Teramo. Provincia e associazioni contro la guerra sull’Aptr

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La Provincia e le associazioni di categoria del settore turismo, «disorientate dalla crisi che sta interessando l’APTR», sollecitano la Regione «a decidere in fretta i destini dell’azienda» per non compromettere il lavoro fin qui svolto nell’ambito della promozione turistica e per non incorrere in ritardi «che produrrebbero grossi danni specie nell’attuazione dei programmi operativi».
È questo, in sintesi, il contenuto del documento che l'assessore al Turismo Orazio Di Marcello ha proposto questa mattina – nel corso della riunione convocata sul caso APTR, - alle associazioni ed agli enti che operano nel settore e che, al termine dell'incontro, è stato condiviso da tutti i presenti.

È stata in particolare sottolineata la necessità:
- di salvaguardare i principi della riforma dell'APTR, come la riduzione dei costi di gestione e la partecipazione degli attori del mondo economico;
- che l'APTR ritorni ad essere subito operativa indipendentemente dal modello che possa essere adottato in termini gestionali;
- che non vada disperso il lavoro della Consulta regionale, che si è contraddistinta sempre per la forte partecipazione e l'unanimità dei consensi circa le azioni da intraprendere;
- dare continuità al programma di questa legislatura regionale, che vedeva nella condivisione e nella concertazione con gli attori pubblici e privati i propri punti di forza.

Queste stesse istanze saranno portate all'attenzione del Consiglio regionale, nella seduta di domani mattina, da una delegazione composta dall'assessore Di Marcello e dai rappresentanti degli enti e delle associazioni che hanno partecipato all'incontro.
«Dobbiamo farci sentire – ha sottolineato Di Marcello – per uscire il più rapidamente possibile da questa situazione di empasse che certo non fa bene al turismo abruzzese, di cui quello teramano rappresenta come noto il 50 per cento».
«Ciò che chiediamo è semplicemente la funzionalità dell'APTR – ha detto nel suo intervento Giammarco Giovannelli, presidente provinciale di Federalberghi-Confcommercio -. Non si può bloccare il turismo solo per decidere l'assetto dell'ente».
«Diciamolo – gli ha fatto eco Daniele Zunica, presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti – che è soltanto un problema politico i cui riflessi rischiano di dare l'ennesimo schiaffo alla provincia teramana. Chi non vuole questa riforma si assume anche la responsabilità di fare del male alle nostre attività».

«Non deve passare una mancata riforma – ha aggiunto Amedeo Corsi in rappresentanza della Faita (l'associazione dei camping) e dell'associazione degli operatori turistici di Martinsicuro-Villa Rosa– e, soprattutto, non bisogna minimizzare il problema della rappresentanza del nostro territorio ai tavoli in cui si decide il futuro del turismo».
Punto di vista ribadito anche dal presidente provinciale della Confesercenti, Antonio Topitti, per il quale «un elemento importante è proprio quello della rappresentatività dei territori attraverso gli imprenditori e in generale le categorie produttive».
«E' il caso – ha aggiunto Gloriano Lanciotti, direttore provinciale della Cna – di far pesare in maniera lobbystica i numeri del turismo teramano sul tavolo politico richiamando i politici teramani presenti in Regione alle proprie responsabilità».
«Dobbiamo trovare una formula nuova – ha affermato Giandomenico Di Sante, vice presidente della Camera di commercio – per esorcizzare un percorso, quello della nostra provincia, che ha visto mortificati gli imprenditori».
Di Sante ha insistito sulla necessità di fare squadra ed ha invitato associazioni ed operatori a «un modo nuovo di gestire nostre responsabilità».

Ai lavori ha partecipato anche l'Università di Teramo con il docente Bernardo Cardinale, il quale ha ribadito la disponibilità dell'ateneo a sostenere le ragioni del turismo teramano ed ha proposto l'organizzazione di un momento di approfondimento e riflessione sulle necessità e sui problemi del settore.

C'erano inoltre Giuseppe Vagnozzi per Confindustria Alberghi, il quale ha stigmatizzato il fatto che il settore «vive un difficile momento» ed ha ricordato la mancata attuazione dei sistemi turistici locali, ed Emanuele Dionisi per la Faita.

10/07/2007 8.45