Acqua. Aumento del 10%: «un sopruso e una truffa»

Alessandro Biancardi

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Acqua. Aumento del 10%: «un sopruso e una truffa»
PESCARA. Il partito dell’Acqua colpisce ancora e delibera un aumento delle tariffe del servizio idrico di oltre 10%. Il prezzo dunque passa da 90 centesimi a 1,03 euro a metro cubo. «Con una votazione di dubbia legittimità l'assemblea dell'Ato ha riapprovato ieri sera l'aumento delle tariffe nonostante nella votazione per quote la posizione del "partito dell'acqua" fosse minoritaria», ha spiegato Maurizio Acerbo (Rc). COSTANTINI (IDV):«I SINDACI SONO SEMPRE RESPONSABILI DELLA CATTIVA GESTIONE» ADOC: «VERGOGNOSO E SCANDALOSO»
«I comuni che rappresentano la stragrande maggioranza della popolazione sono stati messi in minoranza. Ovviamente i cda di Ato e Aca brindano alla vittoria conseguita», spiega il deputato , «auspico che sia promosso un nuovo ricorso al TAR per bocciare la deliberazione. E' evidente che il "partito dell'acqua" difende con le unghie e con i denti il proprio giocattolino degli sprechi e delle clientele. Faccio notare che da circa un anno questi signori non pongono all'ordine del giorno la proposta del Comune di Pescara relativa alla drastica riduzione delle retribuzioni dei membri dei cda (proposta scaturita dall'approvazione di un mio ordine del giorno nel consiglio comunale di Pescara)».
Molto critica invece l'associazione Codici Abruzzo.
«Esprimiamo forte preoccupazione e forte dissenso, in quanto tale aumento potrebbe configurare una vera e propria truffa perpetrata ai danni dei consumatori e utenti dei 64 Comuni dell'Ambito Territoriale Ottimale 4 Pescarese», sostengono i segretari provinciali e regionali, Domenico Pettinari e Giovanni D'Andrea, «infatti è stato più volte denunciato da quest'associazione sia all'opinione pubblica che alla Autorità Giudiziaria lo sperpero di danaro pubblico che in questi anni è avvenuto sia da parte dell'Ato che dell'Aca i quali oltre ad elargire lauti compensi ai Consiglieri d'Amministrazione e ai consulenti, hanno assunto personale, in vari casi, usando la pratica del “nepotismo” ossia assumendo parenti e amici di Amministratori e Sindaci con l'aggravante di produrre nei bilanci degli enti aumenti di spese e perdite per le quali si è addivenuto alle recenti variazioni tariffarie».
Codici considera oltre che grave e lesivo per gli interessi dei cittadini, «illegittimo» tale aumento, poiché in virtù dello statuto dell'ATO per le adozioni delle deliberazioni inerenti le variazioni tariffarie, oltre al voto della maggioranza dei rappresentanti dei Comuni occorre il voto dei rappresentanti dei Comuni che esprimono la maggioranza delle quote.
L'aumento deliberato sarebbe ancora più grave, secondo Codici, se si considera la pendenza di un giudizio presso il Tribunale Amministrativo di Pescara, promosso da alcuni Sindaci e dall'associazione stessa e che pochi giorni fa, proprio in merito a tale giudizio, il Tribunale Amministrativo ha accolto la sospensiva bloccando la precedente delibera di aumento.
L'Associazione Codici ha già inoltrato nel 2005 e nel 2006 varie denuncie alla Procura della Repubblica di Pescara e alla Corte dei Conti dell'Aquila sui presunti abusi e sullo sperpero di danaro pubblico perpetrato dagli Amministratori Aca e Ato.

IL PRIMO ESPOSTO 
IL SECONDO ESPOSTO
 
IL TERZO ESPOSTO
 

12/07/2007 13.23

COSTANTINI (IDV):«I SINDACI SONO SEMPRE RESPONSABILI DELLA CATTIVA GESTIONE»

«I Sindaci quando, votando a favore dell'aumento delle tariffe, alimentano a danno dei consumatori il sistema clientelare costruito dal "Partito dell'acqua" sono consapevoli delle potenziali responsabilità che assumono, anche sul piano personale?».
Si domanda l'onorevole Carlo Costantini (Idv). «Purtroppo temo di no e per questo ritengo opportuno (ed utile per loro) ricordare che: in presenza di cattiva gestione delle società pubbliche i Sindaci soci (anche il Sindaco di Pescara, in relazione all'ACA S.p.a.) hanno l'obbligo, non la facoltà, di proporre l'azione di responsabilità sociale nei confronti degli amministratori delle società o la messa in liquidazione delle società stesse e non certo la possibilità di consentire loro il reperimento di ulteriori "liquidità" funzionali a perpetrare le gestioni dissennate»
Inoltre i risultati delle società pubbliche in termini di debiti e perdite, ricorda Costantini, devono essere conteggiati insieme ai bilanci dei Comuni azionisti, ai fini della esatta determinazione dei loro equilibri di bilancio; le spese, infine, per il personale delle società pubbliche (svariati milioni di euro ed alcune centinaia di dipendenti assunti rigorosamente senza concorso per la sola ACA S.p.a.) incidono sulla valutazione del rispetto del patto di stabilità dei comuni azionisti.
«Questi aspetti (e tanti altri che potrei evidenziare) - che investono direttamente e personalmente le responsabilità degli amministratori degli enti locali azionisti dell'ACA S.p.a., come di tante altre società pubbliche - temo continuino a non essere adeguatamente considerati da amministratori locali», conclude Costantini, «revisori dei conti e responsabili del servizio bilancio dei Comuni, forse erroneamente convinti di poter scaricare all'infinito sul cittadino - consumatore gli effetti di gestioni a dir poco scandalose».

12/07/2007 17.59

ADOC: «VERGOGNOSO E SCANDALOSO»

Anche l'Adoc Abruzzo ritiene «vergognoso e scandaloso» l'aumento del prezzo dell'acqua, stabilito dall'Ato 4 pescarese.
L'Adoc rivendica a gran voce «il ruolo previsto dal regolamento che la stessa Ato ha approvato nella primavera del 2005, dove si recitava che per ogni situazione legata ad interessi dei consumatori, le Associazioni dei Consumatori sarebbero state contattate ed ascoltate in merito».
«Bene», ha detto il presidente Luca Piersante, «nessuna Associazione è stata avvisata né contatta, né tanto meno convocata. A questo punto, oltre che chiamarci fuori sia dalla decisione dell'aumento della tariffa dell'acqua e non riconoscere più il regolamento interno all'Ato pescarese, appoggeremo qualsiasi mozione o iniziativa che i consumatori, i movimenti o enti avvieranno per far sì che venga annullata la delibera firmata l'11 luglio; inoltre attraverso i suoi legali, questa associazione vedrà se ci sono i presupposti per adire le vie legali».

12/07/2007 19.41