esponente politico abruzzese la cui decisione non mancherà di portare conseguenze anche nella nostra regione.  

ROMA. Teodoro Buontempo, storico esponente romano di An e fino a pochi giorni fa coordinatore regionale in Abruzzo, lascia il partito per passare con il movimento di Francesco Storace, "La Destra", diventandone anche il presidente.
Uno spostamento decisamente verso destra ha spiegato ieri l'esponente politico abruzzese la cui decisione non mancherà di portare conseguenze anche nella nostra regione.

 

La notizia, anticipata ieri da "Libero", è stata ufficializzata da Buontempo in una conferenza stampa a Roma.
Uno degli uomini simbolo del partito di Via della Scrofa ufficializza dunque la separazione da Gianfranco Fini.
«Il vertice di An è ondivago incapace di tenere una posizione», attacca Buontempo convinto che «An da tempo vuole andare al centro».
L'obiettivo di Buontempo è di «recuperare il terreno della destra lasciato scoperto da Fini e dal suo partito».
Francesco Storace ieri sera è andato dal notaio per trasformare in partito il movimento, al quale, con Buontempo, hanno aderito anche l'eurodeputato Nello Musumeci, i deputati Roberto Salerno e Antonio Pezzella, il senatore Stefano Losurdo e l'ex sottosegretario alle Riforme Nuccio Carrara.
Nei prossimi giorni sarà presentato lo statuto del nuovo partito, nel quale, annuncia Francesco Storace, «non è prevista una commissione di garanzia ma sarà istituita la figura di un garante per gli iscritti con potere di veto».
L'ex presidente della regione Lazio, al fianco di Buontempo durante la conferenza stampa, ha lanciato un invito a tutti i cittadini a partecipare tramite emendamenti alla stesura dello statuto che sarà votato da un'assemblea costituente convocata per settembre.

L'addio ad Alleanza Nazionale non è certo facile.
«Non potrò mai odiare An - confessa Buontempo - quella è stata la mia casa, non odio nessuno e non ho nulla da recriminare».
Ma, prima di chiudere definitivamente la porta, il deputato romano si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Il gruppo dirigente non ha una posizione: prima si vuole il partito unico, poi la federazione; si dice sì al modello presidenziale alla francese, ma poi non si è favorevoli al presidenzialismo».
Nulla da recriminare alla scelta di Fini di «voler portare il partito al centro», anche se le decisioni vanno prese «nel rispetto degli iscritti e di una storia. Quindi perché non liberare la fiamma tricolore?».
Sul banco degli imputati Buontempo mette anzitutto Fini: «Con lui ho condiviso tante battaglie e l'anno scorso avevo creduto veramente che potesse mettere fine alle correnti».
Ma il problema, secondo il parlamentare, è che «Fini ha consegnato, a livello territoriale, il partito nelle mani di gruppi di potere che hanno schiacciato la dignità dei nostri eletti».
Il primo punto in comune con Storace è «l'accusa ai dirigenti di via della Scrofa di non aver indetto il congresso del partito. A livello locale - spiega Buontempo - ci sono stati anche i congressi di circolo senza però che fosse presentata nessuna tesi. Come si fa a parlare di democrazia se questa manca innanzitutto all'interno del partito?».
L'obiettivo è fare un partito che «sostituisca An» perché, avverte Buontempo, «senza idee e radici non si diventa faccendieri della politica. Io a 61 anni ho l'esigenza di rivivere una stagione politica».
Intanto, Storace mette in guardia tutto il centrodestra dal rischio «di perdere militanti. C'é bisogno di rinnovamento - dice - e soprattutto di recuperare i delusi della politica».
Anche l'ex governatore della regione Lazio punta il dito contro An: «Mancano gli spazi di discussione e di confronto, mentre Fini ha il diritto di dire che il fascismo è il male assoluto, che nelle scuole va insegnato il Corano e che bisogna dare il voto agli immigrati».
Ottima reazione del segretario del Ms-Fiamma Tricolore, Luca Romagnoli.
«Per noi della Fiamma Tricolore, in questo momento, Francesco Storace e 'La Destra' rappresentano il movimento politico di riferimento per l'area. Per il riaffermarsi dei valori a noi cari importanti passi avanti ha fatto Francesco Storace e l adesione di Teodoro Buontempo ne è, se confermata, la dimostrazione più eclatante. Storace sta dimostrando - sottolinea Romagnoli - di essere un catalizzatore di valori e di progetti per il futuro dell'area che a questo punto potrebbe
materialmente trovarci su sponde molto prossime, quasi identiche, sicuramente alleate».
«A Storace dico, non ci chieda abiure ai nostri valori, non ci chieda di negare il nostro glorioso passato e soprattutto di rinunciare al nostro progetto politico e, insieme, 'La Destra' con la Fiamma Tricolore - conclude Romagnoli - rilanceranno la vera destra in Italia».

LO SCISMA AQUILANO

Luigi D'Eramo, consigliere di Alleanza nazionale al Comune dell'Aquila, è uscito dal partito e ha aderito alla costituente del comitato "La Destra".
Lo ha reso noto lo stesso D'Eramo in una conferenza stampa.
Nel Consiglio comunale dell'Aquila ha spiegato che confluirà nel gruppo Misto con la denominazione "La Destra".
Insieme a D'Eramo, sono usciti dal partito - ha fatto sapere lo stesso consigliere comunale - anche otto presidenti di circoli dell'Aquilano, consiglieri di circoscrizione, nonché Pio Veneziani, consigliere comunale di San Pio delle Camere (L'Aquila), e Stefano Cocciantelli, capogruppo di An al Comune di Barisciano (L'Aquila).
«I motivi dell'uscita - ha spiegato D'Eramo - sono principalmente di carattere politico perché An non ricopre più il ruolo di partito di destra. Quanto sta accadendo in tutta Italia dimostra che è oggetto di critiche la rincorsa di An verso il centro e l'abbandono delle tematiche storiche da Fiuggi in poi. Siamo un movimento di destra e non di centrodestra - ha aggiunto -, che vuole fare politica vera nella Cdl».
Il presidente del circolo di An "Progetto L'Aquila", Carla Mannetti, ha preso le distanze dalla scelta di D'Eramo: «Rispettiamo - ha affermato -, ma non condividiamo la decisione di coloro che, esasperati da una gestione personalistica del partito, hanno deciso di seguire un percorso politico diverso».


27/07/2007 8.45