La politica oggi. Gli italiani stufi della gerontocrazia

Alessandro Biancardi

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ROMA. Basta con queste regole della politica che favoriscono il mantenimento in vita di vere “mummie” e cariatidi incollati alle poltrone da decenni. Rinnovamento e ringiovanimento della classe dei rappresentanti politici per meglio incarnare le vere istanze della popolazione. In poche parole: basta con la "gerontocrazia" e niente sconti ai politici.
Lo dicono gli italiani secondo quanto emerge dal terzo rapporto sugli orientamenti e i valori della pubblica opinione Monitor Italia 2007 stilato da Eures su un campione di oltre 1000 persone.
La proposta di una soglia anagrafica massima di 65 anni per l'eleggibilita' dei parlamentari, trova consenso nel 54,7% degli intervistati, a fronte del 29,7% che esprime disaccordo e del 15,6% che non esprime una posizione di merito.
Piu' numerosi i consensi tra gli uomini (56,5% a fronte del 52,9%
tra le donne) e soprattutto tra gli under 30 (61% nella fascia 15-29 anni), mentre tra gli ultracinquantanovenni i contrari (42,9%) superano i favorevoli (42,5%).
Contro la 'gerontocrazia' si schierano la maggioranza degli italiani del centro (67,5%), moltissimi al sud (54%) e meno, il 47,6% al Nord (rispetto al 39,8% dei contrari).
Secondo l'analisi dell'Istituto di ricerca gli italiani insomma chiedono ai politici soprattutto maggiore coerenza e moralita'.
E la riprova - osserva Eures – sta nell'atteggiamento favorevole di fronte alla proposta di chiedere le dimissioni per parlamentari scoperti in comportamenti immorali o sconvenienti nella loro vita privata e il test antidroga per tutti i parlamentari.

IMMORALE? DISOCCUPATO

Il 49,3% degli intervistati si dichiara favorevole a chiedere le dimissioni dei parlamentari scoperti in comportamenti immorali (a fronte del 32,7% di opinione contraria e del 18% senza una precisa posizione); sovrapponibile e' l'orientamento di uomini e donne (favorevoli alle dimissioni il 49% dei primi e il 49,5% delle seconde), mentre i giovani appaiono i meno convinti (con il 42,4% di indicazioni favorevoli ed il 38,1% contrarie).
Piu' favorevoli gli intervistati del Centro (57%) e del Sud (53,4%), mentre al Nord i contrari (43,6%) risultano prevalenti sui favorevoli (41,5%). In base alla autocollocazione politica, i piu' "severi" sono gli intervistati che non si riconoscono in alcuno schieramento (con il 56,4% di favorevoli alle dimissioni), seguiti da quelli di Centro-Destra (48,6% a fronte del 34,4% di contrari), da quelli di Centro (48% a fronte del 36% di contrari) e da quelli di Centro-Sinistra (43,3% a fronte del 37,6% di contrari).

TEST ANTIDROGA

Ancora piu' ampia e' la maggioranza degli intervistati che si dichiara favorevole alla proposta di sottoporre tutti i parlamentari a test antidroga: oltre 7 su 10 (74,3%) infatti, pretendono una loro coerenza rispetto alla direzione
proibizionista della normativa vigente; soltanto il 14,3% si dice contrario e l'11,4% non esprime una precisa posizione.
L'indicazione complessivamente emersa trova ampia conferma in tutte le componenti del campione, con valori sempre superiori al 70% delle adesioni, che raggiungono l'80,9% nel campione di Centro-Destra (rispetto al 77,1% tra gli "elettori" di Centro e il 66% tra quelli Centro-Sinistra), il 76% tra gli uomini (a fronte del 72,6% tra le donne), il 75% nella fascia 15-29 anni e il 77,6% in quello della fascia 45-59.

12/07/2007 11.41