Costi della politica, «2mila euro per una firma poi me la squaglio»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3531

PESCARA. Dopo la pubblicazione dei due libri: "La casta" di Giannantonio Stella-Rizzo e " Senti chi Parla" di Mario Giordano che mettono a nudo gli sprechi del denaro pubblico da parte della politica, a Pescara Gianni Melilla, presidente del Consiglio Comunale, ha proposto di ridurre i numeri degli assessori da quattordici ad otto. «Bella proposta», commenta Antonio Gentile, segretario provinciale Nuovo Psi, «ma certamente irrealizzabile, con la maggioranza di oggi e con il sindaco attualmente bersagliato della magistratura e della stampa nazionale e internazionale».

PESCARA. Dopo la pubblicazione dei due libri: "La casta" di Giannantonio Stella-Rizzo e " Senti chi Parla" di Mario Giordano che mettono a nudo gli sprechi del denaro pubblico da parte della politica, a Pescara Gianni Melilla, presidente del Consiglio Comunale, ha proposto di ridurre i numeri degli assessori da quattordici ad otto. «Bella proposta», commenta Antonio Gentile, segretario provinciale Nuovo Psi, «ma certamente irrealizzabile, con la maggioranza di oggi e con il sindaco attualmente bersagliato della magistratura e della stampa nazionale e internazionale».

Con il taglio ipotizzato da Melilla chi potrebbe voler rinunciare alla sua posizione? Come procedere? Con un sorteggio? Chi rinuncerà di sua sponte al succulento appannaggio?
«Melilla», continua Gentile, «se intende veramente portare una ventata di moralità nell'amministrazione comunale (ne ha tutti i titoli per
farlo) non deve fermarsi solo al numero degli assessori. Bisogna ridurne anche l'indennità e proseguire con i consiglieri comunali e circoscrizionali».
Gentile fa un po' di conti in tasca ai consiglieri del Comune e bolla come «immorali» i compensi percepiti: «si arriva a guadagnare oltre 2mila euro fra sedute consiliari e commissioni di lavoro dove ci si limita in maniera oscena e truffaldina ad apporre la sola firma per poi squagliarsela».
Altro spreco «indecoroso», che pochi conoscono è, spiega ancora il segretario provinciale dello Psi, «il distacco dagli uffici di personale che viene utilizzato (si fa per dire) presso i gruppi consiliari per l'importante lavoro di "enigmistica" anche durante le ore di straordinario». E Gentile consiglia una cura dimagrante per «l'elefantiaca segreteria del primo cittadino». «I rapporti con la base elettorale e con gli iscritti dei propri partiti vanno curati fuori dalle istituzioni senza farne gravare i costi sulle stesse».
Altro importante taglio su cui il segretario riflette è quella del city manager: «Antonio Dandolo, assunto in comune quale city manager succhia ogni anno 200mila euro. Questa figura, creata con la sciagurata riforma Bassanini, non è obbligatoria. Il suo compito non si sa bene quale dovrebbe essere, considerato che il ruolo di segretario comunale, questa si istituzionale, esiste ancora». E Gentile chiude con la "perla dello spreco d'alfonsiano" , «da far conoscere ai cittadini pescaresi e forse anche alla Corte dei Conti:
Giorgio D'Amico, ex primario chirurgo dell'ospedale di Torre Maggiore in provincia di Foggia ed ex assessore comunale, non si sa di quale raggruppamento politico, da quando è stato rimosso dalla carica per far posto ad un altro pseudo politico senza seguito elettorale, incassa mensilmente dal comune 1.300,00 €. A che titolo? Forse come consulente chirurgico del sindaco?»

23/07/2007 9.25