Costi della politica, con i tagli risparmieremo 60 milioni di euro l'anno

Alessandro Biancardi

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LA NOVITA'. Sembra proprio che parlarne abbia fatto bene. Già, perché dalla prossima legislatura entreranno in vigore i tagli ai vitalizi dei parlamentari. Camera e Senato hanno approvato ieri un nuovo corso di risparmi, definiti «considerevoli».
Solo per la Camera si parla di 40 milioni di euro di spesa che verranno meno, considerando che la voce più rilevante, 27 milioni di euro circa viene dallo stop alle contribuzioni volontarie dei parlamentari, 2,5 milioni l'anno dalle incompatibilità fissate tra vitalizi e indennità da altre cariche pubbliche, circa 8 milioni di euro annui dalla riduzione del tetto dei vitalizi dall'attuale 80 al 60% dell'indennità parlamentare. A questi si aggiungono risparmi per circa 2 milioni di euro dall'eliminazione dei rimborsi per i viaggi di studio pari a 3.100 euro l'anno per parlamentare.

Dall'inizio della prossima legislatura non esisterà più la possibilità di pagare i riscatti, ovvero i contributi volontari per raggiungere il minimo di contribuzione, fissato ora in 5 anni (e non più come adesso
2 anni, 6 mesi e 1 giorno) per quei parlamentari che non finiscano la legislatura.
Sarà possibile però sommare periodi più brevi svolti in diverse legislature fino a raggiungere i 5 anni richiesti per assicurarsi il diritto al vitalizio.

TETTO AI VITALIZI

Si è approvata, inoltre, una nuova tabella di calcolo che fissa un ''tetto'' al vitalizio di cui potrà beneficiare un parlamentare, che ora scatterà a 3 legislature (15 anni) e che porterà l'importo massimo del vitalizio stesso dall'attuale 80 al 60% dell'indennità parlamentare percepita.
La misura minima prevista scende invece dall'attuale 25% al 20% dell'indennità.

DIVIETO DI CUMULO

Dal 1 gennaio 2008 viene esteso il divieto di cumulo tra vitalizio e indennità da cariche istituzionali, qualora l'importo delle relative delle indennità è pari o superiore al 40% dell'indennità parlamentare.
Viene così esteso l'istituto di sospensione dell'assegno vitalizio (già prevista per tutta la durata della carica, qualora il titolare dell'assegno sia rieletto al Parlamento nazionale oppure al Parlamento europeo o a un consiglio regionale) anche ai componenti del governo (presidente del consiglio, ministri, sottosegretari), ai componenti delle giunte regionali e di provincia autonoma, ai componenti della commissione europea, ai componenti del Csm, del consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, della giustizia tributaria, della Corte dei conti, ai sindaci di comune capoluogo di regione e di comune con più di 250 mila abitanti e presidente di provincia con popolazione superiore a 500 mila abitanti; al presidente del Cnel, ai componenti delle Authority, della Consob, dell'Isvap, del cda Rai, ai componenti di altre cariche elettive o di governo presso gli enti locali, altre cariche di nomina parlamentare o da parte di assemblee elettive regionali, provinciali o comunali ovvero di nomina governativa, a livello statale, regionale o locale, per le quali sia prevista la corresponsione di un'indennità.

24/07/2007 10.08