Pakistane acidificate, dalla Provincia dell’Aquila due nuovi progetti

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Si è conclusa l’esperienza aquilana per altre otto ragazze pakistane vittime di acidificazione che hanno frequentato un corso di formazione professionale per parrucchiere ed estetiste e che ieri hanno ricevuto l’attestato dalle mani di Stefania Pezzopane, presidente della Provincia dell’Aquila, promotrice del progetto “Tornare a sorridere” insieme all’associazione SmileAgain, finanziato dalla Regione Abruzzo.
Le ragazze, che hanno vissuto per due mesi in un appartamento di Paganica, troveranno lavoro una volta tornate in Pakistan, nei centri Depilex Smile Again Foundation, partner internazionale del progetto. Le quattro attualmente ospiti a L'Aquila, Shamim Akhtar, Tayyaba Fazal, Urooj Nasir, Raheela Younas, ieri hanno ricevuto l'attestato di partecipazione, nel corso di una cerimonia che si è tenuta nella sala consiliare della Provincia dell'Aquila. Erano presenti anche l'assessore provinciale alle politiche sociali Teresa Nannarone, Clarice Felli, coordinatrice nazionale di Smile Again e l'assessore comunale Roberta Celi.
Il progetto della Provincia è quello di realizzare in Pakistan un Centro di riabilitazione, completamente attrezzato, per le per le donne ustionate dall'acido, pratica crudele di cui sono vittime le donne che hanno avuto la “colpa” di essere troppo belle, o di aver rifiutato un corteggiatore. A loro sostegno, ed in particolare alle donne che in seguito a questa violenza sono rimaste non vedenti, la Provincia dell'Aquila ha in serbo due nuovi progetti. Il primo, annunciato ieri dall'assessore Nannarone, prevede la formazione di una ragazza pakistana in Italia, che imparerà il braille e che in seguito gestirà le lezioni presso il centro di accoglienza realizzato in Pakistan. L'altro è la realizzazione di uno spettacolo teatrale, da parte di Alessandro Gassman, consulente artistico per il Tsa, che metterà in scena le storie di alcune ragazze.
Una significativa presenza alla cerimonia è stata quella di una giornalista pakistana, Nosheen Ilyas, membro della commissione pari opportunità del Comune di Carpi e mediatrice culturale per le donne pakistane residenti in provincia di Modena,che per il suo impegno a favore delle donne pakistane ha ricevuto minacce di morte.

M.I. 13/07/2007 8.58