Tra i territori più belli da salvare anche Navelli (ma lo scempio c'è già stato)

Alessandro Biancardi

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Tra i territori più belli da salvare anche Navelli (ma lo scempio c'è già stato)
ROMA. Un disegno di legge per valorizzare le zone agricole di maggior pregio nella nostra penisola. Una iniziativa legislativa volta alla «pianificazione territoriale e di sviluppo rurale, alla tutela del paesaggio rurale e delle attività agro-silvo-pastorali che ne supportano il mantenimento, quali componenti fondamentali delle identità delle comunità locali e del patrimonio naturale e culturale della Repubblica». GLI ESPOSTI SULLA PIANA DI NAVELLI
La senatrice Loredana de Petris ha recentemente proposto il disegno insieme ai Verdi e alle associazioni dei coltivatori per preservare dal cemento alcune tra le zone di maggior pregio.
Tra queste la senatrice cita la Val D'Aosta della viticoltura, le
malghe della Val Pusteria; la risicoltura e pioppicoltura di pregio
della Lomellina; la vitivinicoltura di pregio del Collio; l'arboricoltura specializzata della Valpolicella; la viticoltura e olivicoltura di pregio dei terrazzi costieri delle Cinque Terre; la policoltura di contatto nel comprensorio del Montefeltro.
E poi ancora Metaponto, la penisola sorrentina, la piana di Gioia Tauro.
Tra le bellezze da salvare con questa iniziativa legislativa nazionale però al 13° punto anche «il paesaggio della transumanza e colture dell'altopiano di Navelli», unico territorio abruzzese citato tra le meraviglie.
E' strano ipotizzare che una Verde come De Petris ignori che dalle nostre parti e proprio sulla splendida piana che vuole preservare, da oltre un anno si sta combattendo una dura battaglia (ormai sopita) proprio per evitare una devastazione certa dovuta ad un mega progetto di asse viario degno di Los Angeles con svincoli e sopraelevate che hanno aperto una lunga ferita e mutato per sempre il paesaggio.
La via serve per collegare meglio e più velocemente i piccoli paesini della zona e raggiungere da Pescara l'Aquila.
La strada però già c'era, la vecchia giunta Pace ha voluto esagerare proponendo e approvando attraverso l'Anas un progetto che definire sproporzionato è poco.
Un pregio però quella scelta l'ha avuto: è solo grazie agli scavi per "l'autostrada" che è stato possibile scoprire una serie di tesori archeologici inestimabili. E grazie ai tesori la Soprintendenza per il momento ha bloccato i lavori.
«L'urgenza di agire per la conservazione di questo patrimonio», scrive la senatrice nella sua relazione,«nasce dalla consapevolezza del suo carattere multifunzionale che travalica la dimensione, pure di eccezionale rilevanza, concernente il valore estetico e di identità nazionale, riconosciuto dal dettato costituzionale. Il mantenimento del paesaggio rurale e delle attività che lo supportano è la più efficace forma di contrasto del dissesto idrogeologico, che interessa attualmente il territorio di 5.500 comuni, e di prevenzione dei processi indotti dal cambiamento climatico ed in particolare della tendenza alla desertificazione, già così evidente in alcune regioni.
Il territorio rurale svolge inoltre un ruolo ambientale insostituibile a partire dai cicli biogechimici, con il mantenimento di superfici fotosinteticamente attive che metabolizzano l'anidride carbonica e contribuiscono ad ammortizzare l'effetto serra e con il ruolo di «serbatoio» della diversità genetica rappresentato dalle varietà vegetali agricole e dalle razze animali autoctone, un patrimonio ancora ricco nel nostro Paese che merita una politica mirata di protezione».
Appare molto strano che la senatrice non sia venuta a conoscenza dello scempio di Navelli in tutto questo tempo e che nella sua realzione del maggio scorso abbia comunque inserito tra i territori da salvare proprio la nostra piana di Navelli.
Però qui in Abruzzo ricorderemo sempre le sue parole, senatrice:«il paesaggio rurale può essere anche il volano di un nuovo sviluppo economico-territoriale, duraturo e sostenibile, che si va affermando in alcune aree del Paese. Il riferimento è a quella offerta integrata di prodotti agricoli tipici e dell'artigianato alimentare con servizi culturali e di fruizione del paesaggio che conosce, con l'agriturismo e il turismo enogastronomico, una importante fase di crescita nell'attenzione degli utenti. L'offerta integrata di risorse del territorio, che si incentra sulla conservazione attiva e non sul consumo irreversibile, rappresenta oggi l'unica alternativa effettivamente praticabile in molte realtà del nostro Paese, altrimenti destinate al degrado urbanistico o all'abbandono».
Non se la prenda senatrice: questa volta è arrivata tardi. Troppo tardi.

17/07/2007 9.27