Cialente sperimenta: «ad agosto negozi aperti nei giorni festivi»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Dal primo agosto, i negozi dell'Aquila, di qualsiasi dimensione e settore, potranno rimanere aperti tutte le domeniche e tutti i giorni festivi fino alla fine dell'anno. Unica eccezione, i giorni di Ferragosto e quelli di Natale e Santo Stefano. LE POLEMICHE SULL'INIZIATIVA

L'AQUILA. Dal primo agosto, i negozi dell'Aquila, di qualsiasi dimensione e settore, potranno rimanere aperti tutte le domeniche e tutti i giorni festivi fino alla fine dell'anno. Unica eccezione, i giorni di Ferragosto e quelli di Natale e Santo Stefano.


LE POLEMICHE SULL'INIZIATIVA

Lo prevede un'ordinanza firmata ieri dal sindaco Massimo Cialente e proposta dal settore Polizia municipale e Commercio del Comune, nella quale viene specificato che il provvedimento è stato preso dopo aver ottenuto l'assenso delle organizzazioni di categoria.
«Ci siamo resi conto – hanno dichiarato il sindaco Cialente e l'assessore al Commercio, Luigia Tarquini – che una città d'arte e di cultura come L'Aquila non può offrire una pessima immagine di sé ai visitatori, con le serrande dei negozi abbassati nei festivi, quantomeno in alcuni particolari periodi dell'anno. Tale discorso vale anche per gli aquilani, che non saranno più costretti ad 'emigrare' in altre città nei festivi, per gli acquisti».
Inoltre il Comune assicura di aver ricevuto tantissime segnalazioni da parte degli operatori del settore, che «a gran voce e ripetutamente», avevano chiesto la possibilità di tenere aperti i loro esercizi nei giorni festivi. A ciò va aggiunto che non potevano essere sottovalutate «le opportunità offerte dalle liberalizzazioni dei decreti Bersani, peraltro conformi ai dettati comunitari sulla libera concorrenza, di cui era più che opportuno tenere conto».
Cialente e Tarquini hanno precisato, in proposito, che «proprio in ragione di tali considerazioni, l'assessorato al Commercio ha provveduto a riunire a un tavolo le strutture che rappresentano gli esercenti, che hanno dato il via libera all'unanimità a questa sperimentazione. L'apporto di tali organizzazioni è stato dunque essenziale e lodevole – hanno aggiunto i due amministratori – e con loro ci rivedremo alla fine dell'anno per verificare l'andamento di tale iniziativa. Solo dopo aver analizzato insieme gli effetti dell'ordinanza odierna, si prenderà la decisione di rinnovare tale provvedimento o di interromperne gli effetti».
La facoltà – e non l'obbligo – per i negozianti di rimanere aperti nei festivi e nelle domeniche varrà fino alla fine dell'anno, eccezion fatta per il 15 agosto, il 26 e il 27 dicembre. Unica prescrizione, quella di segnalare l'apertura dell'attività commerciale nelle domeniche e nei festivi con un cartello – o altro idoneo mezzo di informazione – e con la comunicazione al settore Polizia municipale, Suap e Commercio del Comune dell'Aquila.

18/07/2007 9.31

LE POLEMICHE SULL'INIZIATIVA


«Cambiano le amministrazioni, ma evidentemente non le cattive abitudini. La Confesercenti non ha dato nessun assenso alla delibera sindacale. Eravamo e restiamo contrari all'apertura domenicale degli esercizi commerciali, e invitiamo la giunta di Massimo Cialente a tornare sui suoi passi».
Lo affermano il presidente provinciale di Confesercenti, Francesco Paolo Ruggieri, e il direttore della Confesercenti aquilana Filippo Ciancone, in risposta all'ordinanza sindacale che dà il via libera all'apertura domenicale degli esercizi commerciali.
«Siamo felici che si torni a parlare di valorizzazione del centro storico, di turismo, di commercio sentendo tutti i commercianti del centro storico e non solo una piccola parte » dicono Ruggieri e Ciancone, «ma questo è un argomento che va affrontato nella sua complessità, con un programma valido per il medio e lungo periodo, capace di rilanciare in maniera chiara e solida il centro storico dell'Aquila. Soluzioni estemporanee rischiano invece solo di avvantaggiare la grande distribuzione, con un risultato esattamente opposto a quello auspicato: la desertificazione del centro storico e la riduzione della qualità della vita nella nostra città». Motivi che spingono la direzione provinciale dell'organizzazione imprenditoriale « a valutare attentamente i contenuti della determina, e se si dovessero ravvisare contrasti con con la legislazione vigente, la Confesercenti si riserva qualunque tipo di azione atta a contrastare tutto ciò che il sindaco a previsto con il proprio atto, chiedendo il rispetto della legge regionale numero 25 tuttora vigente e mai abrogata a tutti gli organi competenti».


«Nell'incontro tra l'amministrazione comunale e le rappresentanze di categoria, lo scorso 12 luglio (peraltro era il secondo su questo argomento)», rammentano gli amministratori, «la Confesercenti, per il tramite del delegato territoriale Corrado Mancinelli, e dello stesso direttore Ciancone, avevano aderito a tale proposta. Pertanto si era addivenuti a una conclusione unanime, in ottemperanza al nostro principio di prendere decisioni così delicate solo in seguito a precise procedure di concertazione. Alla fine dell'anno avremmo verificato insieme l'esito di tale accordo; questo era stato deciso nelle riunioni. Altro aspetto condiviso degli incontri, l'allestimento di iniziative per rivitalizzare il centro storico in particolare nei giorni festivi, proprio allo scopo di favorire il commercio anche nel cuore della città. Pertanto, non si comprende come solo oggi presidente provinciale e direttore di Confesercenti innestino una clamorosa retromarcia, sconfessando quanto emerso in una riunione in cui lo stesso sindacato era presente. Incontri del genere, nel Palazzo Comunale, alla presenza del Sindaco, dell'Assessore di riferimento e del dirigente del settore, sono ufficiali e servono per elaborare proposte serie e operative. Non c'è spazio per “giocare” a nascondino, una volta che tali riunioni sono terminate».
Inoltre si ribadisce come tali aperture siano facoltative e non obbligatorie.

«Che la apertura domenicale dei negozi possa avere anche degli inconvenienti per i commercianti non ci sorprende. Rimane comunque singolare la anomalia mercantile aquilana che vede ribaltare il buon senso: il commerciante dovrebbe avere come obiettivo primario quello di scegliere la mercanzia, i luoghi, gli orari giusti per poter avere più clienti e poter incassare di più, o no? Dovrebbe fare di tutto per invogliare e far affezionare il cliente».
Sostiene invece Gino Antognetti, segretario dell'associazione radicale Ignazio Silone.
«Il commerciante aquilano medio invece la pensa al contrario», dice, «tantissime volte non trovi la merce che cerchi, anche se di largo consumo, ci sono tantissimi negozi che si copiano l'un l'altro e per tante cose che ti sono indispensabili sei comunque costretto ad andare fuori l'Aquila! Come se non bastasse la Confesercenti aquilana preferisce tenere i negozi aperti quando i clienti non hanno tempo per fare acquisti e mandarli a fare spese ad Avezzano, Rieti e Pescara dove i commercianti sanno prendersi anche i lati scomodi del loro mestiere e non mi sembra che vadano falliti!
Noi radicali lanciammo questa battaglia proponendo nel '95 addirittura un referendum e perciò ci congratuliamo con l'assessora Luigia Tarquini ed il Sindaco per questa iniziativa colma di ragionevolezza e buon senso sperando che resistano a quelle logiche nefaste che stanno facendo sprofondare l'economia ed il livello di vita a L'Aquila».

21/07/2007 8.50